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Contratto sanità, ecco i punti sul tavolo Aran-sindacati

di Leila Ben Salah

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Contratto individuale di lavoro, ricostituzione del rapporto di lavoro, mobilità e revisione dei passaggi da una categoria all’altra. Di questo si è parlato oggi al tavolo Aran e sindacati.

Contratto sanità, tutti i punti sul tavolo Aran-sindacati

aran sindacati

Il tavolo di oggi tra Aran e sindacati

Quello di oggi è stato un tavolo monotematico, in cui da una parte si è cercato di recepire e di riportare anche nel contratto del comparto sanità gli istituti comuni con le funzioni centrali, si pensi ad esempio alle unioni civili o ai permessi per la legge 104; e dall’altra l’Aran ha posto alcune questioni ai sindacati, ma senza entrare nello specifico.

Il prossimo appuntamento sarà quello del 20 novembre, in cui Aran e sindacati entreranno nel dettaglio del contratto individuale di lavoro.

Intanto, oggi i sindacati hanno richiesto, e l’Aran ha dato l’ok, che tutti i permessi concessi ai lavoratori a tempo indeterminato costituiscano un diritto anche per i lavoratori a tempo determinato. Di fatto, oggi succede che un infermiere a tempo determinato non possa prendere permessi per la formazione. I sindacati invece chiedono che i due contratti siano paritari, almeno da questo punto di vista.

Sul tavolo però ci sono anche altri temi: primo fra tutti la questione della revisione dei passaggi da una categoria all’altra. L’idea dell’Aran è di allineare le categorie della sanità a quelle ministeriali. Quindi non più A, B, C e D, con Bs e Ds ma solo tre categorie. Il rischio, secondo la Fials, è che alcuni dipendenti potrebbero retrocedere e ritrovarsi sostanzialmente con un contratto a perdere.

Altro nodo sul tavolo è la questione mobilità. Il problema per i sindacati è il nullaosta preventivo che dovrebbe concedere l’azienda da cui si vuole andar via. Un aspetto che per le associazioni di categoria va rivisto, per adeguarsi alla legge Madia (che rimanda la questione alla trattativa sul contratto) e per impedire a molti dipendenti la possibilità di spostarsi.

Sul piatto c’è anche la questione part-time. Attualmente è a discrezionalità dell’azienda concederlo o meno. Infatti, ci sono stati casi in cui l’azienda si è rifiutata di concederlo a delle mamme che si sono dovute licenziare.

Tra le richieste dei sindacati anche la possibilità per le mamme di fruire delle ferie dal 15 giugno al 15 settembre e non dal 1° giugno al 1° settembre, per venire incontro alle esigenze familiari nel momento in cui chiudono le scuole.

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