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OSS, come eseguire piccole medicazioni e collaborare con l’Infermiere

di Angelo Del Vecchio

Tecniche Igiene OSS

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L’Operatore Socio Sanitario con formazione complementare può gestire direttamente alcune piccole medicazioni (asciutte, pulite e di tipo cronico), sempre sotto l’attenta valutazione e supervisione dell’Infermiere. L'OSS può occuparsi di prevenzione e segnala eventuali anomalie tissutali riscontrate.

La collaborazione dell'OSS nel campo delle medicazioni semplici

Il ruolo dell'Oss nella medicazione di ferite semplici

Gli Operatori Socio Sanitari fin dalla loro nascita nel 2001 sono diventati i più importanti collaboratori degli infermieri. Definiti anche come “personale di supporto”, rappresentato un valido aiuto nell’assistenza quotidiani a pazienti con le più svariate patologie e bisogni di salute.

Gli OSS con formazione complementare e specifica si stanno tecnicamente specializzando in vari ambiti assistenziali, tra cui quello della prevenzione delle lesioni cutanee e della medicazione di piccole ferite, pulite e croniche. Questo accade un po’ in tutta Italia, con maggior prevalenza nelle regioni del Nord, dove è chiesto quotidianamente un apporto costante e di qualità da parte di tutto il personale dell’equipe assistenziale.

Quali sono le procedure attribuibili all’OSS?

Sono essenzialmente due:

    1. Sostituzione di una medicazione asciutta;
    2. Irrigazione della ferita.

Cambio medicazione asciutta

Occorre valutare attentamente il paziente e soprattutto, d’intesa con l’infermiere, conoscere la sua cartella clinica per adattare gli interventi all’utente (e mai il contrario). Occorre conoscere bene le cause che hanno determinato la ferita; il tipo di medicazione da usare, le tempistiche della medicazione; le risposte riparative dell’assistito.

Inoltre, è importante prima di ogni cosa verificare la presenza di dolore; in caso positivo chiedere all’Infermiere di valutare la necessità di utilizzare analgesici. In presenza di segni di flogosi ed infezioni evidenti o di medicazioni particolarmente sporche occorre fermarsi e allertare la componente infermieristica. Non eseguite medicazioni in autonomia, anche perché subentrano responsabilità civili e penali molto importanti e soprattutto potreste fare del male al vostro assistito (pur non volendo). Se vi costringono a farlo avete tutto il diritto di rifiutare!

Se esiste un piano delle medicazioni occorre conoscerlo bene per scongiurare inutili interventi che creerebbero solo disagi all’assistito. E non è tutto, le medicazioni vanno cambiate nel momento più opportuno e comodo per il paziente, anche se accade spesso il contrario, privilegiando logiche di “camerata” e piani di intervento che si basano quasi sempre sul risparmio e sull’ottimizzazione dei tempi.

Nel caso in cui non esistesse un piano delle medicazioni ci si deve affidare all’esperienza dell’OSS (sempre con formazione complementare) e al parere dell’Infermiere competente in quel momento. Anche in questo caso occorre fare attenzione alla presenza di dolore prima di iniziare qualsivoglia procedura.

L’OSS senza formazione complementare non può eseguire alcun tipo di medicazione e deve collaborare con l’Infermiere preparando il materiale (medicazioni adatte di tipo avanzato o meno, guanti puliti, guanti sterili, garze sterili, cerotto ipoallergenico, sacchetto per raccolta rifiuti biologici, vari dispositivi di protezione individuale, kit medicazione sterile, gel per igiene delle mani, soluzione fisiologica o ringer lattato, teli da bagno e quant’altro occorra), aiutando a sistemare il paziente nella giusta posizione e recuperando il materiale di scarto dopo l’intervento assistenziale.

In tutti i casi l’OSS con formazione complementare deve sempre coordinarsi con il personale infermieristico. Nel caso in cui il paziente fosse agitato o confuso non deve muoversi da solo, ma chiedere aiuto ai colleghi.

