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tesi di laurea

Fast Track in Pronto Soccorso: strategia per ottimizzare le risorse e ridurre i tempi di attesa

di Angelo Del Vecchio

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RIMINI. "Fast Track in Pronto Soccorso: strategia per ottimizzare le risorse e ridurre i tempi di attesa", è il titolo-tema della tesi di laurea in Infermieristica della neo dottoressa Carola Russo, originaria del Tarantino, ma Riminese di adozione. Russo ha realizzato un elaborato finale in Area Critica, relato per l'occasione dal prof. Marco Galletti e co-relato dal collega e collaboratore di Nurse24.it Pietro Caputo. La neo-infermiera si è laureata presso l'Università degli Studi di Bologna - Polo didattico di Rimini e Cesena. Ma vediamo cosa ha realizzato la stessa interessata nel suo lavoro leggendo l'introduzione all'opera di studio (che può essere scaricata integralmente dal nostro sito cliccando nell'apposito link in fondo alla pagina).

di Carlo Russo (*)

"Le attese di chi accede al pronto soccorso a volte sono specifiche e chiaramente espresse, ma a volte sono aspecifiche e non sempre chiaramente espresse. La prontezza, la sollecitudine e la competenza di chi opera in Pronto soccorso deve soddisfare necessità dell'utente come quelle di essere: subito accolto, ascoltato, compreso, aiutato, rassicurato, informato e rispettato. Chi sono le persone che accedono in pronto soccorso? Sono persone che di solito "esigono" (in quanto sono consapevoli di esercitare un diritto. Le persone non accettano o accettano male di "DOVER ATTENDERE" in un pronto soccorso ("...che pronto soccorso è...?"). Le persone spesso non esprimono tutto o chiaramente (se non addirittura tendono a nascondere) certi loro bisogni. Tuttavia, quasi sempre atteggiamenti inizialmente tendenzialmente "aggressivi" si attenuano subito con la presa in carico del paziente, scompaiono del tutto durante la visita e si trasformano in senso di gratitudine e talora quasi di eccessiva riconoscenza alla fine della prestazione di pronto soccorso (...scusate il disturbo...)".

Persone che al primo impatto non sono cordiali nei confronti del personale. Momento cruciale nei rapporti con queste persone è quello dell'arrivo in pronto soccorso. Persone che per la prima volta accedono in pronto soccorso e sono quelle più impazienti, nervose, intolleranti. Sono molte le persone che arrivano in pronto soccorso e molto le variabili patologiche e non di meno le variabili caratteriali che le accompagnano.

All'ingresso, queste persone, che giungano spontaneamente o accompagnate dai mezzi di soccorso, devono essere accolte, osservate, selezionate e adeguatamente indirizzate per il trattamento più appropriato. Questo accoglimento, in pronto soccorso, viene definito TRIAGE, uno dei momenti più importanti e delicati in cui sono impegnati gli Infermieri di Pronto Soccorso. Il TRIAGE è la metodica di selezione dei pazienti, l'inquadramento delle varie malattie e lesioni traumatiche in base a elementi sintomatologici e segni clinici che permettono di formulare una diagnosi infermieristica e definire un codice di gravità. I criteri del triage sono in genere sempre gli stessi e riproducibili in diverse condizioni, sia per eventi traumatici che per urgenze di altro tipo; è necessario prioritariamente salvaguardare le funzioni vitali.

Il costante aumento, soprattutto nell'ultimo decennio, della richiesta di prestazioni nei servizi di Pronto Soccorso italiani, ha reso inevitabili per gli utenti lunghe attese spesso con ripercussioni negative sui pazienti che necessitano di cure urgenti. E' nata pertanto l'esigenza di gestire l'afflusso e l'attesa degli utenti secondo criteri che salvaguardino coloro che potrebbero avere danno dall'attesa prolungata. Il triage, quale primo momento di accoglienza del paziente che giunge in Pronto Soccorso è svolto da un infermiere che provvede a valutare la gravità delle condizioni cliniche, il possibile rischio evolutivo ed a stabilire, anche in base alle risorse disponibili, l'ordine di accesso alla visita medica.

