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Pubblico Impiego

Contrattazione, cos'è e come funziona

di Alberto Ansaloni

Pubblico Impiego

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Consultazione, concertazione, informazione e contrattazione. Un gergo quasi incomprensibile, ma che ogni giorno impatta sul lavoro e sugli stipendi delle centinaia di migliaia di dipendenti pubblici e in particolare del servizio sanitario nazionale.

I livelli della contrattazione in sanità

stretta di mano

Questi termini - consultazione, concertazione, informazione e contrattazione - infatti individuano determinati argomenti sui quali i sindacati presenti in ogni azienda possono pretendere, richiedere o solo sognare un confronto con l’azienda. E se su alcuni punti l’azienda deve trovare l’accordo con i sindacati, su altri può andare avanti senza nessuna conseguenza.

Contrattazione

Rientrano sotto la contrattazione tutti gli argomenti sui cui è obbligatorio un accordo tra azienda e sindacati. Tra questi i sistemi incentivanti, leggi quote di produttività che spesso vengono erogate ogni mese in busta, e la destinazione dei fondi, ossia il sistema che suddivide il salario accessorio tra le quote che finanziano lo straordinario, le indennità di turno e il disagio. Spetta sempre alla contrattazione l’ultima parola su tutti i sistemi di valutazione del personale, tra cui anche quelli per le progressioni economiche orizzontali, anche dette fasce di anzianità.

Concertazione

Con la concertazione l’azienda invece è obbligata a trattare con i sindacati, ma non a trovare un accordo. La concertazione vale per tutti gli argomenti sull’orario di lavoro (un esempio classico è l’istituzione o la modifica delle pronte disponibilità) o per la valutazione dei titolari di posizioni organizzative.

Consultazione e informazione

Infine, arrivano l’informazione e la consultazione. Nel primo caso l’azienda informa i sindacati di decisioni già prese. E lo fa non per trovare un accordo, ma semplicemente, o almeno questo è l’intento, rendere trasparente e costruttivo il confronto tra le parti, come recita il contratto. La consultazione è in generale facoltativa. Le aziende non la possono evitare solo quando tratta di temi che hanno riflessi sull’organizzazione del lavoro.

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