L’evoluzione della formazione infermieristica rappresenta un passaggio positivo, ma da sola non basta. Nell’intervista Alfonso Guerriero, coordinatore nazionale infermieri della Fp Cgil (Funzione Pubblica Cgil), ribadisce il sostegno del sindacato alla professionalizzazione della categoria, sottolineando però che senza adeguati investimenti contrattuali e organizzativi le nuove lauree magistrali cliniche rischiano di non trovare una reale applicazione nel Servizio sanitario nazionale.
Formazione sì ma con riconoscimento economico
Alfonso Guerriero, coordinatore nazionale infermieri della Fp Cgil
La Fp Cgil si dichiara da sempre favorevole all’evoluzione della professione e alla crescita dei percorsi formativi. Tuttavia, Guerriero evidenzia che anche in passato l’investimento in formazione, in termini di tempo e risorse personali, non sempre ha trovato una concreta collocazione nel mondo del lavoro.
Il punto centrale è il finanziamento dei fondi contrattuali e il superamento dei tetti di spesa : solo con risorse adeguate, sostiene, sarà possibile riconoscere e valorizzare i titoli conseguiti, sia le nuove lauree magistrali cliniche sia i master di primo e secondo livello già ottenuti da molti professionisti.
In assenza di investimenti e di una programmazione lungimirante da parte delle aziende sanitarie, il rischio è che le nuove figure restino “contenitori vuoti”, prive di reale impatto organizzativo.
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Magistrali, master e attrattività della professione
Guerriero ricorda che la formazione infermieristica è universitaria da oltre vent’anni e che già la laurea triennale garantisce competenze per la gestione del percorso assistenziale.
La specializzazione, inclusa quella prevista dal contratto con le figure di infermiere esperto e specialista, rappresenta un’evoluzione coerente.
Tuttavia, il vero nodo resta l’attrattività della professione : un giovane difficilmente investirà in un percorso formativo lungo e impegnativo se, una volta entrato nel sistema, rischia condizioni economiche insufficienti.
Per la Fp Cgil, dunque, ben vengano master e lauree magistrali cliniche, ma prima occorre consolidare le basi finanziarie e contrattuali che ne rendano effettiva la spendibilità nel Ssn.
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