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Al Parlamento Europeo le mobilità negate in sanità e blocco assunzioni in Campania

di Rosario Scotto di Vetta

europeo

Inviate al Parlamento Europeo le seguenti richieste d'interesse nazionale: la mancata concessione della Legge sulla Mobilità volontaria del Personale Pubblico Dipendente in ambito sanitario da parte della Regione Campania (art.30 d.lgs. n.165/2001) e Abrogazione del comma 1 dell’art.4 della legge 114/2014 sulla mancata concessione del Nulla Osta da parte delle Amministrazioni a cui appartiene il lavoratore dipendente a cui viene concessa la Mobilità. La petizione trattata in via riservata è stata valutata dai commissari europei.

La mobilità degli operatori sanitari è considerata un utile strumento per adattare l'offerta della forza lavoro alla domanda e in questa luce, viene incoraggiata dalle normative della legge italiana. La riforma della Pubblica Amministrazione ha deciso di controllarla per evitare il fenomeno contrario,ovvero la mancata copertura di servizi essenziali in determinate aree (Libro verde della Commissione Europea del 2008). La libera circolazione del lavoro e dei lavoratori conferisce benessere, l'Europa l'ha dimostrato ampiamente agl'italiani. Le condizioni in cui versa la sanità della regione Campania e di altre regioni per via del piano di rientro o di altre brillanti misure, farebbero pensare a una maggiore mobilità come risorsa auspicabile, ma questa resta una questione meramente politica. Intanto si è sollevato il problema in Europa, scavalcando le istituzioni italiane fin ora inefficienti, affinché si valuti prima o dopo le contro misure da ottenere per restituire benessere ai lavoratori italiani e una salute di qualità ai cittadini.

