Le Regioni confermano che la carenza di infermieri resta una delle principali criticità del Servizio sanitario nazionale. Per l'anno accademico 2026/2027 il fabbisogno stimato raggiunge infatti 25.479 nuovi laureati in Infermieristica, ai quali si aggiungono 1.414 ostetriche, 257 infermieri pediatrici e oltre 7.000 posti per la formazione magistrale dell'area infermieristica e ostetrica. È quanto emerge dallo schema di Accordo della Conferenza Stato-Regioni che dovrà orientare la programmazione nazionale degli accessi ai corsi di laurea delle professioni sanitarie. Il documento rappresenta uno dei passaggi più importanti della pianificazione del personale sanitario, perché costituisce la base sulla quale il Ministero dell'Università e della Ricerca definirà il numero dei posti disponibili nei corsi di laurea. Un dato che assume particolare rilievo in un contesto segnato da pensionamenti, difficoltà di reclutamento e crescente domanda di assistenza, soprattutto sul territorio.
Il fabbisogno di infermieri supera quota 25 mila
Per l'anno accademico 2026/2027 il fabbisogno stimato raggiunge infatti 25.479 nuovi laureati in Infermieristica
Secondo la stima elaborata dalle Regioni ai sensi dell'articolo 6-ter del D.Lgs. 502/1992, il sistema sanitario italiano avrà bisogno di 25.479 nuovi infermieri da formare nel prossimo anno accademico. Si tratta della richiesta più elevata tra tutte le professioni sanitarie e conferma come l'Infermieristica continui a rappresentare il pilastro della programmazione del personale del SSN.
Le richieste maggiori arrivano dalle Regioni con il più elevato fabbisogno assistenziale:
- Lombardia: 3.500 posti
- Veneto: 3.000
- Lazio: 2.500
- Campania: 2.334
- Piemonte: 2.300
- Sicilia: 2.200
- Emilia-Romagna: 2.000
- Puglia: 1.650
- Toscana: 1.400
Numeri che fotografano una necessità diffusa lungo tutto il territorio nazionale e che riflettono la crescente pressione sui servizi ospedalieri e territoriali.
Fnopi stima un fabbisogno ancora più elevato
Accanto alle richieste formulate dalle Regioni, il documento riporta anche le proposte avanzate dalla Fnopi.
Per la professione infermieristica la Federazione indica un fabbisogno di 25.840 nuovi infermieri, leggermente superiore rispetto alle 25.479 unità richieste dalle Regioni.
Per gli infermieri pediatrici, invece, la Federazione propone 205 posti contro i 257 indicati dalle amministrazioni regionali, mentre per la formazione magistrale infermieristica e ostetrica il fabbisogno stimato dagli Ordini è pari a 6.201 posti, inferiore ai 7.072 previsti dalle Regioni.
Il confronto evidenzia una sostanziale convergenza sulla necessità di continuare a investire nella formazione infermieristica, pur con valutazioni differenti su alcuni segmenti della professione.
La riforma delle magistrali entra nella programmazione
Tra gli elementi di maggiore interesse compare anche il richiamo al DM n. 159 del 6 febbraio 2026, che ha ridisegnato la laurea magistrale infermieristica introducendo i nuovi percorsi dedicati ai profili infermieristici specialistici.
Lo schema di Accordo precisa che la rilevazione del fabbisogno è stata effettuata prima dell'entrata in vigore del decreto e che il dato complessivo di 7.072 posti deve essere riferito all'insieme delle nuove classi LM/SNT1 dedicate alle Scienze infermieristiche e ostetriche e alle Scienze infermieristiche specialistiche.
Si tratta del primo documento di programmazione nazionale che recepisce gli effetti della riforma della formazione magistrale, destinata a sostenere lo sviluppo delle competenze avanzate e dei futuri infermieri specialisti.
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