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L’Infermiere di Telemedicina: chi è e di cosa si occupa

di Ilaria Campagna

L’Infermiere di telemedicina sembra essere un “alieno” che lavora in zone di frontiera, in un paese futuribile, in una dimensione non attuale. In realtà non è così e il tele nursing è una realtà consolidata in molti ambiti sanitari, solo che in pochi sanno effettivamente di cosa si tratti.

La Telemedicina: un nuovo modo di fare assistenza

L’Infermiere di telemedicina è il legante tra vecchia e nuova concezione dell’assistenza

Telemedicina, questa sconosciuta che ancora così poco in Italia fa parlare di sé e che nel lontano 1997 è stata definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come “l’erogazione di servizi sanitari, quando la distanza è un fattore critico, per cui è necessario usare, da parte degli operatori, le tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni al fine di scambiare informazioni utili alla diagnosi, al trattamento ed alla prevenzione delle malattie e per garantire un’informazione continua agli erogatori di prestazioni sanitarie e supportare la ricerca e la valutazione della cura”.

In questo “nuovo” modo di fare medicina, in cui l’informazione da trasmettere può essere voce, immagine, numero, dato scritto, strumento mosso a distanza, il tutto è applicabile trasversalmente ai più disparati settori della medicina; un cambiamento del modo in cui siamo abituati a considerare la sanità, che nasce fondamentalmente da un’esigenza evolutiva sia della stessa che del paziente e che garantisce a quest’ultimo maggiore velocità, ma non per questo minore qualità, nella risposta assistenziale.

Le nuove tecnologie permettono di abbattere tempi e distanze e la sanità può trarne enorme vantaggio; tuttavia è cosa nota che un cambiamento, per essere digerito e accettato, impieghi molto tempo per essere assurto a normalità, specie se va a modificare un apparato ampiamente consolidato quale quello in questione.

Il cambiamento non può però essere arrestato o fermato per sempre, neanche in medicina, che dunque è e sarà sempre più nei prossimi anni la protagonista assoluta di un’innovazione tecnologica, quindi assistenziale, volto all’ottenimento di un beneficio per tutta la popolazione.

Parallelamente, al giorno d’oggi, le persone sono molto più abili nell’utilizzare la tecnologia e molto più coinvolte rispetto al passato riguardo la loro salute; si informano autonomamente (generalmente su internet) ancor prima di consultare uno specialista, oppure utilizzano tutta una serie di applicazioni per smartphone e dispositivi indossabili che li aiutino in tale pratica.

Mantenere un buono stato di salute e saperlo fare essendo dei partner attivi del processo è sicuramente importante e la sanità sta spostando sempre più il proprio baricentro dall’ospedale all’ambiente di vita del paziente.

Quale modo migliore, dunque, se non sfruttando questa dilagante interconnessione tra pazienti, famiglie e professionisti della salute, favorita proprio dalla tecnologia? Cosa può esserci di meglio che garantire un’assistenza globalizzata, raggiungendo anche quelle persone che altrimenti non avrebbero la possibilità di riceverla?

Bisogna però tenere ben presente che la telemedicina implica sempre e comunque l’erogazione di una prestazione sanitaria, la quale seppur fornita tramite modalità innovative, resta sempre un atto medico/infermieristico e come tale deve essere considerato dal punto di vista professionale, etico e legale.

Con l’aiuto di un cellulare, di un PC o di un tablet le persone, senza spostarsi da casa, possono tenere sotto controllo i propri parametri vitali, ricevere notifiche su esami svolti o da svolgere, su terapie da eseguire, partecipare a gruppi di supporto online e, in caso di necessità, stabilire una comunicazione con il proprio medico o il proprio infermiere di riferimento.

Aspetti questi fondamentali per la definitiva introduzione nella quotidiana pratica assistenziale di servizi erogati tramite la telemedicina, servizi che vanno dalla prevenzione alla diagnosi e alla riabilitazione, abbracciando dunque l’intero percorso assistenziale.

La Telemedicina stenta ancora a decollare nel nostro Paese

Primo su tutti, una forte diffidenza da parte di quel mondo medico che teme di perdere così l’autorità del proprio ruolo, quando non anche di incorrere in eventuali implicazioni legali nell’eseguire un atto medico a distanza.

Chiaramente un percorso quale quello della Telemedicina necessita di una definizione chiara delle responsabilità professionali di tutti gli attori che in essa operano, così come dei rapporti tra gli stessi e tra i medesimi e gli utenti.

È il giusto approccio culturale che bisogna trovare e questo può avvenire solo attraverso un continuo processo formativo di tutti gli operatori sanitari, con l’obiettivo di prepararli adeguatamente a rispondere a questo cambiamento che il mondo gli chiede e mettendoli in condizione di farlo con competenza e responsabilità.

Operatori sanitari protagonisti della Telemedicina

L’associazione immediata quando si parla di tale argomento è quella con il medico, non sapendo che la telemedicina non è soltanto atto medico e di conseguenza i medici non ne sono attori unici; al contrario, sempre maggiore importanza sta assumendo la parte infermieristica e con essa i suoi professionisti.

Infatti, se fino ad ora si è parlato di Telemedicina nel senso più ampio del termine, non bisogna dimenticare né sottovalutare quanto diventi uno strumento di fondamentale importanza e di quanti vantaggi possa comportare se inserito in ambito infermieristico.

