Studenti Infermieri

Cos’è il programma Erasmus?

di Valentina Bormani

L’esperienza formativa all’estero rappresenta un alto momento di confronto e di formazione, basato sull’interscambio delle conoscenze e delle competenze.

studente e il mondo

Esperienza di studio all'estero

Il programma Erasmus

Oggi, anche nel campo delle professioni sanitarie, si parla di inclusione sociale, ovvero di integrazione culturale e linguistica per un settore che ormai è divenuto ampiamente globalizzato.

La globalizzazione è un processo che da tempo si sta diffondendo su larga scala in Europa e, in particolar modo, nel nostro Paese, il quale vede ogni giorno l’arrivo di migliaia fra migranti e stranieri provenienti da tutto il mondo; questo fattore, tra le altre cose, sottolinea il bisogno di un maggiore sviluppo di competenze nell’ambito dell’assistenza sanitaria.

Nel campo delle competenze medico-sanitarie, il Programma Erasmus intende creare un “ponte” tra persone provenienti da ambienti ed esperienze diverse, favorisce lo sviluppo personale di giovani infermieri, medici ed altri professionisti, contribuendo allo sviluppo di una mentalità aperta.

Il Programma Erasmus offre l’opportunità di effettuare un soggiorno all’estero per un periodo che va da un minimo di 3 fino ad un massimo di 12 mesi per ciascun ciclo di studi, presso un Istituto Partner con il quale l’Università di provenienza dello studente infermiere abbia stipulato un Accordo Interistituzionale.

In ambito infermieristico, può essere svolto in due tempi diversi e con differenti attività:

  • studi a tempo pieno, compresa la preparazione di tesi, che conducono al conseguimento di un titolo accademico ufficialmente riconosciuto (diploma o laurea);
  • periodo di tirocinio nell’ambito di un periodo di studio, a condizione che il tirocinio sia svolto sotto la supervisione dell’Istituto dove lo studente realizzerà il periodo di studio e che le due attività (studio e tirocinio) si svolgano in maniera consecutiva.

Inoltre, gli studenti regolarmente iscritti a tempo pieno ad un corso di Laurea (I ciclo), Laurea Magistrale (II ciclo) o Dottorato di Ricerca (III ciclo), possono svolgere una mobilità Erasmus (“European Region Action Scheme for the Mobility of University Students”) per un massimo di 12 mesi per ciascun ciclo di studio, avvalendosi, sul piano economico, di borse di studio che variano da 250 a 650 euro al mese.

L’esperienza estera è importante per mettersi in relazione con i Sistemi Sanitari di altri paesi e conoscere i diversi apporti assistenziali

Il programma coinvolge circa il 90% delle università europee in 31 paesi, con iniziative di mobilità studentesca e didattica. Fino ad oggi oltre 3 milioni di studenti hanno beneficiato delle borse di studio Erasmus, che hanno permesso a molti giovani di viaggiare in Paesi quali, ad esempio: Spagna, Francia, Belgio, Inghilterra, Finlandia, Norvegia.

La Spagna è tra i Paesi che mette a disposizione più progetti di integrazione sociale a livello infermieristico, promuovendo l’emancipazione linguistica e formativa tra studenti provenienti da molte città Europee. La maggior parte delle università italiane, per gli studenti laureandi al I ciclo (laurea di I livello), interagisce con università spagnole per l’attuazione di programmi Erasmus; tra queste ricordiamo l'Universidad de Oviedo, Santiago De Compostela e Valencia.

Testimonianza Erasmus

Genesio Puzio

Ma in che modo questo programma aiuta un infermiere o il futuro infermiere a perseguire i suoi obiettivi? Genesio Puzio, infermiere presso l’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma laureatosi all’Università di Napoli Federico II nel 2015, ha cercato di chiarire qualche punto rispondendo ad alcune domande in merito al programma Erasmus da lui stesso effettuato presso Hospital Universitario Central de Asturias.   

Come mai hai scelto di diventare infermiere?

La scelta d’intraprendere questo percorso di studi è stata forse troppo poco ponderata, non avevo ben chiare le idee di cosa mi aspettasse. Ciò che però mi ha motivato indirizzandomi verso questo lavoro è stato il desiderio di poter sfruttare le conoscenze acquisite per aiutare qualcuno e la professione infermieristica mi sembrava molto vicina a questo prototipo. Oggi, a qualche anno da quella scelta, posso dire di aver trovato altri mille motivi per ripeterla. 

