Linee guida AHA 2025: BLS adulto, più qualità, meno automatismi
Ecmo in età pediatrica
Toracentesi: procedura aggiornata 2025
Evoluzione delle linee guida AHA sul BLSD: vent’anni di cambiamenti
Autocateterismo intermittente - CIC
Irrigazione trans-anale o irrigazione retrograda del colon (TAI)
Trattamento in camera iperbarica
Peritoneal Equilibration Test (PET)
Sette fasi per una pratica iniettiva sicura
Pancolonscopia
Infiltrazioni articolari ed extrarticolari
Appropriatezza e inappropriatezza inserimento catetere urinario
Lavaggi nasali: cosa sono e come farli
Cistectomia
Gestione CVP: 10 standard clinico-assistenziali
Gastrolusi
Prelievo ematico da puntura venosa: la corretta esecuzione
Medicazione della ferita chirurgica
Somministrazione di farmaci per via sottocutanea
La somministrazione della terapia per via intramuscolare
Gestione linee infusive: prevenire e trattare le complicanze
Gestione infermieristica della tracheostomia
Posizionamento Catetere Venoso Periferico (CVP)
Posizionamento di Catetere Vescicale
Trasfusioni: documento per tutela donatori-pazienti-operatori
Manovra di Lesser e vaccini, cosa dice la letteratura
Intubazione di emergenza nel paziente Covid-19
La tecnica asettica
Rimozione dei guanti e rischio di contaminazione delle mani
Disinfezione e sanificazione dei DPI riutilizzabili
Broncoscopia
Gestione dell’urinocoltura da catetere vescicale
Plasmaferesi
Sostituzione catetere venoso periferico, quando e perché
Broncoaspirazione con sistema a circuito chiuso
Pronazione del paziente critico in terapia intensiva
Toracotomia, l’apertura chirurgica del torace
Decontaminazione, detersione e disinfezione degli endoscopi
Raccolta campioni biologici per diagnosi di laboratorio
Nutrizione Parenterale Totale - NPT
Come si esegue il lavaggio vescicale
Procedura esecutiva del salasso terapeutico
Terapia orale e frantumazione delle compresse
Somministrazione della terapia orale al paziente disfagico
Perché si effettua il lavaggio vescicale
Salasso terapeutico
Pressione intraddominale: Monitoraggio in Terapia Intensiva
Rachicentesi o puntura lombare
Tecnica di Seldinger
Collare cervicale, la tecnica di posizionamento
Emocoltura, le modalità di prelievo dei campioni
Somministrazione terapia intranasale
Infortunio biologico da puntura accidentale, cosa fare
Sostituzione catetere vescicale, quando e perché
Biopsia ossea, prelievo campione di tessuto osseo
REBOA per trattamento emorragie interne non comprimibili
Manovra di Valsalva
Riabilitazione del pavimento pelvico nell'incontinenza urinaria
Somministrazione della terapia per via endovenosa
Inserimento del catetere di Swan-Ganz
Valutazione disfagia, i test per le prove di deglutizione
Impianto di pacemaker, come si svolge l'intervento
Rilevazione del polso arterioso
Prelievo venoso, ansia e dolore correlato
Paracentesi, l'evacuazione di liquido ascitico peritoneale
Bilancio idrico, peculiare competenza infermieristica
Posizionamento di un Catetere Venoso Centrale
La Contenzione: Cos'è e quali forme esistono
Tracheoaspirazione
ACR: Conoscere e riconoscere precocemente l’arresto cardiaco
Monitoraggio pressione arteriosa cruenta: Sistema invasivo
Prelievo ematico difficile: Le Linee Guida per affrontarlo
Pressione arteriosa: Cos'è, come si misura e quando
Pbls-d, supporto funzioni vitali pediatriche e defibrillazione
Colonscopia, preparazione e assistenza infermieristica
Sterilizzazione dispositivi medici, i metodi di esecuzione
Sterilizzazione: Cos’è, come, quando e perché si pratica
Intraossea, una valida alternativa all’accesso venoso
Le posizioni speciali del paziente in sala operatoria
Il posizionamento del paziente sul letto operatorio
Il percorso stroke e le responsabilità dell'infermiere
Le regole per il mantenimento dell'asepsi in sala operatoria
Tricotomia prima di un intervento chirurgico: Come e perché
Asepsi in sala operatoria: Le linee guida comportamentali
Pompa elastomerica, cos'è e come si prepara
Als, le manovre di supporto vitale avanzato nell’adulto
Blsd e manovre di rianimazione in arresto cardiaco dell'adulto
L'infermiere nella polmonite associata a ventilazione (Vap)
Eseguire la vestizione per l'ingresso in sala operatoria
Clistere o enteroclisma: come fare un clistere
Scheda dimissione infermieristica e continuità assistenziale
Cardioversione Elettrica e assistenza infermieristica
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Gestione del Catetere Venoso Centrale di Tesio in dialisi
Gestione del paziente ustionato, gli interventi infermieristici
Urinocoltura, la procedura standard per un campione valido
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Drenaggio pleurico e gestione infermieristica
Emocoltura, la procedura standard
Gestione della Nutrizione Artificiale: sondino nasogastrico
Raccolta diuresi delle 24 ore, procedura infermieristica
La disinfezione della cute prima della venipuntura
Monitoraggio emodinamico di tipo invasivo
Gestione del catetere vescicale nel paziente pediatrico
Prelievo ematico capillare: la corretta esecuzione
Emotrasfusione, assistenza infermieristica al paziente
PICC line, centrale da periferia: la gestione infermieristica
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Negli ultimi anni l’Ecmo pediatrica (Extracorporeal Membrane Oxygenation) ha assunto un ruolo sempre più rilevante nei contesti di insufficienza respiratoria e cardiocircolatoria grave, refrattaria alle terapie convenzionali. Non si tratta di una terapia curativa, ma di una tecnica di supporto extracorporeo temporaneo, che consente di garantire ossigenazione e/o perfusione adeguata mentre si interviene sulla patologia di base o si attende un recupero funzionale. In età pediatrica l’Ecmo rappresenta una delle espressioni più complesse dell’intensivistica moderna, sia dal punto di vista clinico sia organizzativo, e richiede criteri di selezione rigorosi, competenze avanzate e un approccio multidisciplinare strutturato.
