Realtà virtuale nel trattamento del paziente con disturbo depressivo
La Realtà Virtuale può comportare dei benefici nei pazienti ed essere uno strumento utile aggiuntivo alla psicoterapia e alla terapia farmacologica di base. È la conclusione di una tesi di laurea in Infermieristica, condotta con l’obiettivo di analizzare la presenza di un nuovo possibile trattamento, in aggiunta a quelli già esistenti, nel trattamento del disturbo depressivo.
Tesi infermieri: realtà virtuale nel trattamento del paziente con disturbo depressivo
La revisione della letteratura condotta per l’elaborato di tesi ha offerto una visione d’insieme delle diverse modalità di applicazione della Realtà Virtuale, come la possibilità di interloquire con un avatar per aumentare la consapevolezza di sé stessi, la possibilità di interagire con ambienti ristorativi e la possibilità di condurre la terapia cognitivo-comportamentale con un visore RV per ampliare le potenzialità della terapia stessa.
E dei suoi benefici, tra cui un aumento dell’autostima e delle emozioni positive, il miglioramento della consapevolezza del proprio stato e delle proprie sensazioni, nonché la possibilità di potenziare la riorganizzazione di nuovi modelli di pensiero più funzionali e adattivi.
Nonostante la Realtà Virtuale venga tutt’oggi utilizzata per il trattamento del dolore, dell’agorafobia e altri disturbi psichiatrici, la sua applicazione nel trattamento della depressione è un argomento ancora in fase di sperimentazione e sviluppo; l’auspicio è di assistere all'implementazione della Realtà Virtuale considerando l’attuale incidenza della depressione nel mondo
.
- Autore: Arianna Marini
- Relatore: Lucia Filomeno
- Università: Università La Sapienza di Roma
- Anno accademico: 2023/2024