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Baldini al ministro Schillaci: "Prima valorizzare gli infermieri italiani"

di Redazione

Il dibattito sulla carenza di infermieri nel Servizio sanitario nazionale si arricchisce di una nuova presa di posizione. Dopo le dichiarazioni del ministro della Salute Orazio Schillaci sull'ipotesi di reclutare personale dall'India per far fronte alle difficoltà di organico, arriva la replica del presidente di Enpapi, Luigi Baldini, che invita il Governo a guardare prima alle risorse già disponibili nel Paese. Secondo Baldini, prima di avviare programmi di reclutamento internazionale sarebbe necessario valorizzare gli infermieri liberi professionisti italiani, una platea che, sulla base dei dati emersi dallo studio Eurispes presentato nei giorni scorsi, conta quasi 24 mila professionisti iscritti all'Albo e potenzialmente disponibili a collaborare con il Servizio sanitario nazionale.

Enpapi: "Ci sono quasi 24 mila infermieri pronti a lavorare"

luigi baldini

Luigi Baldini, presidente ENPAPI

Secondo il presidente di Enpapi, Luigi Baldini, il dibattito sulla carenza di infermieri dovrebbe partire dai dati disponibili e non soltanto dall'ipotesi di reclutare personale all'estero.

Continuo a leggere della necessità di reclutare infermieri dall'estero ed è una narrazione che inizia a infastidire, afferma Baldini. Oggi non è più sostenibile parlare di una carenza indistinta senza guardare ai numeri reali, soprattutto quando a farlo è il Ministero della Salute, che dovrebbe fondare le proprie scelte su dati certi.

Il riferimento è allo studio Eurispes presentato nei giorni scorsi, che individua 23.956 infermieri liberi professionisti esclusivi, iscritti all'Albo e potenzialmente disponibili a lavorare nel Servizio sanitario nazionale.

Integrare i liberi professionisti nel Ssn

Per Enpapi, il punto non è soltanto quanti infermieri manchino nelle aziende sanitarie, ma come utilizzare quelli già presenti sul territorio.

Prima di guardare all'India o ad altri Paesi, il Ministro dovrebbe spiegare perché non ha mai voluto percorrere fino in fondo la strada che Enpapi propone da tempo: integrare gli infermieri liberi professionisti nel Servizio sanitario nazionale attraverso un modello convenzionale, analogo a quello dei medici di medicina generale, sostiene Baldini.

Secondo il presidente dell'ente previdenziale, si tratterebbe di una soluzione già pronta e immediatamente applicabile, capace di rafforzare gli organici senza attendere i tempi necessari per il reclutamento internazionale.

"Perché non vengono presi in considerazione?"

Il presidente di Enpapi contesta anche la narrazione di una carenza generalizzata di professionisti, sostenendo che il problema sia più articolato.

Continuare a sostenere che mancano gli infermieri rischia di diventare un alibi per non affrontare il vero problema, osserva. Non mi risulta, inoltre, che il Paese sia costellato di concorsi sistematicamente deserti: esistono criticità locali, ma non un'assenza generalizzata di professionisti.

Da qui la domanda rivolta direttamente al ministro della Salute Orazio Schillaci: Se davvero l'obiettivo è rafforzare il Servizio sanitario nazionale, perché si preferisce cercare personale all'estero invece di valorizzare quasi 24 mila infermieri italiani già qualificati, iscritti all'Albo e pronti a lavorare?.

Il confronto con il Ministero resta aperto

Baldini conclude ribadendo la disponibilità dell'ente a confrontarsi con il Governo per individuare soluzioni operative.

Enpapi è pronta, come ha sempre fatto, a confrontarsi con il Ministero e a mettere sul tavolo soluzioni immediatamente operative. Finora, però, questa disponibilità non ha trovato un seguito concreto, afferma.

Il confronto sul reclutamento degli infermieri si inserisce in una fase delicata per il Servizio sanitario nazionale, chiamato a individuare strategie efficaci per affrontare le difficoltà di organico. Da un lato il Governo valuta anche il ricorso a professionisti provenienti dall'estero, dall'altro una parte della rappresentanza infermieristica chiede di valorizzare prioritariamente le competenze già presenti nel Paese attraverso nuovi modelli di integrazione tra libera professione e sanità pubblica.

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