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professioni sanitarie

Il Ministero della Salute bacchetta Ordine dei Medici Bologna

di Redazione

BarbaraMangiacavalliBallarò

Barbara Mangiacavalli, Ipasvi: "viene accolta istanza della Federazione degli Infermieri in difesa dei 4 medici sospesi". Vittoria della ragione!

ROMA. Le scelte della Regione Emilia Romagna sui protocolli per l’attività di assistenza e cura svolta dagli infermieri del sistema 118 sono “corrette e legittime”.

“I medici, come del resto anche gli infermieri, che attuano le direttive del Ssn in un settore come quello dell’emergenza, hanno bisogno del massimo rispetto e della massima tranquillità nell'operare in quanto, fermo restando che la diagnosi delle cause che hanno prodotto una situazione di criticità vitale rimane in capo al medico, il rilevamento della perdita o alterazione delle funzioni vitali e gli interventi salvavita conseguenti, possono essere eseguiti, senza esclusività, da medici e infermieri, pena la perdita di molte vite umane e l’inefficacia dei sistemi di emergenza”.

A dichiaralo, confermando la posizione Ipasvi, è il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, che annuncia l’intervento del ministero, come richiesto dal Comitato centrale della Federazione all’indomani della sospensione da parte dell’Ordine dei medici di Bologna, dei suoi iscritti che alla fine dello scorso anno avevano predisposto e sottoscritto secondo le indicazioni delle aziende sanitarie, della Regione e dello Stato protocolli per l’attività di assistenza e cura svolta dagli infermieri del sistema 118.

Trasmissione televisiva "Annozero"

Il ministro della salute Beatrice Lorenzin.

In questo senso De Filippo ha scritto al Capo di Gabinetto e parlato con il ministro Beatrice Lorenzin, tenuto conto della funzione di Dicastero, vigilante sugli ordini e collegi delle professioni sanitarie e sulla professione medica.
“Questo perché – spiega De Filippo - è compito dello Stato, in tutte le sue articolazioni, garantire a tutti gli individui l’accesso rapido alle cure, la competenza degli operatori e la validità dei metodi e strumenti di lavoro”. “Pertanto -sottolinea ancora - l’attenzione dei professionisti come delle istituzioni sanitarie deve essere centrata sull’efficacia e la sicurezza degli interventi e sulla funzionalità e sostenibilità dei sistemi di emergenza”.

“Siamo soddisfatti – afferma Barbara Mangiacavalli, presidente Ipasvi – che il ministero abbia ascoltato l’appello del Comitato centrale della Federazione e si renda parte attiva nella vicenda di Bologna che, come abbiamo già affermato, non è accettabile considerando anche, oltre le scelte programmatorie della Regione e delle aziende del tutto ignorate, che nel recente Dlgs di recepimento della direttiva europea sulle qualifiche professionali è chiaramente scritto ciò che in autonomia può fare l’infermiere in emergenza per quanto riguarda le manovre salvavita e l’eventuale somministrazione di farmaci: le competenze degli infermieri sono ormai ineludibili. Ci auguriamo ora che la situazione possa trovare una soluzione positiva e, soprattutto, favorevole per tutti i professionisti coinvolti. D’altra parte tutto questo non avrebbe ragion d’essere se fossero già attuate le previsioni sulle competenze avanzate degli infermieri, di fatto già operative a livello di singole Regioni e che attendono solo l’imprimatur della Conferenza Stato-Regioni per assumere valenza omogenea su tutto il territorio nazionale.”

E in sintonia con la posizione assunta dal Comitato centrale Ipasvi, De Filippo ha anche sottolineato e ricordato che sulla questione già il Governo Renzi, su proposta del ministro Lorenzin, ha normato la questione con il recepimento, con Decreto legislativo n. 15/16, della direttiva europea 2005/36/CE sulle qualifiche professionali sancendo che tra le competenze dell'infermiere vi sia anche quella di "avviare autonomamente misure immediate per il mantenimento in vita e di intervenire in situazioni di crisi e catastrofi".

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