Per contrastare le aggressioni nei pronto soccorso, l’Asl di Latina ha avviato la distribuzione di braccialetti SOS a medici e infermieri dell’emergenza. Il dispositivo consente di lanciare un allarme immediato in caso di pericolo, collegandosi alle sale operative delle forze dell’ordine.
Un dispositivo per chiedere aiuto in tempo reale
Braccialetti SOS
La misura riguarda gli operatori sanitari del pronto soccorso dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, uno dei reparti più esposti al rischio di aggressioni.
I braccialetti anti aggressione, simili a smartwatch, consentono agli operatori di inviare una richiesta di aiuto immediata in caso di minaccia o violenza, attivando l’intervento delle forze di polizia.
La distribuzione è iniziata in questi giorni e si inserisce in un quadro di crescente attenzione al tema della sicurezza del personale sanitario, in particolare nei contesti di emergenza-urgenza caratterizzati da sovraffollamento e forte pressione assistenziale.
A dare notizia dell’iniziativa è stato il Coordinamento Infermieristico Autonomo (Coina), che da tempo ha acceso i riflettori sulla situazione del pronto soccorso del Goretti. Dopo diversi episodi di violenza ai danni degli infermieri, il sindacato aveva chiesto con urgenza l’adozione di misure di prevenzione e protezione.
Questa iniziativa rappresenta un importante passo in avanti nella tutela della sicurezza e della salute degli operatori sanitari
, ha commentato Alessandro Britolli, segretario Coina Latina e Frosinone, sottolineando come medici e infermieri siano sempre più spesso vittime di aggressioni sul luogo di lavoro.
Una risposta concreta ad un rischio immediato
Il braccialetto SOS viene considerato una risposta concreta a un rischio immediato, ma non risolve le criticità strutturali del pronto soccorso. Coina ha più volte richiamato l’attenzione sul sovraffollamento cronico, indicato come uno dei principali fattori che alimentano tensioni, conflitti e aggressioni.
Proprio su questo punto il sindacato aveva investito anche le istituzioni, segnalando la situazione alla Prefettura. Il tema è stato affrontato nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con il coinvolgimento delle forze di polizia e la richiesta di una maggiore attenzione preventiva nei confronti del personale sanitario.
I braccialetti anti aggressione non rappresentano una novità assoluta nel panorama sanitario italiano. Dispositivi analoghi sono già stati adottati in altre aziende sanitarie nei mesi scorsi, come strumento di supporto alla sicurezza degli operatori nei contesti più critici.
L’esperienza di Latina si inserisce dunque in una tendenza più ampia, che riconosce la necessità di affiancare agli interventi organizzativi anche strumenti tecnologici per la protezione immediata di chi lavora in prima linea.

c.cipriano@piamitalia.it
2 commenti
Il "Braccialetto SOS" a Latina: Un passo avanti o una pericolosa illusione di sicurezza?
#2
L'Asl di Latina introduce i braccialetti SOS per il personale del Pronto Soccorso. L'iniziativa è lodevole: ogni strumento che aumenta la tutela dei sanitari è benvenuto. Tuttavia, come esperti di Risk Management sanitario, abbiamo il dovere di analizzare cosa succede dopo aver premuto quel pulsante.
1. Il problema del "Tempo di Latenza" Il braccialetto tecnologico risolve un problema di comunicazione (avvisare la polizia), ma non risolve il problema temporale. Tra il momento in cui l'infermiere preme il tasto SOS e l'arrivo fisico della pattuglia in sala visita, passano inevitabilmente dei minuti (nei casi migliori 5-10 minuti). In aggressioni violente, il danno fisico grave si consuma nei primi 30-60 secondi. La domanda cruciale è: Chi protegge l'operatore in quell'intervallo di tempo in cui è solo con l'aggressore in attesa dei rinforzi?
2. Tecnologia vs Competenza Umana Affidarsi esclusivamente alla tecnologia rischia di creare una falsa sicurezza. Se l'infermiere crede di essere "protetto" dal braccialetto, potrebbe abbassare la soglia di attenzione sui segnali premonitori dell'aggressività (la cosiddetta Situational Awareness). Il braccialetto è uno strumento reattivo (si usa quando la crisi è esplosa). Il metodo PIAM è preventivo: insegna a gestire l'ansia del paziente prima che diventi necessario premere il pulsante.
3. La soluzione integrata Il braccialetto va benissimo, ma deve essere l'ultimo anello di una catena che comprende:
Formazione al Disengagement: L'infermiere preme il braccialetto E contestualmente applica tecniche di sganciamento per mettersi in salvo mentre arrivano i soccorsi.
Safety Advisor: Una figura presente in loco che può intervenire immediatamente (tempo zero), colmando il vuoto tra l'allarme e l'arrivo della Polizia.
Ben venga la tecnologia a Latina, purché non diventi un alibi per non investire sulla competenza operativa delle persone.