L’evoluzione della domanda di salute, in tutte le sue sfaccettature, pone l’accento sulla necessità di rispondere in modo diverso, in un modo che sia centrato sul paziente e assicuri appropriatezza, efficacia e tempestività, in un modo che tenga conto della notevole evoluzione tecnologica ormai in atto.

In un simile panorama, gli infermieri, come e più di altri professionisti, sono chiamati ad abbracciare quest’ottica di cambiamento, passando da un modello di assistenza tradizionale ad uno più avanzato, che vada di pari passo con l’evoluzione dei tempi.

Il tele-nursing, termine inglese per indicare la “tele infermieristica”, sta rapidamente prendendo terreno in diversi sistemi sanitari, oltre oceano così come negli altri paesi europei e molti infermieri si trovano già quotidianamente a fornire assistenza a distanza ai propri pazienti.

Monitoraggio remoto, tele triage, consultazione ed educazione a distanza sono alcune delle possibilità che offre il tele nursing e per molti costituiscono già una realtà consolidata, applicabile ad ogni ambito infermieristico.

Basti immaginare di avere un infermiere sempre a disposizione, come averlo in casa, pronto a rispondere con la sua competenza e professionalità ad una qualsiasi necessità, anche minima, anche se la stessa non giustifica un eventuale “viaggio in ospedale”, fungendo così da intermediario tra pazienti, medici e altri operatori, tra un’assistenza fornita anche a distanza e a casa del paziente e un’assistenza che vede ancora l’ospedale come punto focale di cura.

Non solo, all’infermiere che se ne occupa, la Telemedicina offre anche notevoli opportunità di leadership, garantendo la possibilità di elaborare, supervisionare e condurre programmi di cura, supervisionare altri infermieri e fungere da punto di raccordo tra i diversi professionisti del settore sanitario.

Si tratta oggi di muovere le prestazioni, anziché muovere i pazienti e in Italia ci stiamo muovendo ancora lentamente, ma inesorabilmente verso questa direzione che promette di rendere gli infermieri sempre più presenti sulla scena, ampliando il loro coinvolgimento nel processo assistenziale, all’interno del quale svolgono indubbiamente un ruolo di rilievo.

Gli infermieri sono tra i professionisti dell’ambito sanitario ad essere forse tra i più favorevoli al cambiamento, all’innovazione e al mettersi in gioco, probabilmente per l’essenza stessa che caratterizza la propria natura professionale, in continua evoluzione dalla nascita.

Non sempre però l’importanza che il binomio infermieri-nuove tecnologie svolge nella cura al paziente è di immediata comprensione in un panorama dove ciò costituisce una novità assoluta, quasi come se provenisse da un’altra galassia.

Gli infermieri che si occupano di Telemedicina uniscono la propria esperienza e competenza clinica con le conoscenze tecnologiche, creando un nuovo modo di fare assistenza, così che pur non potendo fisicamente recarsi al letto del paziente, possano comunque valutarne lo stato di salute, interpretarne i parametri e fornirgli l’assistenza di qualità che merita.

Dal contesto ospedaliero, dove possono monitorare le condizioni cliniche dei pazienti in tempo reale, al momento della dimissione, in cui i pazienti si trovano letteralmente bombardati da una quantità di informazioni che molte volte non sono pronti a gestire; gli infermieri, avvalendosi del tele-nursing, vanno così a riempire quel gap assistenziale, garantendo il raggiungimento degli outcome di salute e prevenendo riammissioni improprie in ospedale.

In breve, gli infermieri fanno a distanza quel che hanno sempre fatto in presenza, ossia assistenza; concetto fondamentale del paradigma del nursing, ha sempre avuto il suo perno nella relazione con il paziente, che al contrario di quanto si potrebbe essere portati a credere, non viene certo meno con la tele-assistenza; semplicemente si reinventa e si configura come una comunicazione continua in quello che è ormai un rapporto uomo-macchina, ma che permette all’assistito di rimanere nel suo ambiente di vita.

Infermiere e paziente, quando instaurano un rapporto, si incontrano in uno spazio pieno di valenze simboliche, ma non è assolutamente necessario un rapporto “face to face” affinché la relazione abbia non solo luogo, ma si svolga nel modo corretto e sia effettivamente terapeutica.

Il paziente è comunque collocato in una posizione privilegiata, al centro di quel rapporto che deve sempre basarsi sulla fiducia reciproca; l’infermiere, ottemperando al patto infermiere-cittadino e ai principi del Codice Deontologico, da parte sua assicura competenza, garantisce confidenzialità delle informazioni e agisce sempre e comunque nell’interesse del paziente.

Dalla riuscita di questa collaborazione, dal raggiungimento degli outcome, si avrà anche una misura di quanto l’infermiere sia stato abile nell’instaurare una relazione, anche a distanza e di quanto il paziente sia soddisfatto e ne abbia quindi seguito le indicazioni.

Il tele nursing appare oggi come una sorta di zona di frontiera dell’Infermieristica, una zona ancora poco esplorata e con un potenziale ancora tutto da scoprire, così come è tutto da scoprire il ruolo di coloro che insieme e per il paziente sono i protagonisti di questo processo, gli infermieri.

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