Prima di iniziare ogni procedura l’Operatore Socio Sanitario con formazione complementare deve:

  • presentarsi al paziente;
  • identificare l’identità dell’assistito;
  • informare il paziente;
  • preparare il sacco di raccolta dei rifiuti biologici;
  • preparare il sacco di raccolta della biancheria (anche in questo caso valutando se serve quello per i rifiuti biologici);
  • preparare l’ambiente;
  • garantire la privacy;
  • posizionare il paziente;
  • preparare il materiale ed eventualmente collaborare con l’Infermiere per la preparazione del campo sterile;
  • igienizzarsi le mani seguendo il principio dei 5 momenti dettati dalle Linee Guida Internazionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità;
  • indossare gli opportuni Dpi.

Dopodiché si deve:

  • indossare guanti monouso;
  • rimuovere la medicazione esterna o il cerotto, utilizzando se necessario solventi non istolesivi (spesso basta anche la sola soluzione fisiologica);
  • gettare la medicazione sporca;
  • cambiarsi i guanti e igienizzarsi nuovamente le mani;
  • indossare guanti sterili o adottare procedura asettica per rimuovere l’eventuale medicazione interna;
  • verificare le condizioni generali della ferita e intervenire solo se si è realmente sicuri di non ledere e consapevoli tecnicamente di quello che si fa;
  • se indicato detergere la ferita (asciutta, pulita e cronica) con soluzione fisiologica o ringer lattato;
  • tamponare la ferita rispettando i principi di sterilità;
  • applicare la nuova medicazione;
  • fissare opportunamente la medicazione con cerotto anallergico o mediante cerotto pre-medicato; assicurarsi che tutto sia posizionato bene, che non si creino decubiti o distacchi non voluti;
  • eliminare tutto il materiale sporco e posizionarlo negli appositi contenitori;
  • igienizzarsi le mani e recuperare tutto il materiale non utilizzato;
  • documentare il tutto, d’intesa con l’Infermiere, negli appositi registri clinico-infermieristici.

Irrigazione della ferita

L’Operatore Socio Sanitario, anche quello con formazione complementare, può collaborare durante tutte le fasi della procedura di irrigazione e comunque non sostituendosi mai all’Infermiere.

L’OSS di fatto prepara il materiale (alcune strutture hanno già dei kit pronti, ma sono sempre meno):

  • supporto monouso o in plastica sterilizzabile per la raccolta dei reflui;
  • sacca con soluzione fisiologica a temperatura ambiente o compatibile con la TC corporea del paziente, onde evitare shock termici;
  • eventualmente acqua pulita per irrigazioni non sterili;
  • asta per fleboclisi (non dimenticatevi del gancio);
  • camice pulito per il paziente;
  • Dpi per l’operatore o per gli operatori;
  • teli e asciugamani da bagno;
  • gel per le mani e guanti monouso;
  • sacchetto per la raccolta dei rifiuti biologici e delle medicazioni.

In questo caso l’OSS e l’Infermiere si presentano al paziente, verificano le sue generalità e iniziano la procedura:

  • informano il paziente su quello che si andrà a fare;
  • preparano il sacco di raccolta dei rifiuti biologici;
  • preparano il sacco di raccolta della biancheria (anche in questo caso valutando se serve quello per i rifiuti biologici);
  • preparano l’ambiente;
  • garantiscono la privacy;
  • posizionano il paziente;
  • lo igienizzano;
  • preparano il materiale ed eventualmente preparano il campo sterile;
  • si igienizzano le mani seguendo il principio dei 5 momenti dettati dalle Linee Guida Internazionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità;
  • indossano gli opportuni Dpi;
  • iniziano l’irrigazione;
  • risistemano il paziente;
  • ripuliscono il materiale;
  • recuperano quello non utilizzato;
  • documentano quanto accaduto nell’apposita cartella clinico-infermieristica e/o nel piano delle medicazioni.

Ricordarsi sempre di operare quando il paziente è più comodo e disponibile, evitando forzature (ad esempio i momenti prima e dopo i pasti, il riposo o la fase della somministrazione della terapia farmacologica).

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