Consigli utili per gli esami d'infermieristica

di Sara Di Santo

Studiare all’Università non deve essere un obbligo, ma diventare un vero e proprio piacere, anche perché non è una scelta forzata, bensì una libera opportunità. Gli esami sono tanti e variegati, mentre il bagaglio formativo da riempire è molto più cospicuo di quello delle Superiori. Seguendo alcuni accorgimenti, tuttavia, è possibile riuscire in tutto. Scopriamo come.

Pillole di saggezza per la preparazione agli esami universitari

Imparare è sempre ribellione. Ogni brandello di nuove verità scoperte è rivoluzionario rispetto a ciò che si era creduto prima. (Margaret Lee Runbeck)

Approdare all’università significa trovarsi ad avere a che fare con una mole molto diversa di lavoro e di materiale da approfondire rispetto all’esperienza delle scuole superiori.

In principio questo potrebbe spaventare, ma con un semplice cambio di prospettiva tutto può prendere la giusta piega: studiare all’università è una scelta e non un obbligo, perciò lo studio può diventare un piacere, non solo una fatica. Se si riesce a fare questo passo mentale, l’impegno universitario sarà sicuramente meno gravoso e più soddisfacente.

Il segreto dello studio risiede nel metodo; se durante gli anni delle superiori vi siete sempre “salvati in corner” con interrogazioni e compiti in classe, all’università è necessario adottare un metodo di studio che sia perfettamente tarato su voi stessi e che vi permetta di combinare al meglio la vita accademica e quella sociale.

Come prima cosa, una volta individuata la data dell’esame da sostenere, assicuratevi di aver effettuato tutte le prenotazioni previste e di aver completato nel modo corretto le faccende burocratiche senza le quali rischiate che vi venga negata la possibilità di sostenere la prova.

Fondamentale è la fase della preparazione del materiale: libri, dispense e appunti sono gli strumenti del mestiere che dovrete imparare a reperire e gestire. Seguire le lezioni personalmente e seguirle con attenzione, prendendo appunti durante le spiegazioni, vi permetterà di fare meno fatica quando vi troverete a studiare a casa e questa è una regola sempre valida.

Talvolta può accadere che seguire le lezioni di una determinata materia o di un determinato docente sia maggiormente problematico per i motivi più disparati (la materia vi risulta più ostica, le tecniche di esposizione del docente non incontrano le vostre aspettative, l’orario si sovrappone a quello di un altro corso, ecc.); in questo caso potreste scegliere di sostenere l’esame da non frequentanti o, se è prevista la frequenza obbligatoria, potreste ottimizzare i tempi e portare con voi in aula il materiale ed iniziare a studiare prestando attenzione ai collegamenti sottolineati dal professore e agli argomenti che approfondisce in maniera più dettagliata rispetto ad altri (saranno quasi sicuramente oggetto d’esame e lo sforzo di stare in aula sarà così ripagato).

Qualunque sia il metodo che si vorrà adottare, è utile impostare una tabella di marcia che suddivida il lavoro giorno per giorno, tenendo conto del tempo a disposizione prima dell’esame e degli altri impegni personali. Sì, perché è possibile studiare, studiare con profitto, e mantenere una vita sociale attiva. È solo questione di organizzazione!

Se si organizzano le giornate di studio in modo che il carico di lavoro sia più o meno lo stesso ogni giorno o se si prevede un determinato impegno extra per una particolare data, riservarle un programma di studio ridotto e ridistribuire il carico negli altri giorni è una pratica redditizia.

Per far sì che la tabella di marcia funzioni e non si riveli solo un progetto utopistico, una mossa furba è quella di alternare argomenti semplici ed argomenti complessi, in base alle proprie attitudini (c’è chi, sui libri, rende meglio al mattino, chi al pomeriggio e chi addirittura di notte!) e organizzare il lavoro in step: dopo un tot di pagine lette, può essere utile fermarsi e fare il punto della situazione ripetendo a voce alta oppure stilando una mappa concettuale o un riassunto scritto, a seconda delle preferenze di ognuno. Ribadire ciò che è appena stato letto, comunque, è utile per evitare di vanificare l’impegno profuso fino a quel momento.

È fisiologico il bisogno di prendersi il proprio tempo; evitate di pretendere prestazioni da “intelligenza artificiale” dal vostro cervello, ricordate che “repetita iuvant” e che le pause sono sacrosante. Purché siate in grado di controllarne la durata, ovvio!