Spett. Europarlamentari e Commissioni,

Gli Operatori Sanitari Campani portano alla Vostra attenzione le seguenti questioni: 1) Legge sulla Mobilità obbligatoria e volontaria nella Pubblica Amministrazione riguardante gli operatori sanitari dipendenti di Aziende Sanitarie Locali ed Ospedaliere Italiane - commi da 1 a 2 dell'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165- attualmente diritto NEGATO in regione Campania (Italia) a causa del piano rientro in Sanità a cui è sottoposta la regione suddetta dal Governo Centrale. La mobilità volontaria dei dipendenti tra le aziende e tutti gli enti del comparto di cui al CCNQ del 2 giugno 1998 - anche di Regioni diverse – in presenza della relativa vacanza di organico avviene a domanda del dipendente che abbia superato il periodo di prova, con l’assenso dell’azienda di destinazione e nel rispetto della categoria, profilo professionale, disciplina ove prevista e posizione economica di appartenenza del dipendente stesso. Il nulla osta dell’azienda o ente di appartenenza, qualora non venga concesso entro dieci giorni dalla richiesta, è sostituito dal preavviso di un mese. Nel caso in cui il nulla osta venga concesso, ma sia rinviato ad una data posteriore a quella richiesta dal dipendente, il posticipo non può essere superiore a tre mesi. La mobilità non comporta novazione del rapporto di lavoro. Il fascicolo personale segue il dipendente trasferito. Al fine di favorire la mobilità esterna, le aziende ed enti, nell’ambito della programmazione annuale del fabbisogno del personale individuano i posti da mettere a disposizione a detto titolo nelle varie categorie e profili professionali. Le aziende possono ricorrere anche ad apposito bando al quale deve essere data la maggiore pubblicità possibile. In tal caso, in mancanza di domande pervenute nei termini, procedono sulla base delle domande eventualmente presentate anche dopo la scadenza. In caso di più domande rispetto ai posti messi a disposizione l’azienda procede ad una valutazione positiva e comparata da effettuarsi in base al curriculum di carriera e professionale del personale interessato in rapporto al posto da ricoprire. A parità di valutazione possono altresì essere prese in considerazione documentate situazioni familiari (ricongiunzione del nucleo familiare, numero dei famigliari, distanza tra le sedi etc.) o sociali. Il comma 1 si applica anche nel caso di mobilità intercompartimentale dei dipendenti purché le amministrazioni interessate abbiano dato il proprio nulla osta. La comunicazione del nulla osta o del suo diniego da parte dell’azienda di appartenenza è effettuata entro un mese dalla data della domanda; 2) Abrogazione del comma 1 dell’art.4 della legge 114/2014, tale legge ha introdotto l’obbligo di avere il consenso dell’azienda sanitaria o ospedaliera, a cui appartiene il lavoratore (nel nostro caso l'operatore sanitario), che ha ottenuto la mobilità per altra sede. Aziende sanitarie che prima avrebbero concesso il nulla osta, con l’entrata in vigore della legge 114/2014, lo hanno ritirato prima che il dipendente prendesse servizio presso la nuova amministrazione. Aziende che non concedono più il nulla osta rendendo così vano ogni avviso di mobilità (esperire le procedure di mobilità costituisce principio inderogabile prima di bandire un concorso pubblico) con dispendio di tempo e soldi pubblici per cui le aziende prima di fare ogni selezione chiedono il “nulla osta preventivo”, cioè chiedono di allegare alla domanda già fin dall’inizio il nulla osta dell’azienda il quale può evidentemente essere ritirato successivamente in base alle mutate esigenze aziendali. Un comma che, nei fatti, rende vano un altro comma della stessa legge (dlgs. 165/2001). Come rappresentanza degli Operatori Sanitari Campani del Sistema Sanitario Nazionale Italiano, si chiede al Parlamento europeo di farsi garante del Rispetto di un Diritto del Lavoratore Dipendente del Sistema Sanitario Nazionale ovvero quello della Mobilità Volontaria Interregionale, diritto fino ad ora NEGATOCI a causa del BLOCCO TOTALE DELLE ASSUNZIONI NELLA SANITA' CAMPANA. Chiediamo attraverso Voi Parlamentari Europei che Il Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ed il Ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan possano finalmente attuare lo sblocco TOTALE del turn-over nella Sanità in Campania. Dipende dal Governo Italiano Centrale sbloccare questo turnover e ad esso vincolate tutte le Mobilità Extra-Regionali relative sia alla Dirigenza Medica che al Comparto Sanità. Il “blocco del turn-over” in regione Campania sta creando danni irreparabili, per non parlare di mala sanità. In particolar modo viene evidenziato come per garantire i livelli minimi di assistenza le Aziende Sanitarie Campane e le Aziende Ospedaliere sono costrette a ricorrere a convenzioni interne e/o a prestazioni lavorative, le cui spese vengono, tuttavia, contabilizzate in bilancio sotto la voce di “acquisti di beni e servizi”, non risultando così come reclutamento di personale. Per non parlare degli innumerevoli straordinari che ogni collega campano eroga mensilmente per coprire i turni di lavoro. Una contraddizione, in quanto questa condizione grava naturalmente sul bilancio dell’ente pubblico e crea precariato. Inoltre, chiedo che il Parlamento Europeo si faccia promotore presso il Parlamento Italiano dell'emendamento al comma 1 dell’art. 4 della legge 11 agosto 2014, n. 114 per l'abrogazione delle parole contenute in tale legge “previo assenso dell'amministrazione di appartenenza", che nega finora al lavoratore dipendente di svincolarsi con la mobilità volontaria dal rapporto di lavoro contratto con l'Amministrazione cedente, creando gravissime ripercussioni sulla libertà dell'essere umano di decidere dove vivere e lavorare in Italia.


 

11068824_10206042376482271_2054004010_nL’iniziativa per la semplificazione delle procedure di mobilità, volto all’eliminazione dell’obbligo di assenso dell’amministrazione di appartenenza, è stata presa in considerazione della senatrice Ivana Simeoni, infermiera ex movimento 5 stelle, che voleva, appunto, rettificare il disposto del ddl 1577 abolendo il predetto obbligo. Vani sono stati gli sforzi, visto che pochi giorni fa il Senato della Repubblica ha respinto la sua proposta. Ancora una volta la politica si dimostra lontana dai problemi che affliggono i lavoratori che addirittura lavorano per lo Stato Italiano. A distanza di poco meno di un anno, la legge 114/2014 ha, nella praticità dei fatti, danneggiato solo e quasi esclusivamente la classe sanitaria mirata ad esercitare quel potere opprimente sui dipendenti pubblici in termini di mobilità tra Enti pubblici.

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