Festini: “il metodo Di Bella? Nessuna evidenza scientifica”

Il mondo scientifico continua a interrogarsi e a confrontarsi sulle cure di una delle patologie più tragiche e invalidanti...

Festini: “il metodo Di Bella? Nessuna evidenza scientifica”
Prof. Dott. Filippo Festini

Prof. Dott. Filippo Festini

Egregio Direttore,

ho letto l’articolo di Scotto Di Vetta “Le ragioni per cui così tante persone stanno morendo di cancro”, la sua successiva precisazione e la lettera del medico Luigi Di Bella.

Vorrei far presenti alcuni fatti.

Gli articoli portati da Di Bella a supporto della bontà del metodo inventato dal padre, da un punto di vista strettamente scientifico non dimostrano affatto l’efficacia.

Vengono elencati 24 articoli, indicizzati su Pubmed, di essi quattro sono review non sistematiche o opinioni dunque prive di valore probatorio. Ci sono poi due studi preclinici, uno in vitro e uno in vivo su topi, che non hanno diretta applicabilità sull’uomo. Vengono riportati sette Case reports che riferiscono miglioramenti grazie al metodo Di Bella su singole persone, di cui due ottenuti in associazione con antiblastici. Infine, vengono riportati undici Case series con numerosità variabili da tre a oltre 500 casi: in due di questi studi il metodo era in associazione ad antiblastici; in altri sette viene riportato come effetto un miglioramento della qualità della vita e un allungamento della sopravvivenza (non un aumento di guarigioni) in percentuali di pazienti sottoposti al metodo che variano tra il 60 e l’85 per cento circa.

Come è noto, i case reports e le serie di casi possono essere utili da un punto di vista scientifico a formulare ipotesi sul’efficacia di un trattamento, ma sono necessari  successivi studi con gruppo di controllo (e allocazione randomizzata) per poter affermare che una cura è efficace. Dunque, al momento attuale non esistono prove di efficacia sufficienti a supporto del MDB.

Vorrei anche precisare che i trattamenti chirurgici, radioterapici e chemioterapici che Scotto Di Vetta critica nell’articolo, hanno fatto aumentare la percentuale di guarigione da tumore negli ultimi anni in modo considerevole. Attualmente il 60% circa dei soggetti guarisce (per alcuni tumori la guarigione supera il 90%) e nei bambini la situazione è ancora migliore, con una mortalità che negli ultimi anni si è ridotta di quasi il 70%.

Oggi purtroppo abbiamo fatto l’abitudine al cattivo giornalismo, pieno di opinioni che vengono spacciate come fatti, ma non dobbiamo dimenticare che ogni giornalista ha il dovere deontologico di verificare sempre  le fonti e la veridicità di ciò che scrive.  Un giornalista che è anche Infermiere può portare alla sua professione un valore aggiunto potenzialmente enorme: infatti come infermiere ha il dovere deontologico di uniformare la sua pratica professionale alle migliori evidenze di efficacia disponibili (cioè ai fatti) e ad improntare ad esse le informazioni che fornisce agli utenti. Un giornalista-infermiere dunque dovrebbe rappresentare una doppia garanzia per i lettori, perché ha verso di essi una doppia responsabilità di riportare i fatti reali, solo i fatti reali e tutti i fatti reali.

Per questo le confesso che, come infermiere e come ricercatore, leggere l’articolo di Scotto Di Vetta mi ha lasciato una sensazione di forte disagio.

La ringrazio se vorrà ospitare questa mia lettera.

Un cordialissimo saluto

Prof. Dott. Filippo Festini

Professore Associato di Scienze Infermieristiche Generali, Cliniche e Pediatriche

Università degli Studi di Firenze

* * *

ScriviAlDirettoreLa ringraziamo per il suo puntuale e attento intervento. Il dibattito sulle cure e sull’assistenza a pazienti con cancro si fa sempre più serrato e costruttivo. Non sappiamo dove sia la verità, se dalla parte dei sostenitori del metodo Di Bella o da quella dell’oncologia tradizionale. Di certo sappiamo che tante persone hanno bisogno di aiuto e di essere curati con  il massimo dell’attenzione possibile. Siamo contenti e soddisfatti della provocazione del nostro Rosario Scotto Di Vetta. Continui a seguirci.

