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fine vita

Manifesto interreligioso diritti, Fnopi chiede di partecipare

di Redazione

Chiediamo di partecipare alle decisioni, ai progetti, ai network, ai comitati per l'ospedale senza dolore per contribuire, con competenza ed autonomia, a dare avvio ad una rete articolata e innovativa sul territorio. Così in una nota la presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli, commentando la presentazione del Manifesto Interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita.

Fine vita, Fnopi: Bene manifesto interreligioso dei diritti

Arriva nel Lazio un documento che definisce i diritti della persona morente e garantisce, oltre alle cure, il rispetto della dignità e il supporto religioso e spirituale.

Si chiama Manifesto Interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita ed è stato presentato oggi nel Salone del Commendatore del Complesso monumentale del Santo Spirito a Roma, dal gruppo promotore, costituito dall'Asl Roma 1, dal Gmc - Università Cattolica del Sacro Cuore e dal Tavolo interreligioso di Roma.

Dignità, ascolto, rispetto sono valori alla base del sapere e dell'agire infermieristico e il nostro Codice deontologico, sin dalla sua prima stesura, afferma, all'articolo 4, che l'infermiere presta assistenza secondo principi di equità e giustizia, tenendo conto dei valori etici, religiosi e culturali.

Ora tocca dare applicazione a questo importante Manifesto, bisogna dotarsi di concreti strumenti di lavoro e noi infermieri stiamo già facendo la nostra parte, ad esempio, sul fronte delle cure palliative, il cui accesso deve essere un diritto imprescindibile da tutelare in ogni sede.

Chiediamo di partecipare alle decisioni, ai progetti, ai network, ai comitati per l'ospedale senza dolore per contribuire, con competenza ed autonomia, a dare avvio ad una rete articolata e innovativa sul territorio, per dare piena applicazione alla legge 15 marzo 2010, n. 38, in materia di accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, con particolare riferimento anche all'ambito pediatrico

Questo Manifesto è il risultato di un lavoro condiviso - ha spiegato il direttore generale dell'Asl Roma 1, Angelo Tanese - C'è un aspetto centrale: il rispetto della persona. È un tema su cui noi da sempre lavoriamo. Ma questo documento, che sensibilizza sul rispetto e i diritti delle persone, è anche un impegno a mettere in pratica questi diritti con delle iniziative che possono migliorare i nostri servizi. È questo il servizio pubblico.

L'intenzione è di tradurre questo manifesto in procedure attive - ha sottolineato Pier Francesco Meneghini, presidente Gmc - Università Cattolica del Sacro Cuore (hospice Villa Speranza) - Il Manifesto incarna la buona amministrazione.

Ho letto il Manifesto e lo condivido totalmente. Da parte mia e del ministero c'è la massima sensibilità su questo tema (Giulia Grillo, ministro della Salute)

Alla sigla del Manifesto presente anche l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato, secondo il quale da Roma oggi parte un segnale importante. C'è una crescita, un salto di qualità culturale e di umanizzazione delle cure. È molto importante seguire ciò che verrà fuori dal tavolo operativo per capire come si possono diffondere delle procedure all'interno della nostra rete di cure palliative.

Tra i firmatari del Manifesto il Centro islamico culturale d'Italia, la Federazione delle Chiese evangeliche, la Diocesi ortodossa romena d'Italia, l'istituto Buddista italiano, l'Unione delle Comunità ebraiche italiane, l'Unione Induista italiana, l'Unione delle Chiese cristiane avventiste del settimo giorno, il Vicariato di Roma, Cittadinanza attiva e l'Associazione volontari ospedalieri.

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