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Dolore

Cefalea ed emicrania

di Daniela Berardinelli

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Il mal di testa (o cefalea) rappresenta uno dei maggiori motivi di ricorso alla visita medica. L’incidenza durante la vita è molto elevata (circa il 96%) e ha predominanza femminile. La classificazione delle cefalee prevede una suddivisione in cefalee primarie e secondarie. Le cause di cefalea primaria sono ad oggi ancora sconosciute, le cefalee secondarie sono, invece, correlate ad uno stato patologico sottostante che può provocare un’infiammazione delle strutture sensitive. L’emicrania, invece, si caratterizza per i suoi frequenti attacchi, spesso (ma non sempre) è unilaterale e assume caratteristica pulsante. Può essere accompagnata da altri segni o sintomi tra cui: nausea, vomito, fotofobia e fonofobia. Si suddivide in: emicrania con aura e senza aura.

Tipi di cefalea

Il mal di testa o cefalea ha predominanza femminile

Le cefalee primarie includono: l’emicrania, la cefalea tensiva e la cefalea a grappolo. La cefalea correlata ad una patologia psichiatrica è considerata secondaria e infezioni, patologie vascolari, traumi sono ulteriori esempi di cefalea secondaria.

Fortunatamente la maggior parte dei pazienti che si recano dal medico per un mal di testa hanno una cefalea primaria.

La cefalea tensiva è la più comune e l’incidenza di tali episodi di è di circa il 65% ma molti, spesso, non si recano dal curante. La più diagnosticata è invece l’emicrania.

La cefalea a grappolo arreca maggiori disabilità a chi ne è affetto e ha una bassa incidenza (<1% della popolazione generale).

La Headache Classification Committee of the International Headache Society (IHS) prevede la seguente classificazione delle cefalee (The International Classification of Headache Disorders, 3rd Edition (Beta Version).


Cefalee primarie Cefalee secondarie
- Emicrania
- Cefalea tensiva
- Cefalea a grappolo e altre cefalee autonomico-trigeminali
- Altre cefalee primarie
- Cefalea attribuita a traumatismo cranico e/o cervicale
- Cefalea attribuita a disturbi vascolari cranici o cervicali
- Cefalea attribuita a patologie intracraniche non vascolari
- Cefalea attribuita all’uso di una sostanza o alla sua sospensione
- Cefalea attribuita ad infezione
- Cefalea attribuita a disturbo dell’omeostasi
- Cefalea o dolori facciali attribuiti a disturbi di cranio, collo, occhi, orecchie, naso, seni paranasali, denti, bocca o altre strutture facciali o craniche
- Cefalea attribuita a disturbo psichiatrico

Diagnosi e classificazione delle cefalee

Una dettagliata valutazione della storia clinica del paziente è indispensabile per diagnosticare e classificare correttamente le cefalee. È necessario indagare le caratteristiche della comparsa della cefalea come:

  • durata
  • frequenza
  • localizzazione
  • severità
  • intensità
  • fattori scatenanti, aggravanti e limitanti.

L’età di insorgenza, la familiarità, lo stile di vita (dieta, utilizzo di caffeina, abitudini del sonno, tipologia di lavoro, stress) sono altri aspetti importanti da ricercare. La visita del paziente prevede inoltre un esame neurologico completo.

Attualmente non si dispone di un test diagnostico per l’emicrania e le evidenze suggeriscono che studi di immagine non sempre riescono ad aiutare la formulazione di una corretta diagnosi.

Anamnesi del paziente

  • Età di insorgenza della sintomatologia
  • Presenza o assenza di aura o sintomi prodromici
  • Frequenza, intensità, durata dell’attacco
  • Numero di episodi (giorni al mese)
  • Tempo e modalità di insorgenza
  • Caratteristiche, sito di insorgenza, irradiazione
  • Sintomi associati
  • Storia familiare di emicrania
  • Fattori scatenanti ed allevianti
  • Esacerbazione o diminuzione dell’intensità al variare della postura
  • Relazione con alcol e cibo
  • Recenti cambiamenti nella vista
  • Recenti traumi
  • Cambiamenti nello stile di vita, abitudini del sonno, alimentari, esercizio fisico, dieta
  • Relazione con il ciclo mestruale
  • Possibile coinvolgimento di fattori ambientali

Emicrania

L’emicrania si caratterizza per i suoi frequenti attacchi, spesso (ma non sempre) è unilaterale e assume caratteristica pulsante. Può essere accompagnata da altri segni o sintomi tra cui: nausea e vomito, fotofobia e fonofobia.