Angelo Riky Del Vecchio

Direttore Nurse24.it

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  • Bruno Zanella

    Provo a fare alcune osservazione su quanto detto dal prof. Festini.
    dice: “ma sono necessari successivi studi con gruppo di controllo (e allocazione randomizzata) per poter affermare che una cura è efficace. Dunque, al momento attuale non esistono prove di efficacia sufficienti a supporto del MDB”
    rispondo:
    1) La sperimentazione del 98 non ha adottato i criteri che lei dice per verificare l’efficacia del MDB
    2) Quello che chiede Lei è quanto chiede attualmente la comunità scientifica (tega presente che con l’avvento delle cure personalizzate non sarà più possibile usare questi criteri per ovvie intuibili ragioni) ma ci sono altri motivi di credibilità… per esempio sentire le testimonianze e guardare le sentenze di merito o dei giudici supportate da perizie.
    3) Altri motivi di credibilità sono le pubblicazioni recensite da PubMed sulla efficacia di ciascun componente del MDB per vari tipi di tumore (ci sono decine di migliaia di pubblicazioni in proposito). Ognuna delle sostanze del MDB è risultata antitumorale nei 30 anni successivi alla formulazione del MDB… perché tutte assieme non dovrebbero funzionare?
    4) Se le prove, scientificamente parlando, non la convincono, dovrebbe almeno rendersi conto che ci sono ottimi motivi per indagare ulteriormente su questa cura… in fin dei conti si tratta del “male del secolo”…
    —————————-
    Lei dice: “Vorrei anche precisare che i trattamenti chirurgici, radioterapici e chemioterapici che Scotto Di Vetta critica nell’articolo, hanno fatto aumentare la percentuale di guarigione da tumore negli ultimi anni in modo considerevole. Attualmente il 60% circa dei soggetti guarisce (per alcuni tumori la guarigione supera il 90%) e nei bambini la situazione è ancora migliore, con una mortalità che negli ultimi anni si è ridotta di quasi il 70%.”
    rispondo:
    1) Dove le ha prese queste percentuali? C’è qualche pubblicazione che lo confermi?
    2) Cosa intende per guarigione? La sopravvivenza a 5 anni?
    3) Ha mai pensato che la diagnosi sempre più precoce possa bastare da sola, anche in assenza di cure, a giustificare miglioramenti nella sopravvivenza, visto che si cominciano a contare gli anni dal momento della scoperta della malattia? Faccio un esempio: se in assenza di cure uno può vivere fino al 2020 nell’ipotesi che la malattia gli venga diagnosticata nel 2016 non sopravviverà i 5 anni dalla diagnosi, al contrario se gli verrà diagnosticata nel 2014 risulterà “guarito” nel 2019… sempre in assenza di cure naturalmente….
    ————-
    Mi fermo quì per ora.

  • Nicolettalevoci

    Gentile dott. Festini si che esiste la libertà di pensiero e di parola, ma secondo me qualche volta bisognerebbe interrogarsi prima di fare solo della vana polemica, se il proprio intervento aggiungerebbe qualcosa all’argomento. Ciò che lei ha scritto trita e ritrita lo leggiamo ogni qualvolta si parli della cura Di Bella.
    Che nella cura Di Bella si adoperino gli antiblastici tutti lo sappiamo e più volte è stato spiegato il perché e come vengano impiegati. Che le pubblicazioni siano su rivista a basso impact factor tutti lo sappiamo e più volte è stato spiegato che l’impact factor è spesso e volentieri “manipolato”. Potrei continuare ma mi sono già scocciata. Allora la lascio con un consiglio, se secondo lei ed i suoi colleghi medici scienziati la cura Di Bella non funziona niente altro di meglio avete da fare anziché scomodarvi a rimbrottare malati, parenti, giornalisti che ne parlano, a trovare una cura vera per questo flagello che è il cancro, perché ora sono io che le aggiungo qualcosa ai suoi argomenti. Di cancro non guarisce proprio nessuno, qualcuno si salva grazie alla chirurgia, ma per la maggior parte c’è nulla da fare. E le aggiungo un’altra notizia. Chi prescrive le cure ufficiali è affetto da sadismo perché con le sofferenze che infliggono non si può pensare diversamente. Anche perché e questo lei lo sa bene ad un medico è chiarissimo il percorso del paziente. Anche perché se così non fosse i medici sarebbero degli imbecilli. E non è così vero? Ormai sono troppi anni che chi si occupa di cancro lo vede all’azione e sa perfettamente quali sono le sue performances per non sapere come finirà per quel paziente. Vorrei dirle che siete su un binario sbagliato ma invece devo dirle che avete proprio deragliato fuori dai binari. Non vi resta che ammetterlo prendere un treno nuovo e ricominciare.
    Se non ne siete in grado lasciate perdere. Il cancro e Di Bella. Le aggiungo ancora che la cura Di Bella ad oggi è l’unica speranza di vita dignitosa e di salvezza che abbiamo.
    Parente di paziente in MDB.