La libera professione intramuraria (ALPI) continua a rappresentare uno degli snodi più delicati del Servizio sanitario nazionale. Il nuovo report Agenas 2024 fotografa un sistema che, da un lato, mostra segnali di progressivo riequilibrio rispetto all’attività istituzionale, ma dall’altro conferma profonde disomogeneità territoriali, sia nei volumi sia nella governance.
Cala il peso dell’intramoenia

La libera professione intramuraria (ALPI) continua a rappresentare uno degli snodi più delicati del Servizio sanitario nazionale.
Nel 2024 le prestazioni ambulatoriali erogate in ALPI si attestano a poco più di 5,1 milioni, a fronte di oltre 68,6 milioni di prestazioni istituzionali. Un rapporto che evidenzia un ridimensionamento relativo della libera professione:
- visite specialistiche: dal 10,1% (2023) al 9,7% (2024)
- diagnostica: dal 3,3% al 2,8%
Un calo che però va interpretato con cautela: Agenas sottolinea che l’aumento dell’attività istituzionale è legato anche a un miglioramento della qualità e completezza dei dati raccolti, più che a una reale inversione strutturale.
Governance regionale a macchia di leopardo
Il report Agenas è netto: la gestione dell’ALPI resta disomogenea tra Regioni.
| Ambito | Descrizione |
| Sistema CUP | 12 Regioni/PA utilizzano esclusivamente il CUP per le prenotazioni; nelle altre l’utilizzo è prevalente ma non totale. Il CUP rappresenta uno strumento cruciale di trasparenza e controllo. Dove è pienamente integrato, il sistema appare più tracciabile e governato. Dove non lo è, persistono margini di opacità. |
| Differenze territoriali | Il quadro regionale si caratterizza per:
|
| Tempi di attesa | Il report conferma indirettamente ciò che gli operatori denunciano da anni: l’intramoenia è strettamente connessa ai tempi di attesa del sistema pubblico. |
Le prestazioni più richieste in ALPI sono:
- visita cardiologica
- visita ortopedica
- visita ginecologica
Si tratta esattamente delle aree dove le liste d’attesa risultano più critiche. Questo rafforza una lettura ormai consolidata: l’intramoenia non è un fenomeno autonomo, ma una “valvola di sfogo” del sistema pubblico.
Un sistema più regolato, ma non ancora equo
Il quadro complessivo che emerge dal report Agenas 2024 è ambivalente:
Segnali positivi
- riduzione del peso relativo dell’ALPI
- quasi totale superamento degli studi privati
- maggiore utilizzo del CUP
- partecipazione ampia al monitoraggio (97% delle strutture)
Criticità persistenti
- disuguaglianze regionali marcate
- squilibri locali nei volumi
- forte legame con le liste d’attesa
- governance non uniforme
Il punto politico e sanitario resta uno: l’intramoenia deve essere una libera scelta o una necessità?
Finché il cittadino ricorre alla libera professione per accorciare i tempi, il rischio è quello di un sistema a doppio binario:
- pubblico per chi può aspettare
- intramoenia per chi può pagare
Il report Agenas dimostra che qualcosa si sta muovendo sul piano regolatorio. Ma sul terreno dell’equità, il divario resta ancora evidente.


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