Operatori Socio Sanitari

L’Operatore Socio Sanitario Specializzato (OSSS)

di Alessandro Cataldo

L’Operatore Socio Sanitario Specializzato dovrebbe essere quel tecnico esperto di assistenza di base che è dotato di formazione e funzioni complementari. Il suo utilizzo agevolerà lo sviluppo di iniziative atte a prevenire, educare e assistere l’utente ospedalizzato o domiciliarizzato.

Oss e paziente

Una ipotetica OSSS assiste la sua paziente e si occupa anche dei suoi disagi affettivi e sensoriali.

L’avvento dell’OSSS, che è ad oggi una figura ancora in divenire, non deve essere visto in negativo dagli Infermieri, poiché in essa troverebbero il supporto di una figura assistenziale maggiormente preparata.

La funzione complementare dell'OSS Specializzato

Per permettere un’efficace gestione dell’assistenza, secondo una logica orientata al miglioramento continuo della qualità delle prestazioni erogate ai pazienti, occorre creare un lavoro d’équipe finalizzato ad un’efficace interazione e integrazione delle diverse professionalità coinvolte.

La presenza della figura dell’Operatore Socio Sanitario Specializzato (OSSS), ovvero l’OSS con formazione complementare, migliorerà notevolmente la qualità del lavoro e delle attività svolte dall’équipe assistenziale grazie alle sue competenze integrative.

L’utilizzo dell’OSSS favorirà lo sviluppo di attività rivolte alla prevenzione, all’educazione sanitaria e all’assistenza extraospedaliera; sarà più efficace la gestione delle richieste di soddisfazione dei bisogni sempre più complessi, attraverso un approccio multi professionale che vede l'integrazione in particolare del ruolo chiave svolto dall’OSSS.

Nella Conferenza Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, l'Operatore Socio Sanitario Specializzato è stato definito come una nuova figura professionale che trova sintesi nei distinti profili professionali degli operatori dell’area sociale e di quella sanitaria e risponde in modo più adeguato all’evoluzione dei servizi alla persona, intesa nella globalità dei suoi bisogni.

La struttura dei sistemi sanitari e sociali che si sta delineando e la comparsa di nuove complessità sanitarie e di nuove problematiche dei cittadini, ha innescato l’esigenza di formare degli Operatori Socio Sanitari Specializzati, con conoscenze e competenze più approfondite, affinché siano in possesso di strumenti per migliorare la relazione d'aiuto con l'utente e siano in grado di lavorare per compiti ed obiettivi, interagendo con professionalità diverse in modo integrato.

L’OSSS sostituisce le precedenti figure professionali che si occupavano d'assistenza, sia nell’area sanitaria (OTA), che nell'area sociale (ASA, OSA, ADEST ecc.), integrando funzioni, compiti e competenze delle due aree, in un unico contesto professionale.

Il suo compito è quello di svolgere attività che aiutino le persone a soddisfare i bisogni di base, finalizzate al recupero, al mantenimento e allo sviluppo del livello di benessere, promuovendone l'autonomia e l'autodeterminazione.

L'Operatore Socio Sanitario con formazione complementare (OSSS) in assistenza sanitaria, oltre a svolgere e assorbire tutte le attività del’Operatore Socio Sanitario, coadiuva l’infermiere in tutte le attività assistenziali in base all’organizzazione in cui opera e conformemente alle indicazioni che gli vengono impartire dal personale infermieristico stesso.

Cosa fa l'OSSs, le principali attività

L’Operatore Socio Sanitario con formazione complementare si occupa di:

  • somministrazione, per via naturale, della terapia prescritta, conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione;
  • terapia intramuscolare e sottocutanea su specifica pianificazione infermieristica, conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione;
  • bagni terapeutici, impacchi medicali e frizioni;
  • rilevazione e annotazione di alcuni parametri vitali (frequenza cardiaca, frequenza respiratoria e temperatura) del paziente;
  • raccolta di escrezioni e secrezioni a scopo diagnostico;
  • medicazioni semplici e bendaggi;
  • clisteri;
  • mobilizzazione dei pazienti non autosufficienti per la prevenzione di decubiti e alterazioni cutanee;
  • respirazione artificiale, massaggio cardiaco esterno;
  • cura, lavaggio e preparazione del materiale per la sterilizzazione;
  • mantenimento dell’igiene della persona;
  • pulizia, disinfezione e sterilizzazione delle apparecchiature, delle attrezzature sanitarie e dei dispositivi medici;
  • raccolta e stoccaggio dei rifiuti differenziati;
  • trasporto del materiale biologico ai fini diagnostici;
  • somministrazione dei pasti e delle diete;
  • sorveglianza delle fleboclisi, conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione.

