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Lombardia, fino a 5.400 euro in più agli infermieri delle aree di confine

di Redazione

La Lombardia accelera sull'applicazione degli incentivi economici destinati agli operatori sanitari impiegati nelle strutture vicine al confine svizzero. L'obiettivo della Regione è rendere operativa entro settembre la misura prevista dalla Legge di Bilancio 2024, che consentirà di incrementare fino al 20% la retribuzione di medici e infermieri per contrastare la fuga di professionisti verso la Svizzera. Secondo le stime illustrate in Commissione consiliare, il provvedimento interesserà circa 7.000 operatori sanitari, con un investimento complessivo di 45 milioni di euro. Per gli infermieri l'aumento potrà arrivare a circa 5.400 euro lordi all'anno, mentre per i medici l'incremento potrà raggiungere 10.000 euro lordi annui.

Un incentivo per fermare l'esodo di infermieri

frontalieri stipendi

La difficoltà nel trattenere infermieri e medici nelle province di confine rappresenta da anni una delle principali criticità del sistema sanitario lombardo. Gli stipendi più elevati garantiti dal sistema sanitario svizzero hanno infatti favorito un progressivo trasferimento di professionisti italiani, aggravando la carenza di personale negli ospedali e nei servizi territoriali delle aree confinanti.

Per rispondere a questo fenomeno, la Legge n. 213/2023 (Legge di Bilancio 2024) ha previsto la possibilità di riconoscere un incremento economico fino al 20% della retribuzione al personale sanitario in servizio nelle aziende situate nelle zone di confine.

L'assessore agli Enti locali e Montagna della Regione Lombardia, Massimo Sertori, ha confermato che la misura dovrebbe entrare in vigore nei prossimi mesi.

L'obiettivo è attuarla entro settembre. Si tratta di una misura importante, in applicazione di una legge dello Stato, che ha la finalità di trattenere sul nostro territorio gli operatori sanitari, scongiurandone il trasferimento in Svizzera.

Fino a 5.400 euro lordi in più per gli infermieri

L'incentivo previsto dalla normativa consentirà di aumentare la retribuzione del personale sanitario impiegato nelle strutture interessate.

In termini economici ciò si traduce in:

  • fino a 10.000 euro lordi annui per i medici
  • circa 5.400 euro lordi annui per gli infermieri

L'obiettivo è rendere maggiormente competitivi gli stipendi del Servizio sanitario regionale nelle aree dove il mercato del lavoro svizzero esercita una forte capacità attrattiva.

Come sarà finanziata la misura

Durante l'audizione in VIII Commissione del Consiglio regionale, Sertori ha spiegato anche il meccanismo di finanziamento previsto dalla legge.

La legge dello Stato prevede che le risorse si ottengano con un contributo dal 3% al 6% dello stipendio netto versato dai 'vecchi' frontalieri. La Lombardia ha optato per la soglia minima del 3%.

In pratica, per un lavoratore frontaliero con uno stipendio netto mensile di 4.000 euro il contributo sarà pari a 120 euro al mese.

Secondo la Regione, queste risorse saranno destinate esclusivamente a rafforzare la sanità nelle aree di confine, con benefici anche per i cittadini residenti e per le famiglie degli stessi frontalieri.

Coinvolti circa 7.000 professionisti sanitari

A fornire una stima dell'impatto organizzativo è stato il direttore generale Welfare della Regione Lombardia, Mario Melazzini, secondo cui saranno circa 7.000 gli operatori sanitari interessati dagli aumenti retributivi.

L'investimento previsto ammonta a 45 milioni di euro, una cifra che rappresenta uno dei più consistenti interventi regionali degli ultimi anni dedicati alla fidelizzazione del personale sanitario.

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