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Wound Care

Wound care: infermieri prescrittori di medicazioni e presidi

di Silvia Fabbri

Il dibattito sugli infermieri prescrittori si inserisce in una fase di profonda trasformazione della professione infermieristica. Le nuove lauree magistrali a indirizzo clinico aprono infatti uno spazio di riflessione concreto sul riconoscimento delle competenze avanzate, sulla certificazione dei percorsi formativi e sulla possibilità di rendere più visibili attività che gli infermieri già svolgono nella pratica quotidiana. È questo il cuore dell’intervista realizzata da Nurse24 su Salute.Live a Barbara Mangiacavalli, presidente Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche, e Gianluca Castiello, presidente AISLeC (Associazione Infermieristica per lo Studio delle Lesioni Cutanee): un confronto sul futuro della formazione infermieristica, con un focus particolare sul wound care e sulla prescrizione di presidi e ausili per l’assistenza.

Presidi, ausili e medicazioni: cosa cambia per il wound care

Uno dei passaggi centrali riguarda le nuove lauree magistrali a indirizzo clinico, pensate per superare una fase di stasi nello sviluppo professionale. Come spiega Mangiacavalli, «aver avuto il decreto sulle lauree magistrali non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza».

All’interno di questi percorsi è prevista anche l’acquisizione di competenze specialistiche, tra cui la prescrizione di presidi e ausili. Una possibilità che coinvolge direttamente ambiti come wound care, stomie, incontinenza e accessi vascolari.

Nel wound care, il tema assume un valore particolarmente concreto. Le medicazioni e i presidi utilizzati nella gestione delle lesioni cutanee rappresentano infatti una parte essenziale del percorso assistenziale, dalla valutazione della lesione alla scelta del trattamento più appropriato.

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