Dall’analisi del documento si evidenzia che l’Operatore Socio Sanitario Specializzato conserva tutte le funzioni di base previste dall’accordo del 22 febbraio 2001, l’elenco diventa perciò aggiuntivo e non sostitutivo del precedente.

Pertanto la formazione post-base dell’Operatore Socio Sanitario, che permette allo stesso di aumentare il suo bagaglio di conoscenze e competenze, prevede un modulo formativo di 300 ore di cui circa la metà è destinato all’apprendimento in tirocinio con compiti e funzioni sanitarie.

Nello specifico

Con la denominazione “OSSS” (Operatore Socio Sanitario Specializzato o complementare), si realizza una figura di supporto che ha raggiunto le competenze per somministrare, per via naturale, la terapia prescritta e l'esecuzione della terapia intramuscolare e sottocutanea su pianificazione infermieristica.

Occorre precisare che l’infermiere dovrà gestire in modo inequivocabile e puntuale i diversi ambiti relativi all’organizzazione, all’emanazione delle direttive da fornire e alla supervisione dell’operato dell’OSSS, più che mai in questo caso, vista la responsabilità e le conseguenze relative alla somministrazione dei farmaci al paziente, nonché alla pratica di manovre invasive come l’effettuazione di un clistere evacuativo.

Non si tratta di un nuovo profilo, ma di una specializzazione in area sanitaria dell’OSS

Per meglio ribadire le caratteristiche dell’Operatore Socio Sanitario con formazione complementare possiamo in sintesi dire che l’OSSS:

  • è una figura di supporto all’assistenza sanitaria e sociale e in particolare supporta l’assistenza infermieristica e ostetrica;
  • ha una sua autonomia nelle attività di base, pur dovendo seguire gli indirizzi e la pianificazione infermieristica;
  • opera con livelli di autonomia ridotti ed è fortemente vincolato all’organizzazione del lavoro, alle direttive ricevute e alla supervisione infermieristica ed ostetrica;
  • non agisce per delega di funzioni, ma ha compiti di esecuzione di prestazioni che gli vengono attribuiti direttamente dal profilo che lo ha istituito e pianificate dall’infermiere;
  • risponde per la non corretta esecuzione delle prestazioni a lui affidate.

L’OSS specializzato nasce dall’esigenza di far fronte alle crescenti necessità di assistenza sanitaria nelle strutture sanitarie e socio–sanitarie, pubbliche e private.

L’attuale situazione di carenza di infermieri ha favorito la nascita, nei Legislatori nazionali e regionali, dell’idea di creare figure di supporto all’assistenza con particolare riferimento all’assistenza infermieristica, per impiegare al meglio le competenze specialistiche della compagine infermieristica stessa e poter così corrispondere a quelle che sono le nuove esigenze della sanità italiana, muovendosi verso una necessaria revisione degli attuali modelli organizzativi.

Mettendo in discussione la staticità degli attuali modelli organizzativi, che solitamente hanno ancora un’impostazione per compiti, occorre l’implementazione di nuove modalità operative per permettere il progressivo sviluppo della figura dell’OSSS nell’assistenza sanitaria, recuperando una centralità nella cura della persona assistita.

Il percorso formativo dell’OSSS è di competenza delle Regioni

Le Regioni, annualmente, definiscono l'attivazione dei "moduli di formazione complementare in assistenza sanitaria", sulla base del fabbisogno rilevato nei servizi e strutture socio-assistenziali del loro territorio.

I moduli di formazione sono gestiti da istituzioni titolari di servizi sanitari e/o socio-assistenziali (Aziende Sanitarie, Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (IPAB), Case di cura private, ecc.).

Il rapporto Infermiere–OSSS vede l’affidamento di attività da parte del primo nei confronti del secondo, secondo la valutazione del livello di competenza che l’OSSS in concreto dimostra di avere.