La funzione di Triage non riduce i tempi d'attesa di tutti gli utenti, ma li ridistribuisce a favore di chi ha necessità di interventi urgenti". Una delle definizioni che meglio descrive l'attività di triage in ambito sanitario è quella fornita dall'American College of Surgeon: "il TRIAGE consiste nell' attribuzione dell'ordine di trattamento dei pazienti sulla base delle loro necessità di cura e delle risorse disponibili". L'infermiere di triage ha il difficile compito di regolare il flusso di utenti che giungono in Pronto Soccorso, attraverso un processo decisionale dinamico che si avvale di un esame sistematico testa - piedi, dell'analisi di segni e sintomi, spesso "piccoli" ma possibili "messaggeri" di problematiche cliniche anche molto importanti e della rilevazione di parametri vitali (pressione arteriosa, frequenza cardiaca, temperatura corporea, saturazione di ossigeno) specifici per ogni protocollo.

In pochi minuti l'operatore deve decidere l'attribuzione di un codice di priorità per assicurare al cittadino il trattamento più idoneo, nel tempo più breve, rispetto alla gravità clinica presentata.

Attualmente è presente una nuova necessità: dibattere sulle procedure in atto e sulle caratteristiche del proprio sistema di accettazione e selezione dei pazienti, al fine di verificarne l'efficacia e l'efficienza formulando ipotesi di miglioramento e progetti di verifica/revisione.

Nei sistemi sanitari, i professionisti devono favorire le logiche di qualità e sviluppare una cultura professionale per il continuo miglioramento dei processi che portano all' importante decisione di triage, diffondendo maggiormente l'utilizzo degli strumenti della qualità tra cui l, che si presta ottimamente all'analisi dell'attività di triage, con l'ausilio di un sistema di indicatori, che aiuti i singoli ed il gruppo a svolgere la propria attività al meglio, riferendosi alle evidenze scientifiche più attuali.

L'elaborato consta di 5 capitoli. Una attività strutturata in questo modo lascia poco spazio alla condivisione ed all'analisi delle problematiche individuate sul campo e la ricerca degli errori e delle criticità necessarie alla correzione della pratica clinico-assistenziale è lasciata al singolo professionista ed alla sua attitudine ,all'analisi retrospettiva del proprio operato, che non si traduce totalmente in un miglioramento di tutto il gruppo. Questo elaborato si propone alcuni obiettivi che saranno utili per comprendere i punti cardine del sistema di emergenza, analizzando l'organizzazione del Dipartimento Emergenza-Urgenza ed Accettazione focalizzando l'attenzione sul sistema Triage che è appunto l'argomento ed il soggetto di questo lavoro.

Parlando di Triage andremo ad analizzare: riferimenti legislativi relativi al Triage stesso, la storia e la motivazione per la quale è stato ideato, le finalità del Triage all'interno del DEA, le caratteristiche del personale addetto al Triage, la struttura necessaria per fare Triage ed i supporti metodologici per effettuarlo (scheda).

L'argomento Triage verrà affrontato anche nel complesso della sua attuazione operativa, attraverso la procedura di accettazione e prima valutazione, valutazione oggettiva-soggettiva fino all'attribuzione del codice di gravità ed i percorsi operativi.

Per il raggiungimento di questi obiettivi ci avvarremo di uno studio osservatorio e retrospettivo sui fast track. Abbiamo utilizzato il programma presente nella struttura ospedaliera di Rimini (Medtrack) un database con tutti gli episodi presenti in riferimento agli utenti registrati negli anni, che si sono recati in ospedale.

(*) Neo-infermiera iscritta al Collegio Ipasvi di Rimini.


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