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Monitoraggio emodinamico intensivo

di Federica Sanna

L’obiettivo del monitoraggio emodinamico soprattutto quello intensivo è di garantire un’adeguata perfusione tissutale volta a garantire un buon scambio di gas, nutrienti e sostanze di scarto che possono ridurre la mortalità e morbilità. Naturalmente gli operatori in ambienti intensivi non devono fare affidamento esclusivamente sul monitoraggio emodinamico, ma dovrebbero valutare più indici di un’adeguata perfusione tissutale tra cui: lo stato mentale o sensorio, la diuresi e gli esami clinici di laboratorio. I dati derivanti dal monitoraggio emodinamico tuttavia possono aiutare nell’ottimizzazione della terapia come la scelta di somministrare liquidi, stimolare la diuresi, aumento o diminuzione di vasocostrittori e inotropi e la scelta di utilizzare terapie più invasive come contropulsatori aortici, dispositivi di assistenza ventricolare o ossigenazione tramite membrane extra-corporee ECMO. (1)

Strumenti per il monitoraggio emodinamico

Dispositivo Caratteristiche e funzione
Linea arteriosa Inserita solitamente in arteria radiale o femorale, rileva costantemente il battito cardiaco e la pressione sanguigna ed è collegata a un trasduttore che converte il segnale idraulico in onda sfigmica e valori numerici sul monitor
Catetere Venoso Centrale (CVC) Posizionato in vene centrali (giugulare o succlavia), permette la rilevazione della pressione venosa centrale (PVC)
Catetere di Swan-Ganz Catetere più complesso del CVC, considerato il gold standard per il monitoraggio emodinamico, attraversa il cuore destro e consente di valutare pressione dell’arteria polmonare (PAP), gittata cardiaca (CO), precarico del cuore sinistro (PAOP) e saturazione venosa mista di ossigeno (SvO2)

Monitoraggio emodinamico mininvasivo

Il monitoraggio emodinamico può essere più o meno invasivo in base ai presidi che vengono utilizzati. I sistemi di monitoraggio mininvasivi possono analizzare i dati derivanti dal battito cardiaco seguendo il contorno del polso o sfruttare l’arteria del paziente analizzandone il profilo e l’area dell’onda di pressione (onda dicrota) combinandoli ai parametri antropometrici per calcolare in continuo i parametri di flusso.

Il sensore viene collegato ad una linea arteriosa già esistente e viene interfacciato a monitor dedicati che utilizzano algoritmi di calcolo. Il sistema aggiorna i valori principali ogni 20 secondi, permettendo agli operatori di valutare i cambiamenti fisiologici in tempo reale.

Parametri rilevabili con monitoraggio mininvasivo

Parametro Funzione Range
Gittata cardiaca (CO) Quantità di sangue pompata dal cuore per minuto 70-105 mmHg
Indice cardiaco (CI) Volume di sangue pompato dal cuore per minuto relativo alla superficie corporea 2.5-4.0 L/min/m²
Volume sistolico (SV) Quantità di sangue espulsa dal ventricolo a ogni battito 60-100 ml/bpm
Indice volume sistolico (SVI) Volume di sangue pompato dal cuore per battito relativo alla superficie corporea 33-47 ml/m²/bpm
Variazione del volume sistolico (SVV) Indicatore dinamico che predice la risposta del paziente alla somministrazione di liquidi 10-15%
Resistenze vascolari sistemiche (SVR) Rapporto tra variazione di pressione e variazione di flusso ematico 800-1200 dynes-sec/cm⁻5
Resistenze vascolari sistemiche indicizzate (SVRI) Rapporto tra variazione di pressione e variazione di flusso ematico relativo alla superficie corporea 1970-2390 dynes-sec/cm⁻5/m²
Pressione arteriosa media (MAP) Pressione media del sangue nel circolo cardiaco 70-105 mmHg

Monitoraggio emodinamico invasivo

Per il monitoraggio emodinamico invasivo invece è richiesto l’utilizzo di un catetere arterioso femorale e un CVC o catetere di Swan-Ganz, i quali attraverso la termodiluizione transpolmonare e la registrazione della differenza di temperatura del sangue sono in grado di dare un monitoraggio volumetrico costante. (3)

Termodiluizione transpolmonare

  • Iniettare un bolo di 10ml (volume consigliato) di soluzione fisiologica fredda (0-4 C°) nel lume distale per il CVC o in quello prossimale per il catetere di Swan-Ganz
  • Il bolo freddo si mescola nelle camere cardiache e nel circolo polmonare
  • Un termistore (sensore di temperatura) registra la variazione di temperatura nel tempo permettendo di calcolare gli indici di funzionalità cardiaca e polmonare