Cos’è realmente il programma Erasmus?

Il programma Erasmus è un programma di mobiltà per gli studenti, che consente di avviare un percorso di studi o di tirocinio in un'altra nazione dell'Unione Europea per un periodo che varia tra i 3 e i 12 mesi. Niente di meglio per uno studente che cerca confronto con realtà lontane, per chi è curioso di conoscere e vivere un sistema universitario diverso dal proprio, di imparare una nuova lingua, per chi ha voglia di conoscere tante persone, ognuna di una “bandiera” diversa e soprattutto per chi decide di mettere alla prova sé stesso, diventando cittadino di un'altra nazione e scoprendo giorno per giorno gli ostacoli da affrontare, ma anche gli innumerevoli aspetti positivi che essa può offrire.  

La tua università ti ha posto molte variabili di scelta come meta Erasmus?  

L'unica meta possibile per infermieristica alla Federico II, ai miei tempi, era la Spagna con la possibilità di decidere tra Oviedo e Santiago de Compostela   

I finanziamenti europei messi a disposizione dal progetto Erasmus ti hanno permesso dal punto di vista economico di affrontare le spese di viaggio, vitto e alloggio?  

Purtroppo con i soli fondi europei sarebbe utopistico pensare di affrontare tutte le spese. Al massimo sarebbe stato possibile sostenere le spese dell'affitto, anche se in alcuni posti è previsto l'alloggio gratuito in camere del campus universitario ospitante.  

Come hai trovato il Sistema Sanitario Spagnolo? È migliore di quello italiano?

Forse un Erasmus non è sufficiente per conoscere fino in fondo i punti di forza e i deficit di un sistema sanitario e confrontarlo con la realtà italiana; posso però parlare della realtà che ho vissuto, nell'ospedale dove ho praticato il tirocinio, ovvero quella dell'HUCA (Hospital Universitario Central de Asturias). Entrare in quell'ospedale mi dava l'impressione di un viaggio nel futuro, circondato da tecnologie avanzate e device di ultima generazione, in una struttura spettacolare.

Il personale infermieristico è decisamente più autonomo rispetto a quel che accade in Italia, perché lontano dall'ostruzionismo di qualche medico e dall'ombra di un mansionario che ancora oggi, dopo 17 anni dall'abrogazione, riesce comunque ad influire sui processi assistenziali degli infermieri italiani. Tutto l'aspetto delle cure di base era gestito solo dal personale ausiliario, super competente e pronto a saper ben gestire anche le situazioni d'emergenza.   

Dal punto di vista formativo hai trovato che l’università ti abbia dato maggiori nozioni professionali?

Anche dal punto di vista formativo la Spagna è stata una rivelazione. Le lezioni erano divise in teoria, pratica d'aula e tutorial di gruppo in cui ogni volta venivano presentati casi clinici risolti con brainstorming nei quali eravamo coinvolti anche noi studenti erasmus. Erano molto spesso assegnati lavori di gruppo presentati con power point, cosa che permetteva l'integrazione e la collaborazione tra colleghi: un'ottima occasione di scambio e di apprendimento della lingua per gli studenti stranieri. La pratica d'aula mi è stata molto utile per apprendere ed esercitare sui manichini la procedura dell'intubazione orotracheale nell' adulto e nel bambino, che pur non essendo una manovra di competenza infermieristica potrebbe tornare utile nell'ambito dell'emergenza/urgenza, quando alcuni "confini" della nostra professione, forse, potrebbero essere valicati per la salvaguardia del paziente.  

In Spagna, in ambito assistenziale, c’è maggiore sbocco lavorativo?

Sono andato in Spagna da studente e non ho sondato il terreno da possibile lavoratore emigrante, ma sentivo molti dei miei colleghi del posto che programmavano partenze per cercare lavoro in Regno Unito e Germania; da ciò è facile dedurre che anche lì la situazione occupazionale per gli infermieri non sia esattamente tra le migliori d’Europa. 

Cosa vuoi dire ai futuri infermieri che non hanno ancora intrapreso il programma Erasmus e che forse vorrebbero? È da fare?  

Credo che tutti gli studenti di infermieristica dovrebbero, almeno per un semestre, partire per questa meravigliosa esperienza; occasioni del genere capitano poche volte nella vita e non bisogna lasciarsele scappare.

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