I programmi di formazione

Occorre fare un’ulteriore riflessione analizzando i programmi di formazione dell’OSSS, poiché l’apprendimento è caratterizzato da una forte valenza tecnica, tesa a sviluppare mere conoscenze tecniche (l’esecuzione della terapia farmacologia attraverso le varie vie di somministrazione, l’esecuzione di clisteri, ecc.).

In particolare si evidenziano delle carenze nel programma:

  • inesistente formazione inerente la conoscenza delle patologie a supporto della somministrazione dei farmaci;
  • scarsa importanza data alla relazione con il paziente.

Per un operatore che si occupa di somministrare la terapia non è possibile prescindere dalle conoscenze esaustive sulla patologia, poiché la somministrazione prevede anche la conoscenza di ciò che avviene in un particolare organo a causa del farmaco. In questo modo l’OSSS si delinea come una figura molto tecnica, fattore che va ad escludere tutti gli altri aspetti fondamentali per una presa in carico globale della persona.

Uno sguardo all’Europa e oltre

L’OSSS è presente anche in altre Nazioni Europee e del Nord America. In Francia, Belgio, Svizzera sono chiamati “Aide soignant” e “Auxilière de puericulture”, mentre in USA e in Canada “Paramedical”.

Sono tutte figure diverse, ma accomunate da una formazione della durata di circa 12 mesi (1300- 1600 ore), con insegnamento pratico e teorico, orientata ad acquisire capacità nel rispondere ai bisogni di salute nella continuità di vita delle persone.

In questi altri Paesi la figura del nostro OSSS viene anche impiegata nel soccorso avanzato (911) equivalente al nostro 118. Nelle ambulanze, infatti, non ci sono infermieri, ma tecnici dell’emergenza e paramedical adeguatamente addestrati.

In Norvegia la formazione degli OSS viene affidata ai licei ad indirizzo socio sanitario. Questo percorso ha una durata triennale, indirizzato principalmente verso l’assistenza dei pazienti con patologie croniche; durante il lavoro presso il servizio sanitario, oltre ad essere subordinati all’infermiere, hanno la possibilità di lavorare anche in modo indipendente.

Al termine del corso triennale, gli OSS possono proseguire gli studi con un anno aggiuntivo in uno dei settori che più trovano interessante. In Norvegia gli OSS sono circa 70.000 mentre in Italia si stima che ne siano attivi oltre 170.000.

Commenti (1)

lety2

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2 commenti

OSSS

#1

"Sarei" un OSS a formazione complementare, e dico sarei perché nonostante tante aspettative questa figura è ancora in stato letargico. Corretto l'articolo, ben scritto ma devo contestare la parte riguardante la scarsità della formazione post base. Vero è che negli altri Paesi la formazione è diversa per diventare OSS ma è diversa anche per diventare infermieri; vero è che molti OSS che si formano al di fuori dei corsi USL hanno una preparazione disomogenea e forse anche discutibile; ma non è vero che nella formazione post base ci siano carenze sullo studio delle patologie per le quali si somministrano i farmaci e gli effetti di questi sugli organi e sulla poca importanza che viene data alla "relazione" anche qui avrei da dire. Purtroppo, i programmi dei corsi possono variare da USL a USL, da regione a regione... ed in questo pasticcio formativo ci può stare un OSS o un OSSS formato meglio o peggio.
È vero, gli infermieri ci vedono come "tecnici" perché così viene loro insegnato: poi, quando lavorano a stretto contatto con noi, si ricredono spesso perché scoprono che si studia... e come se si studia.
Lo sguardo all'estero (che tra l'altro gira sul web da tempo!) fa soltanto ancora di più capire che qui da noi è tempo che Infermieri e OSS lavorino insieme per un uguale intento, su piani diversi, certo, ma con pari dignità lavorativa, è ora che si cominci a rivedere i piani di studio, le specializzazioni post base anche per gli OSS e che INSIEME si inizi un nuovo processo di cambiamento. Se il cambiamento procede di pari passo entrambi ne beneficeremo ma se l'uno vede nell'altro un nemico, un mero tecnico, un "lava****" come molti infermieri ci chiamano... perderemo tutti.
Letizia Luzzi