È consigliato eseguire la termodiluizione transpolmonare ogni 6-8h per avere una sensibilità più alta dei parametri rilevati. (4)

Parametri rilevabili con monitoraggi invasivi

Parametro Funzione Range
Gittata cardiaca (CO) Quantità di sangue pompata dal cuore per minuto 70-105 mmHg
Indice Cardiaco (CI) Volume di sangue pompato dal cuore per minuto relativo alla superfice corporea 2.5-4.0 L/min/m2
Volume Sistolico (SV) Quantità di sangue espulsa dal ventricolo a ogni battito 60-100 ml/bpm
Indice Volume Sistolico (SVI) Volume di sangue pompato dal cuore per battito relativo alla superficie corporea 33-47 ml/m2/bpm
Variazione del Volume Sistolico (SVV) Indicatore dinamico che predice la risposta del paziente alla somministrazione di liquidi 10-15%
Resistenze Vascolari Sistemiche (SVR) Rapporto tra variazione di pressione e variazione del flusso ematico 800-1200 dynes-sec/cm-5
Resistenze Vascolari Sistemiche Indicizzate (SVRI) Rapporto tra variazione di pressione e variazione di flusso ematico relativo alla superficie corporea 1970-2390 dynes-sec/cm-5/m2
Pressione Arteriosa Media (MAP) Pressione media del sangue nel circolo cardiaco 70-105 mmHg
Saturazione Venosa Mista (SvO2) misura la percentuale di ossigeno residuo nell'emoglobina di ritorno al cuore destro 60-80%
Saturazione Venosa Centrale (ScvO2) misura la quantità di ossigeno che ritorna al cuore (nella vena cava superiore) dopo la perfusione dei tessuti 70%
Pressione Atriale Destra (RAP) / Pressione Venosa Centrale (PVC) Pressione del sangue nel tratto terminale della vena cava superiore che corrisponde a quella dell’atrio destro 2-6 mmHg
Pressione Ventricolare Destra (RVP) Pressione del sangue all’interno del ventricolo destro Sistolica 15-30 mmHg; Diastolica 0-8 mmHg
Pressione Polmonare Arteriosa (PAP) Pressione del sangue all’interno dell’arteria polmonare Sistolica 15-30 mmHg; Diastolica 8-15 mmHg
Pressione Media Polmonare (MPAP) Pressione del sangue media nel circolo polmonare 9-18 mmHg
Pressione Occlusione Arteria Polmonare (PAOP) Pressione all’interno dei capillari polmonari 6-12 mmHg
Pressione Atrio Sinistro (LAP) Pressione del sangue all’interno dell’atrio sinistro 4-12 mmHg
Resistenze Vascolari Polmonari (PVR) Opposizione al flusso sanguigno offerta dai vasi polmonari < 250 dynes-sec/cm-5
Resistenze vascolari Polmonari Indicizzate (PVRI) Opposizione al flusso sanguigno offerta dai vasi polmonari correlata agli indici antropometrici 255-285 dynes-sec/cm-5/m2
Indice di Lavoro Sistolico del Ventricolo Sinistro (LVSWI) Pressione esercitata dal ventricolo sinistro per pompare sangue ad ogni battito 50-62 mmHg
Indice di Lavoro Sistolico Ventricolo Destro (RVSWI) Pressione esercitata dal ventricolo destro per pompare sangue ad ogni battito 5-10 mmHg
Pressione Perfusione Arteria Coronaria (CPP) Gradiente pressorio che spinge il sangue attraverso il muscolo cardiaco 60-80 mmHg
Volume Fine Diastole Ventricolo Destro (RVEDV) La quantità massima di sangue contenuta nella cavità del ventricolo destro alla fine della fase di diastole, appena prima della contrazione 100-160 ml
Volume Fine Diastole Ventricolo Destro Indicizzato (RVEDVI) La quantità massima di sangue contenuta nella cavità del ventricolo destro alla fine della fase di diastole, appena prima della contrazione correlata agli indici antropometrici 60-100 ml/m2
Frazione di Eiezione Funzionalità del ventricolo sinistro 40-60%

Come emerge dai parametri nella tabella con il monitoraggio invasivo emodinamico è possibile stabilire indici di funzionalità cardiaca e polmonare. Questo permette agli operatori non solo di guidarli nella somministrazione di fluidoterapia, farmaci vasopressori ed inotropi ma anche nella gestione di essi.

Avere simili parametri garantisce una terapia a misura del paziente attraverso i valori indicizzati sui suoi dati antropometrici è per questo importante conoscerli e saperli interpretare per garantire una compliance ottimale del paziente.

La professione infermieristica in quanto tale richiede la conoscenza e l’interpretazione dei dati raccolti dal paziente affinché attraverso l’utilizzo del pensiero critico, si possa giungere al processo di cura migliore.

Infermiere

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