Il dibattito sugli infermieri prescrittori si inserisce in una fase di profonda trasformazione della professione infermieristica. Le nuove lauree magistrali a indirizzo clinico aprono infatti uno spazio di riflessione concreto sul riconoscimento delle competenze avanzate, sulla certificazione dei percorsi formativi e sulla possibilità di rendere più visibili attività che gli infermieri già svolgono nella pratica quotidiana. È questo il cuore dell’intervista realizzata da Nurse24 su Salute.Live a Barbara Mangiacavalli, presidente Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche, e Gianluca Castiello, presidente AISLeC (Associazione Infermieristica per lo Studio delle Lesioni Cutanee): un confronto sul futuro della formazione infermieristica, con un focus particolare sul wound care e sulla prescrizione di presidi e ausili per l’assistenza.
Presidi, ausili e medicazioni: cosa cambia per il wound care
Presente e futuro degli infermieri di Wound Care
Uno dei passaggi centrali riguarda le nuove lauree magistrali a indirizzo clinico, pensate per superare una fase di stasi nello sviluppo professionale. Come spiega Mangiacavalli, «aver avuto il decreto sulle lauree magistrali non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza».
Nel wound care, il tema assume un valore particolarmente concreto. Le medicazioni e i presidi utilizzati nella gestione delle lesioni cutanee rappresentano infatti una parte essenziale del percorso assistenziale, dalla valutazione della lesione alla scelta del trattamento più appropriato.
Commento (0)
Devi fare il login per lasciare un commento. Non sei iscritto ?