L’obiettivo del monitoraggio emodinamico soprattutto quello intensivo è di garantire un’adeguata perfusione tissutale volta a garantire un buon scambio di gas, nutrienti e sostanze di scarto che possono ridurre la mortalità e morbilità. Naturalmente gli operatori in ambienti intensivi non devono fare affidamento esclusivamente sul monitoraggio emodinamico, ma dovrebbero valutare più indici di un’adeguata perfusione tissutale tra cui: lo stato mentale o sensorio, la diuresi e gli esami clinici di laboratorio. I dati derivanti dal monitoraggio emodinamico tuttavia possono aiutare nell’ottimizzazione della terapia come la scelta di somministrare liquidi, stimolare la diuresi, aumento o diminuzione di vasocostrittori e inotropi e la scelta di utilizzare terapie più invasive come contropulsatori aortici, dispositivi di assistenza ventricolare o ossigenazione tramite membrane extra-corporee ECMO. (1)
Strumenti per il monitoraggio emodinamico

L’obiettivo del monitoraggio emodinamico soprattutto quello intensivo è di garantire un’adeguata perfusione tissutale
| Dispositivo | Caratteristiche e funzione |
| Linea arteriosa | Inserita solitamente in arteria radiale o femorale, rileva costantemente il battito cardiaco e la pressione sanguigna ed è collegata a un trasduttore che converte il segnale idraulico in onda sfigmica e valori numerici sul monitor |
| Catetere Venoso Centrale (CVC) | Posizionato in vene centrali (giugulare o succlavia), permette la rilevazione della pressione venosa centrale (PVC) |
| Catetere di Swan-Ganz | Catetere più complesso del CVC, considerato il gold standard per il monitoraggio emodinamico, attraversa il cuore destro e consente di valutare pressione dell’arteria polmonare (PAP), gittata cardiaca (CO), precarico del cuore sinistro (PAOP) e saturazione venosa mista di ossigeno (SvO2) |
Monitoraggio emodinamico mininvasivo
Il monitoraggio emodinamico può essere più o meno invasivo in base ai presidi che vengono utilizzati. I sistemi di monitoraggio mininvasivi possono analizzare i dati derivanti dal battito cardiaco seguendo il contorno del polso o sfruttare l’arteria del paziente analizzandone il profilo e l’area dell’onda di pressione (onda dicrota) combinandoli ai parametri antropometrici per calcolare in continuo i parametri di flusso.
Il sensore viene collegato ad una linea arteriosa già esistente e viene interfacciato a monitor dedicati che utilizzano algoritmi di calcolo. Il sistema aggiorna i valori principali ogni 20 secondi, permettendo agli operatori di valutare i cambiamenti fisiologici in tempo reale.
Parametri rilevabili con monitoraggio mininvasivo
| Parametro | Funzione | Range |
| Gittata cardiaca (CO) | Quantità di sangue pompata dal cuore per minuto | 70-105 mmHg |
| Indice cardiaco (CI) | Volume di sangue pompato dal cuore per minuto relativo alla superficie corporea | 2.5-4.0 L/min/m² |
| Volume sistolico (SV) | Quantità di sangue espulsa dal ventricolo a ogni battito | 60-100 ml/bpm |
| Indice volume sistolico (SVI) | Volume di sangue pompato dal cuore per battito relativo alla superficie corporea | 33-47 ml/m²/bpm |
| Variazione del volume sistolico (SVV) | Indicatore dinamico che predice la risposta del paziente alla somministrazione di liquidi | 10-15% |
| Resistenze vascolari sistemiche (SVR) | Rapporto tra variazione di pressione e variazione di flusso ematico | 800-1200 dynes-sec/cm⁻5 |
| Resistenze vascolari sistemiche indicizzate (SVRI) | Rapporto tra variazione di pressione e variazione di flusso ematico relativo alla superficie corporea | 1970-2390 dynes-sec/cm⁻5/m² |
| Pressione arteriosa media (MAP) | Pressione media del sangue nel circolo cardiaco | 70-105 mmHg |
Monitoraggio emodinamico invasivo
Per il monitoraggio emodinamico invasivo invece è richiesto l’utilizzo di un catetere arterioso femorale e un CVC o catetere di Swan-Ganz, i quali attraverso la termodiluizione transpolmonare e la registrazione della differenza di temperatura del sangue sono in grado di dare un monitoraggio volumetrico costante. (3)
Termodiluizione transpolmonare
- Iniettare un bolo di 10ml (volume consigliato) di soluzione fisiologica fredda (0-4 C°) nel lume distale per il CVC o in quello prossimale per il catetere di Swan-Ganz
- Il bolo freddo si mescola nelle camere cardiache e nel circolo polmonare
- Un termistore (sensore di temperatura) registra la variazione di temperatura nel tempo permettendo di calcolare gli indici di funzionalità cardiaca e polmonare
