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La Centrale operativa 118 Romagna replica alle polemiche: "Nessun calo nell'efficacia dei soccorsi"

di Redazione

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Il sistema di emergenza territoriale del 118 Romagna continua a garantire standard elevati di assistenza e non registra alcun peggioramento nella qualità o nella tempestività dei soccorsi. È la posizione espressa dal direttore della Centrale Operativa 118 Romagna Soccorso, Maurizio Menarini, che interviene per rispondere alle critiche sollevate dal consigliere regionale Pestelli sulla presenza di ambulanze con equipaggi composti esclusivamente da soccorritori. Secondo Menarini, il modello organizzativo adottato dall'Ausl della Romagna è basato sull'analisi dei dati epidemiologici e delle richieste di intervento e non rappresenta un ridimensionamento del servizio o un tentativo di ridurre i costi del personale.

"Nessuno smantellamento del sistema di emergenza"

118 romagna

Il direttore della Centrale operativa respinge le accuse secondo cui l'introduzione di quattro mezzi di soccorso tecnico-sanitario con equipaggi di soccorritori comporterebbe un peggioramento dell'assistenza.

La presenza di 4 mezzi di soccorso tecnico sanitario con equipaggi soccorritori non intacca la tempestività né la qualità degli interventi del 118 Romagna Soccorso, afferma Menarini.

Secondo il direttore, parlare di uno smantellamento del sistema di emergenza territoriale significa non considerare l'evoluzione delle richieste di soccorso e l'attuale quadro epidemiologico.

Uno degli elementi evidenziati dalla Centrale operativa riguarda la tipologia degli interventi richiesti al 118.

Oltre il 50% delle chiamate di soccorso riguarda condizioni che non richiedono specifici interventi sanitari e assistenziali sul luogo dell'evento e durante il trasporto in Pronto soccorso, spiega Menarini.

In questi casi, prosegue il direttore, un equipaggio composto da soccorritori adeguatamente formati rappresenta una risposta appropriata, consentendo di riservare infermieri e medici alle emergenze che richiedono competenze sanitarie avanzate.

"In Romagna un mezzo avanzato ogni 22 mila abitanti"

Menarini sottolinea inoltre che la dotazione di mezzi di soccorso avanzato nella rete dell'emergenza romagnola supera ampiamente gli standard previsti a livello nazionale.

Il numero di mezzi di soccorso avanzato in Romagna è pari a uno ogni 22.000 abitanti, ben superiore al limite indicato dai decreti ministeriali di uno ogni 60.000, evidenzia.

Attualmente, aggiunge, il sistema dispone di 44 ambulanze operative 24 ore su 24, delle quali 40 hanno un infermiere a bordo, pari a oltre il 90% dei mezzi in servizio. La rete è completata da nove automediche e dall'elisoccorso.

Il direttore ricorda inoltre che gli operatori tecnici autisti con funzione di soccorritore sono dipendenti dell'Ausl della Romagna e che recentemente l'azienda ha investito nell'assunzione di 24 nuove unità dedicate a questo ruolo.

Una scelta organizzativa strutturale

Secondo la Centrale operativa, la presenza di quattro equipaggi con soli soccorritori non rappresenta una misura temporanea legata al periodo estivo, ma una rimodulazione organizzativa basata sull'esperienza maturata negli ultimi anni.

La presenza di 4 equipaggi con soccorritore è una scelta razionale e rappresenta una rimodulazione strutturale indipendentemente dal periodo estivo, precisa Menarini.

La sperimentazione avviata nel 2025 avrebbe dimostrato, secondo l'Ausl, la capacità di rispondere efficacemente agli interventi a bassa priorità, lasciando disponibili i mezzi con infermieri e medici per le emergenze più complesse.

"Gli standard di intervento restano garantiti"

Il direttore conclude ribadendo che il sistema dell'emergenza territoriale romagnolo continua a garantire elevati livelli di assistenza.

Il sistema 118 Romagna assicura i migliori standard di intervento, con un modello organizzativo basato sui dati di attività, su continue analisi delle sperimentazioni e sul confronto con le migliori pratiche internazionali, afferma.

Menarini invita infine a evitare polemiche che, a suo giudizio, rischiano di creare allarmismo tra i cittadini e di penalizzare il lavoro svolto quotidianamente dagli operatori dell'emergenza-urgenza.

Il confronto sul modello organizzativo del 118 resta comunque aperto e continua ad alimentare il dibattito tra istituzioni, rappresentanti politici e professionisti sanitari, in un momento in cui il tema dell'organizzazione dell'emergenza territoriale è al centro dell'attenzione in diverse regioni italiane.

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