I principali trigger scatenanti sono: stress, ciclo mestruale, stimoli visivi, cambiamenti climatici, nitrati, vino, digiuno, disturbi del sonno e aspartame.

Si suddivide in: emicrania con aura e senza aura. L’aura consiste in un insieme di sintomi del sistema nervoso completamente reversibile; spesso questi sintomi sono a carattere visivo o sensoriale, tipicamente prima aumentano, poi regrediscono e sono seguiti da una cefalea accompagnata da nausea, vomito, fotofobia e fonofobia. Sintomi meno comuni associati all’aura sono i disturbi del linguaggio e disturbi retinici.

Criteri diagnostici
Emicrania senza aura Emicrania con aura
A. Almeno 5 attacchi che soddisfino i criteri B-D
B. La cefalea dura 4-72 ore (non trattata o trattata senza successo)
C. La cefalea presenta almeno due delle seguenti caratteristiche:
1. localizzazione unilaterale
2. dolore di tipo pulsante
3. dolore con intensità media o forte
4. aggravata da o che limiti le attività fisiche di routine (per es., camminare, salire le scale)
D. Alla cefalea si associa almeno una delle seguenti condizioni:
1. presenza di nausea e/o vomito
2. presenza di fotofobia e fonofobia
A. Almeno 2 attacchi che soddisfino i criteri B e C
B. Uno o più dei seguenti sintomi dell’aura completamente reversibili:
1. visivi
2. sensitivi
3. parola/linguaggio
4. motori
5. del tronco encefalo
6. retinici
C. Almeno due delle quattro seguenti caratteristiche:
1. almeno un sintomo dell’aura si sviluppa gradualmente in >5 minuti e/o due o più sintomi si verificano in successione
2. ogni singolo sintomo dura 5-60 minuti
3. almeno un sintomo dell’aura è unilaterale
4. l’aura è accompagnata, o seguita entro 60 minuti, da cefalea

Cefalea di tipo tensivo

L’attacco tipico di cefalea di tipo tensivo può essere di intensità da lieve a severa, bilaterale e non ha carattere pulsante.

Criteri diagnostici

A. Almeno 10 episodi di cefalea che si verifichino in media < 1 giorno al mese (< 12 giorni all’anno) e che soddisfino i criteri B-D

B. Durata da 30 minuti a 7 giorni

C. Almeno due delle seguenti quattro caratteristiche:

  1. localizzazione bilaterale
  2. qualità gravativa o costrittiva (non pulsante)
  3. intensità lieve o media
  4. non aggravata dall’attività fisica di routine, come camminare o salire le scale

D. Si verificano entrambe le seguenti condizioni:

  1. assenza di nausea e vomito
  2. può essere presente fotofobia oppure fonofobia, ma non entrambe

E. Non meglio inquadrata da altra diagnosi ICHD-3

Può inoltre essere accompagnata o meno da dolorabilità dei muscoli pericranici.

Cefalea a grappolo

L’età all’esordio si colloca in genere tra 20 e 40 anni. Gli attacchi di cefalea a grappolo si manifestano in periodi attivi, denominati “grappoli”, della durata di settimane o mesi e sono intervallati da fasi di remissione della durata di mesi o anni.

Il dolore della Cefalea a grappolo raggiunge la massima intensità nella regione orbitaria, sovraorbitaria, temporale, ma può estendersi anche ad altre aree del capo.

Criteri diagnostici

A. Almeno 5 attacchi che soddisfino i criteri B-D

B. Dolore di intensità severa o molto severa, unilaterale, in sede orbitaria, sovraorbitaria e/o temporale, della durata di 15-180 minuti (senza trattamento)

C. La cefalea è associata ad una o entrambi le seguenti condizioni:

1. almeno uno dei seguenti sintomi o segni omolaterali al dolore

  • iniezione congiuntivale e/o lacrimazione
  • congestione nasale e/o rinorrea
  • edema palpebrale
  • sudorazione facciale e frontale
  • arrossamento facciale e frontale
  • sensazione di orecchio pieno
  • miosi e/o ptosi

2. sensazione di irrequietezza o agitazione.

D. La frequenza degli attacchi è compresa tra 1 ogni due giorni e 8 al giorno per più della metà del periodo di tempo in cui la patologia è in fase attiva.

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