È consigliato eseguire la termodiluizione transpolmonare ogni 6-8h per avere una sensibilità più alta dei parametri rilevati. (4)
Parametri rilevabili con monitoraggi invasivi
| Parametro | Funzione | Range |
| Gittata cardiaca (CO) | Quantità di sangue pompata dal cuore per minuto | 70-105 mmHg |
| Indice Cardiaco (CI) | Volume di sangue pompato dal cuore per minuto relativo alla superfice corporea | 2.5-4.0 L/min/m2 |
| Volume Sistolico (SV) | Quantità di sangue espulsa dal ventricolo a ogni battito | 60-100 ml/bpm |
| Indice Volume Sistolico (SVI) | Volume di sangue pompato dal cuore per battito relativo alla superficie corporea | 33-47 ml/m2/bpm |
| Variazione del Volume Sistolico (SVV) | Indicatore dinamico che predice la risposta del paziente alla somministrazione di liquidi | 10-15% |
| Resistenze Vascolari Sistemiche (SVR) | Rapporto tra variazione di pressione e variazione del flusso ematico | 800-1200 dynes-sec/cm-5 |
| Resistenze Vascolari Sistemiche Indicizzate (SVRI) | Rapporto tra variazione di pressione e variazione di flusso ematico relativo alla superficie corporea | 1970-2390 dynes-sec/cm-5/m2 |
| Pressione Arteriosa Media (MAP) | Pressione media del sangue nel circolo cardiaco | 70-105 mmHg |
| Saturazione Venosa Mista (SvO2) | misura la percentuale di ossigeno residuo nell'emoglobina di ritorno al cuore destro | 60-80% |
| Saturazione Venosa Centrale (ScvO2) | misura la quantità di ossigeno che ritorna al cuore (nella vena cava superiore) dopo la perfusione dei tessuti | 70% |
| Pressione Atriale Destra (RAP) / Pressione Venosa Centrale (PVC) | Pressione del sangue nel tratto terminale della vena cava superiore che corrisponde a quella dell’atrio destro | 2-6 mmHg |
| Pressione Ventricolare Destra (RVP) | Pressione del sangue all’interno del ventricolo destro | Sistolica 15-30 mmHg; Diastolica 0-8 mmHg |
| Pressione Polmonare Arteriosa (PAP) | Pressione del sangue all’interno dell’arteria polmonare | Sistolica 15-30 mmHg; Diastolica 8-15 mmHg |
| Pressione Media Polmonare (MPAP) | Pressione del sangue media nel circolo polmonare | 9-18 mmHg |
| Pressione Occlusione Arteria Polmonare (PAOP) | Pressione all’interno dei capillari polmonari | 6-12 mmHg |
| Pressione Atrio Sinistro (LAP) | Pressione del sangue all’interno dell’atrio sinistro | 4-12 mmHg |
| Resistenze Vascolari Polmonari (PVR) | Opposizione al flusso sanguigno offerta dai vasi polmonari | < 250 dynes-sec/cm-5 |
| Resistenze vascolari Polmonari Indicizzate (PVRI) | Opposizione al flusso sanguigno offerta dai vasi polmonari correlata agli indici antropometrici | 255-285 dynes-sec/cm-5/m2 |
| Indice di Lavoro Sistolico del Ventricolo Sinistro (LVSWI) | Pressione esercitata dal ventricolo sinistro per pompare sangue ad ogni battito | 50-62 mmHg |
| Indice di Lavoro Sistolico Ventricolo Destro (RVSWI) | Pressione esercitata dal ventricolo destro per pompare sangue ad ogni battito | 5-10 mmHg |
| Pressione Perfusione Arteria Coronaria (CPP) | Gradiente pressorio che spinge il sangue attraverso il muscolo cardiaco | 60-80 mmHg |
| Volume Fine Diastole Ventricolo Destro (RVEDV) | La quantità massima di sangue contenuta nella cavità del ventricolo destro alla fine della fase di diastole, appena prima della contrazione | 100-160 ml |
| Volume Fine Diastole Ventricolo Destro Indicizzato (RVEDVI) | La quantità massima di sangue contenuta nella cavità del ventricolo destro alla fine della fase di diastole, appena prima della contrazione correlata agli indici antropometrici | 60-100 ml/m2 |
| Frazione di Eiezione | Funzionalità del ventricolo sinistro | 40-60% |
Come emerge dai parametri nella tabella con il monitoraggio invasivo emodinamico è possibile stabilire indici di funzionalità cardiaca e polmonare. Questo permette agli operatori non solo di guidarli nella somministrazione di fluidoterapia, farmaci vasopressori ed inotropi ma anche nella gestione di essi.
Avere simili parametri garantisce una terapia a misura del paziente attraverso i valori indicizzati sui suoi dati antropometrici è per questo importante conoscerli e saperli interpretare per garantire una compliance ottimale del paziente.
La professione infermieristica in quanto tale richiede la conoscenza e l’interpretazione dei dati raccolti dal paziente affinché attraverso l’utilizzo del pensiero critico, si possa giungere al processo di cura migliore.
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