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Infermieristica, Mastrillo: lo stipendio scoraggia i ragazzi

di Monica Vaccaretti

Se devo fare tre anni di Infermieristica per uno stipendio di 1500 euro, no grazie. Vado piuttosto a fare l'idraulico: ne prendo 2mila e non studio tre anni. Così Angelo Mastrillo, segretario della Conferenza Nazionale Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie, indagando sulle ragioni del crollo di attrattività della professione infermieristica tra i giovani, a margine del suo intervento nel corso del convegno “Professioni sanitarie: tempo di progettazione” a cura di Opi Pordenone.

Studiare per lo stipendio da infermiere? Meglio fare l'idraulico

Io non credo che i ragazzi non abbiano piacere di fare l'infermiere, però si informano e l'aspetto economico è importante, non è secondario, spiega Mastrillo ritenendo che la motivazione dello scarso appeal del Cdl in Infermieristica sia purtroppo di carattere meramente economico.

Seppur banale, è la realtà nuda e cruda, continua esprimendo preoccupazione sulla disparità tra la domanda e l'offerta nel mercato del lavoro.

Illustrando i dati ben consolidati relativi alle immatricolazioni ad Infermieristica, spiega che l'offerta formativa è significativamente cresciuta rispetto a qualche anno fa.

Lo scorso anno abbiamo avuto finalmente 20mila posti messi a bando. Le università hanno fatto uno sforzo importante per aumentare l'offerta considerando che il sistema ha bisogno di un certo numero di professionisti infermieri – spiega -. Si deve necessariamente agire sull'aumento dell'offerta se si considera che purtroppo su 100 studenti che si iscrivono soltanto 75 arrivano alla meta. Pertanto, tale offerta deve aumentare del 25%; questa percentuale rappresenta la quota di studenti che si perde nel triennio, specialmente nel primo e nel secondo anno.

Secondo Mastrillo ci sono due possibilità per fronteggiare la situazione contingente: O si aumenta l'offerta formativa mettendo a bando 25mila posti se ne servono 20mila, oppure si deve migliorare il sistema formativo nonché il sistema di reclutamento evitando di perdere gli studenti nel passaggio dal primo al secondo anno.

Fa sapere che è già in atto un dibattito accademico su come orientare efficacemente gli studenti in maniera tale che chi opta per un corso vada davvero lì per continuare gli studi in quella disciplina e non sia invece una seconda scelta, da cambiare alla prima occasione disponibile. Perdiamo gli studenti di Infermieristica proprio nella seconda scelta. Succede infatti che uno si iscrive ad infermieristica ma poi l'anno successivo passa ad un’altra professione sanitaria.

Sulla Laurea Magistrale, che ora è ad indirizzo Management didattico-organizzativo, i numeri che abbiano acquisito di laureati sono più che sufficienti per soddisfare il mercato del lavoro, chiarisce sottolineando che tale laurea è titolo necessario per accedere al ruolo di docenza anche non universitaria. Abbiamo a disposizione un numero elevato di professionisti infermieri che possono esercitare come docente.

Sento dire, e trovo corretto questo ragionamento, che la magistrale avrebbe esaurito pertanto il suo compito, conclude suggerendo che il management didattico organizzativo potrebbe restare ma andrebbe affiancato alla laurea magistrale disciplinare.

Spiega che esistono già sei-sette indirizzi individuati, coma la magistrale dell'infermiere di famiglia che è stata istituita all'Università di Trento, la prima a partire. Anche se è un sistema ancora da costruire, penso sia questo il modello da portare avanti. Si tratta delle ex specializzazioni che vengono conseguite con la laurea magistrale di tipo disciplinare.

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Commenti (1)

MaxGen76

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42 commenti

Ha ragione!

#1

Bisogna avere il coraggio di far capire alla popolazione alla politica ai sindacati e soprattutto a noi infermieri (che la pensiamo ognuno a modo suo, con varie fantasie imbarazzanti che non voglio citare!) che il nostro ruolo è fondamentale! Esiste un detto che afferma “tutti sono utili, ma nessuno è indispensabile!” Beh, vale per tutti tranne per l’infermiere! Perché? Semplice! Si fermerebbe tutto il SSN senza l’infermiere! Provate ad immaginare al triage, in sala operatoria, nei vari reparti! Cosa accadrebbe? Non sarebbe garantito l’ingresso al nosocomio (tramite PS!), non sarebbero garantiti servizi come l’assistenza, gli interventi, la cura, la terapia, le medicazioni, i prelievi e tutte le molteplici mansioni che ci riguardano per legge! (Per questo veniamo precettati, guarda caso!). Perché questo non viene detto e sottolineato dagli enti sussidiari (non più ausiliari) dello Stato? Basterebbe semplicemente dire ciò per puntare i riflettori sugli infermieri valorizzandone la categoria! Invece di parlare con parole vuote circostanziali e così sprecare quelle poche opportunità che si hanno, abbiate il coraggio per dirle queste cose! Per tutti gli altri non è così! Senza sminuire nessuno, ma se ad un amministrativo gli cade una penna il venerdì alle 14:00 la raccoglie il lunedì seguente…noi lavoriamo tutti i giorni su turni notti, sabati domeniche e festivi inclusi!!! Ma chi verrebbe a lavorare in queste condizioni per 1500€ al mese! Potenzialmente QUADRI (in quanto responsabili del lavoro affidato qualora lo ritenessimo opportuno/necessario, al personale subalterno! Provate a vedere quanto percepiscono!) ma trattati alla stregua degli operai o impiegati (con tutto rispetto per tutti), che non hanno potere decisionale o autonomia lavorativa o responsabilità civile e penale! È ora di sottolineare tali peculiarità sancite da 30 anni!!!! 739 del 1994; 42 del 1999; 251 del 2000; Conferenza Stato Regioni del 2001!!!! Applichiamole dappertutto senza se e senza ma!!!!!