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Sempre meno iscritti a Infermieristica: mancano 190 studenti

di Redazione

Il calo delle vocazioni infermieristiche continua a farsi sentire anche nelle università del Piemonte. A denunciarlo è il sindacato delle professioni infermieristiche Nursind, che sottolinea come, per l’anno accademico 2025, manchino all’appello 190 studenti per completare i 1.176 posti messi a disposizione dai corsi di laurea in Infermieristica sul territorio regionale. Un dato in peggioramento rispetto all’anno precedente, quando i posti vacanti erano stati 123. Un segnale che conferma una tendenza negativa e che, secondo il sindacato, richiede un intervento urgente da parte delle istituzioni.

Manca un piano di rilancio per la professione

Si tratta di una crisi profonda, ormai acclarata, che necessita di essere affrontata alla radice con azioni e investimenti importanti, dichiara Francesco Coppolella, segretario regionale Nursind.

Diversamente, l’effetto determinerà gravi criticità sul nostro sistema sanitario, in considerazione del fatto che le nuove entrate compenseranno solo in minima parte le molte uscite previste nei prossimi anni.

Il riferimento è alla “gobba pensionistica”, ovvero il picco di uscite dal servizio per raggiunti limiti di età, che colpirà in particolare il comparto infermieristico. A preoccupare è anche la mancanza di un piano di rilancio per la professione, che renda attrattiva una carriera sempre più faticosa e poco riconosciuta.

Si prevede per il futuro una situazione meno preoccupante per i medici – aggiunge Coppolella – che soffrono in modo particolare in alcune specialità, mentre per gli infermieri nulla ancora si muove nel concreto.

Stipendi bassi, carichi pesanti e poca valorizzazione

Secondo Nursind, le cause del calo delle iscrizioni sono molteplici e ben note: condizioni di lavoro difficili, turni pesanti, responsabilità elevate, scarsa conciliazione tra vita privata e professionale, riconoscimento economico insufficiente e bassa considerazione sociale. Tutti fattori che allontanano i giovani dalla scelta di intraprendere un percorso formativo lungo e impegnativo, come quello della laurea in Infermieristica.

È un fenomeno nazionale, ma riguarda anche il Piemonte e non per questo si può ignorare – sottolinea Coppolella –. Chiediamo alla Regione di intervenire con determinazione, mettendo in campo tutti gli strumenti possibili per invertire la rotta.

Una richiesta urgente alle istituzioni

Nursind chiede all’amministrazione regionale di avviare un confronto strutturato per promuovere la professione infermieristica, sostenere gli studenti, valorizzare economicamente il ruolo e migliorare le condizioni di lavoro.

Secondo il sindacato, senza un piano straordinario di rilancio, il sistema sanitario piemontese rischia un progressivo svuotamento delle corsie. Un appello che, ancora una volta, punta a trasformare la retorica sull’“infermiere eroe” in politiche concrete a tutela di una figura fondamentale per la salute pubblica.

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