Che cos’è l’Ecmo
Ecmo
L’Ecmo è una forma di circolazione extracorporea che prevede il prelievo del sangue venoso dal paziente, la sua ossigenazione attraverso una membrana artificiale e la successiva reinfusione nel circolo.
In base al supporto richiesto, si distinguono due configurazioni principali:
Ecmo veno-venosa (VV) , indicata nei casi di insufficienza respiratoria grave con funzione cardiaca conservata;
Ecmo veno-arteriosa (VA) , utilizzata quando è presente anche una compromissione emodinamica significativa o uno shock cardiogeno.
La scelta della modalità dipende dal quadro clinico, dall’età, dal peso del bambino e dalla patologia sottostante, e viene effettuata da team esperti secondo protocolli condivisi.
L’Ecmo in età pediatrica
L’avvio dell’Ecmo avviene in situazioni selezionate, quando il supporto ventilatorio e farmacologico massimale risulta insufficiente.
Le condizioni più frequentemente riportate nei programmi ECMO pediatrici includono:
insufficienza respiratoria acuta grave e refrattaria;
insufficienza cardiaca acuta o shock cardiogeno;
complicanze post-operatorie in ambito cardiochirurgico;
arresto cardiaco refrattario in contesti altamente selezionati;
quadri clinici rari ma potenzialmente reversibili, come alcune forme di emorragia alveolare massiva.
Rispetto all’adulto, l’Ecmo pediatrica presenta alcune peculiarità cliniche e organizzative che rendono necessaria una valutazione particolarmente accurata:
dimensioni corporee e fisiologia in evoluzione , che influenzano cannulazione, flussi e gestione del circuito;
maggiore vulnerabilità neurologica , che richiede attenzione alla perfusione cerebrale e alla prevenzione del danno secondario;
variabilità delle indicazioni, legata all’età, al peso e alla patologia di base;
necessità di team dedicati e competenze avanzate , per garantire sicurezza e appropriatezza del trattamento.
Per questi motivi, l’indicazione all’Ecmo pediatrica si basa su una valutazione multidimensionale che considera non solo la gravità del quadro clinico, ma anche la potenziale reversibilità della condizione e il contesto assistenziale in cui il supporto viene attivato.
Organizzazione e centralizzazione delle cure
L’impiego dell’Ecmo in età pediatrica è strettamente legato a modelli organizzativi strutturati e a criteri di appropriatezza condivisi. Le raccomandazioni internazionali elaborate dalla Extracorporeal Life Support Organization (ELSO) definiscono non solo le indicazioni cliniche, ma anche i requisiti minimi dei centri Ecmo , sottolineando l’importanza di team dedicati, protocolli standardizzati e programmi di formazione continua.
In ambito pediatrico, la complessità clinica, le dimensioni corporee ridotte e la vulnerabilità neurologica rendono particolarmente rilevante l’esperienza del centro e la capacità di prevenire e gestire le complicanze. Per questo motivo, l’Ecmo non viene considerata una procedura isolata, ma parte di un percorso assistenziale ad alta specializzazione , che include selezione del paziente, gestione intensiva, monitoraggio multidisciplinare e follow-up.
Accanto alla centralizzazione delle competenze, negli ultimi anni si è sviluppato il modello di Ecmo pediatrica mobile , che consente l’attivazione di team esperti presso strutture periferiche per la stabilizzazione del paziente e il successivo trasferimento in sicurezza verso il centro di riferimento. Questo approccio risponde all’esigenza di ridurre i tempi di accesso al supporto extracorporeo, mantenendo elevati standard di sicurezza.
Responsabilità infermieristica
Nel percorso Ecmo pediatrico, l’infermiere non svolge una funzione meramente esecutiva, ma contribuisce in modo diretto alla sicurezza del trattamento e alla continuità dell’assistenza. La complessità del supporto extracorporeo richiede un livello avanzato di competenza clinica , capacità di interpretazione dei dati e integrazione costante con il team multiprofessionale.