Durante la preparazione di un esame è fondamentale avere chiari i propri punti di forza e quelli dove si vacilla un po’; per individuarli il modo migliore è sempre quello di impostare delle sessioni di ripasso, con tanto di domande e risposte sugli argomenti già studiati.

Come abbiamo già accennato, ognuno ha un metodo di studio a sé più congeniale di altri; ammesso questo, è necessario anche sapere che in base al tipo di esame che si dovrà affrontare, la preparazione dovrà avere delle caratteristiche differenti.

Adattate il tipo di studio alle varie modalità d’esame

Relativamente al Corso di Laurea in Infermieristica, per esempio, potreste seguire alcuni consigli spassionati per superare gli Esami di Tirocinio:

  1. Esame di tirocinio – Primo anno;
  2. Esame di tirocinio – Secondo anno;
  3. Esame di tirocinio – Terzo anno.

In ogni caso confrontarsi con altri colleghi e studiare in piccoli gruppi può essere un’ottima tecnica per colmare alcune lacune e per sentirsi un po’ meno soli nei classici momenti di “disperazione” pre-esame; sta a voi, in base alle vostre esigenze e al vostro rendimento, prendere lo studio di gruppo come un’abitudine o come un’esperienza saltuaria. Ciò che importa è che non vi lasciate scoraggiare se vi sembra che qualcuno sia più avanti di voi nello studio; ognuno ha il suo metodo e i suoi tempi, fare paragoni non ha alcun valore predittivo e serve solo a rubarvi delle energie.

Durante le intense sessioni di studio è importante anche cercare di mantenere uno stile di vita corretto; cercate di riposare di notte e alzatevi relativamente presto al mattino (puntate la sveglia!). Impostare una regolarità nelle attività quotidiane vi aiuterà a mantenere i ritmi di studio sempre attivi. Contemplate sempre, poi, dei momenti di svago: ottime le attività sportive, che aiutano a scaricare le tensioni fisiche e mentali. Non rinunciate nemmeno a qualche uscita con gli amici, semplicemente cercate di non rientrare troppo tardi la sera. Cercate di curare anche l’alimentazione e di non abusare di caffè, nonostante sia la bevanda simbolo dello studente sotto esame.

Durante lo studio cercate di “estraniarvi” dal mondo: spegnete TV, cellulari e computer (almeno per tutto quello che riguarda i social network, fonte di facilissima distrazione!) e concentratevi solo su ciò che state facendo. Questo vi permetterà di evitare sprechi di energia facendovi recuperare del tempo da condividere con gli amici, magari faccia a faccia!

Se un giorno vi rendete conto che lo studio proprio non va, non fatevene una colpa; può capitare e spesso è un segnale che è giunto il momento di prendersi una giornata libera per ripartire più carichi il giorno seguente. Prendetevi cura di voi, perché passare giornate spettinati e in pigiama non è sempre una garanzia di successo all’esame; tanto vale mantenere sembianze umane!

Organizzate il lavoro in modo da tenervi liberi la sera prima dell’esame: continuare a sfogliare forsennatamente libri e appunti servirà solo ad accrescere l’agitazione. Chiudete tutto, distraetevi, magari guardando un bel film, passando qualche ora con gli amici o facendo un po’ di sport e andate a letto presto per essere il più riposati e performanti possibile il giorno successivo.

Ricordate, poi, che ad un esame universitario sarete considerati come adulti e come tali vi dovrete presentare; ecco allora che dovrete essere puntuali e ricordare di avere sempre con voi il documento d’identità e quello che attesti il vostro status di studenti.

Soprattutto per quanto riguarda gli esami orali, è opportuno scegliere un abbigliamento consono alla situazione, silenziare il cellulare per evitare che squilli proprio quando non dovrebbe, salutare sempre in maniera educata i professori, evitare di masticare chewing-gum durante il colloquio. Tutte piccole cose che potrebbero apparire banali, ma che in ambito accademico hanno ancora, e giustamente, il loro peso.

Da non dimenticare, in tutto questo, è di prendere le cose anche con il giusto spirito, perché, come recitano le Leggi del terrore applicato all’università:

  1. Quando ripassi gli appunti prima di un esame, ti accorgi che le parti più importanti sono illeggibili.
  2. Più studi per un esame, e meno sai che risposta vogliono.
  3. L'80% dell'esame si basava sull'unica lezione a cui non sei andato, nella quale si parlava dell'unico libro che non hai letto e, come ben noto, di fronte alle Leggi di Murphy l’uomo può fare poco.

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