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toscana

Versilia, personale sanitario in stato di agitazione

di Massimo Canorro

La costa dal sapore di sale degli anni Sessanta oggi ha un sapore più vicino all’amaro. Già, perché la cronica carenza di personale sanitario costringe gli operatori in servizio ad un surplus di lavoro. Impattando negativamente sulla loro salute psicofisica e sulla qualità delle prestazioni erogate. Così monta la protesta dei sindacati di fronte all’ospedale: Situazione divenuta insostenibile.

I sindacati danno voce al malcontento dei lavoratori

Stessa spiaggia, stesso mare. Ma, soprattutto, stessi annosi problemi per il personale sanitario dell’ambito territoriale della Versilia – divisa amministrativamente tra la provincia di Lucca e, in piccola parte, quella di Massa e Carrara – che da alcune ore è in stato di agitazione. Le sigle Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, dando voce ai lavoratori e alle lavoratrici del comparto, urlano forte il malcontento collettivo. Con destinazione l’Asl Toscana Nord Ovest. Scrivono in una nota i referenti Lorena Maggiolo, Laura Del Freo (Cgil), Enzo Mastorci, Daniela Bianchi (Cisl), Pietro Casciani e Fausto Delli (Uil): La situazione degli organici nelle strutture operative è divenuta preoccupante ed espone a rischio sia la salute psicofisica dei lavoratori addetti, sia la qualità delle prestazioni erogate.

Quindi viene fatto presente che le organizzazioni sindacali hanno denunciato a più riprese la difficile situazione, rappresentando le difficoltà, i disagi, lo stress psicofisico del personale, derivanti dalla carenza di infermieri, medici, tecnici e amministrativi, e rivolgendo le richieste di assunzioni ai vertici dell’Asl senza ottenere risposte concrete. E in pieno agosto le criticità si fanno sentire in modo più che rilevante: dalla carenza di operatori sanitari nelle isole a quella nel nord Italia (come denunciato, ad esempio, dall’Opi Savona) fino al sud (basti pensare che nel capoluogo campano la tenuta del servizio 118 è a rischio, tanto che la Asl Napoli 1, agli inizi di agosto, ha avviato la mobilità d’urgenza temporanea, per 30 giorni, nei confronti di una decina di infermieri spostati dagli ospedali Santa Maria di Loreto Nuovo e San Giovanni Bosco al 118).

Riprendono i sindacati sul caso della Versilia: Pensionamenti non sostituiti, assenze lunghe e quant’altro, che si sommano alle tante precedenti uscite non coperte. A tutto ciò si è aggiunto l’ulteriore aggravio del Covìd. Lo stress del personale per carenza di organico ed eccessivi carichi di lavoro si somma a quanto affrontato con grande senso di responsabilità nella fase emergenziale pandemica. Ma ancora oggi il personale deve farsi carico dell’attività degli assenti a vario titolo, e non è più in condizione di reggere il carico di lavoro e l’impegno orario richiesto, anche a causa dell’esaurimento delle energie psicofisiche.

Nasce da questo la dichiarazione dello stato di agitazione. Intendiamo tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini e la qualità dei servizi erogati: per questo proclamiamo lo stato di agitazione del personale e contestualmente chiediamo alla direzione dell’Asl e alle autorità competenti di avviare la procedura obbligatoria per il raffreddamento dei conflitti, al fine di esperire un tentativo di conciliazione in Prefettura.

Un territorio, quello della Versilia, che in queste settimane è stato letteralmente preso d’assalto dai turisti. Così come un’altra regione, la Puglia, dove le criticità non sono da meno. A questi proposito la Fp Cgil Brindisi torna a richiamare l’attenzione sulla grave carenza di Oss e infermieri presso la Asl. Il sindacato, si legge in una nota, ha chiesto a più riprese, ma sinora invano, un incontro urgente con i vertici dell’Azienda sanitaria locale di Brindisi finalizzato alla risoluzione immediata della problematica evidenziata. Pertanto si riserva ogni ulteriore, idonea, iniziativa per la garanzia dei diritti di lavoratori e utenti.

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