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Testimonianze

La notizia che non avrei mai voluto dare...

di Lysa Walder

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LONDRA. Una delle esperienze lavorative che più mi ha segnato dentro non aveva nulla a che fare con feriti gravi o con incidenti traumatici. Riguarda una chiamata per una giovane donna che era stata trovata priva di sensi dal marito quando era tornato a casa dal lavoro. Di fianco alla donna c'era la loro figlioletta che sussurrò al padre “la mamma dorme“.

 

La donna aveva avuto un arresto cardiaco mentre si prendeva cura della casa e della figlioletta. In seguito alla chiamata siamo arrivati sul posto dopo pochi minuti ma era troppo tardi. La donna era morta.

 

E' stata una scena tragica, talmente dura che ero io stessa emotivamente provata e con le lacrime agli occhi. Potete quindi capire come mi sono sentita quando dopo aver spiegato tutto al marito, mi viene chiesto di dare la notizia alla bambina. Sarei voluta scappare e non affrontare questa terribile situazione. Ma non avevo scelta.

 

Non c'era fretta, la bambina era stata portata al piano di sopra dai parenti prima che arrivassimo, il che mi ha dato un po' di tempo per organizzarmi. Mi resi subito conto che non avevo mai dato cattive notizie, quanto meno ad una bambina.

 

Durante il mio periodo tirocinio in ambulanza non avevo ricevuto insegnamenti su come affrontare questo tipo di situazioni. Avevo solo un vago ricordo del tirocinio da infermiera fatto più di venti anni fa.

 

Nonostante mi sentissi poco preparata e molto emozionata presi coraggio e misi in ordine le nozioni che mi erano state insegnate. In questi casi è importante non dare la brutta notizia ai bimbi nella loro stanzetta che diventa un “rifugio” dove scappare e nascondersi. Bisogna usare sempre un linguaggio che non sia medico. Meglio dire “la mamma è morta” ed essere quindi diretti e precisi che un “è andata via” o “si è addormentata” per evitare inutili e brutti fraintendimenti.

 

Mentre proferivo le parole “tesoro, ho una triste notizia per te, mi spiace così tanto ma tua mama e' morta...” credevo che il mio cuore sarebbe scoppiato fuori dal mio torace, la mia gola si e' stretta dalll’emozione. Lei ha voltato la testa verso il collo del padre il quale piangeva commosso.

 

Oltre ad essere un'infermiera sono prima di tutto una madre. Il dolore della loro perdita mi ha toccato profondamente. I bambini possono essere incredibilmente forti. La bimba aveva un padre amorevole ed una famiglia meravigliosa che si sarebbe presa cura di lei. Ero sicura che sarebbe andato tutto bene, ma naturalmente per la natura del mio lavoro non potrò mai saperlo con certezza.

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