Tra le principali responsabilità infermieristiche rientrano:
il monitoraggio continuo dei parametri vitali e dell’assetto emodinamico , con attenzione alle variazioni di perfusione, ossigenazione e stato neurologico;
la sorveglianza funzionale del circuito Ecmo , finalizzata al riconoscimento precoce di alterazioni dei flussi, segni di malfunzionamento o criticità tecniche;
la valutazione clinica integrata , che consente di correlare i dati strumentali con l’osservazione diretta del paziente.
Un ambito centrale dell’assistenza infermieristica riguarda la prevenzione e l’identificazione precoce delle complicanze, in particolare:
emorragiche e trombotiche , attraverso il controllo dei siti di cannulazione e degli accessi vascolari;
infettive , mediante l’adozione rigorosa delle misure di prevenzione e il monitoraggio dei segni clinici e laboratoristici;
neurologiche , con osservazione continua dello stato di coscienza e dei segni di compromissione neurologica.
Durante Ecmo, l’infermiere partecipa attivamente alla gestione della ventilazione meccanica in modalità protettiva, contribuendo:
all’osservazione della risposta clinica alle regolazioni ventilatorie;
alla prevenzione delle complicanze respiratorie associate alla ventilazione prolungata.
Parallelamente, assume un ruolo rilevante nel supporto alla famiglia, che comprende:
facilitare la comunicazione tra team e caregiver;
favorire la comprensione del percorso assistenziale;
sostenere emotivamente la famiglia in una fase di elevata complessità clinica.
L’assistenza infermieristica in Ecmo pediatrica si configura quindi come una pratica ad alta responsabilità , che richiede formazione specifica, addestramento continuo e una piena integrazione nei processi decisionali del team. In questo contesto, l’infermiere contribuisce in modo sostanziale alla qualità e alla sicurezza del percorso Ecmo, oltre che alla tutela globale del paziente pediatrico.
Esiti clinici e importanza del follow-up
Nell’Ecmo pediatrica, la valutazione degli esiti non può limitarsi alla sopravvivenza alla fase acuta . L’evoluzione delle conoscenze e l’aumento del numero di sopravvissuti hanno spostato l’attenzione verso gli outcome funzionali, in particolare neurologici e neurocognitivi, che rappresentano una dimensione centrale dell’efficacia del trattamento.
La letteratura evidenzia come i bambini sottoposti a Ecmo presentino un rischio aumentato di complicanze neurologiche , sia acute sia tardive, legate a molteplici fattori: gravità della patologia di base, instabilità emodinamica, alterazioni dell’ossigenazione e della perfusione cerebrale, eventi emorragici o ischemici e durata del supporto extracorporeo. Per questo motivo, la sopravvivenza viene oggi considerata un endpoint necessario ma non sufficiente.
Gli esiti clinici risultano eterogenei e dipendono dall’indicazione all’Ecmo, dall’età del paziente, dalle condizioni cliniche pre-ECMO e dalla comparsa di complicanze durante il trattamento. In questo contesto, il follow-up strutturato assume un ruolo chiave per l’identificazione precoce di eventuali deficit neurologici, cognitivi, motori o comportamentali, che possono emergere anche a distanza di tempo dalla dimissione.
Un approccio integrato che includa valutazione neuroevolutiva, monitoraggio funzionale e continuità assistenziale consente non solo di descrivere gli esiti, ma di intercettare bisogni riabilitativi precoci e di accompagnare il bambino e la famiglia nel percorso post-intensivo. In questa prospettiva, l’ECMO non si esaurisce nella gestione dell’emergenza, ma si inserisce in un continuum di cura che prosegue oltre la fase critica.
Bibliografia essenziale
Extracorporeal Life Support Organization (ELSO). (2023). ELSO guidelines for pediatric respiratory and cardiac ECMO. Ann Arbor, MI: ELSO. Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. (s.d.). ECMO: ossigenazione extracorporea a membrana. https://www.ospedalebambinogesu.it/ecmo-90494/
Tecnica Ospedaliera. (2023). ECMO: prime linee guida per l’uso pediatrico. https://www.tecnicaospedaliera.it/ecmo-prime-linee-guida-per-uso-pediatrico/
InfermiereOnline. (2024). ECMO pediatrico mobile: l’esperienza della Regione Toscana. https://www.infermiereonline.org/2024/07/01/ecmo-pediatrico-mobile-lesperienzadella-regione-toscana/
Roeleveld, P. P. (2017). What is new in pediatric ECMO? 2016, a year in review. European Journal of Heart Failure Supplements, 19(Suppl. 2), 92–96. https://doi.org/10.1002/ejhf.851 Finkel, R., Honig, J., Chao, C. P., Rescoe, E., & Solomon, S. (2022). The use of ECMO in pediatric granulomatosis with polyangiitis. Pediatric Rheumatology, 20, 35. https://doi.org/10.1186/s12969-022-00693-8
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