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aggressioni

Lodi, infermieri aggrediti da trapper ubriaco

di Massimo Canorro

Soccorso da un’ambulanza fuori da un locale di Crema, un aspirante trapper 19enne, ubriaco, ha minacciato e aggredito gli infermieri del Pronto soccorso di Lodi. Morsi, calci e sputi contro gli operatori che intendevano curarlo. Il giovane è stato denunciato dai carabinieri per oltraggio a pubblico ufficiale, resistenza e lesioni. Dalla Lombardia alla Campania, dove al Pronto soccorso del Cto di Napoli un infermiere è stato malmenato da un 33enne che ha dato in escandescenze mentre aspettava di essere visitato. E ancora, in Puglia, presso il “Santissima Annunziata” di Taranto, un infermiere è stato prima insultato e poi minacciato dal famigliare di una paziente.

Pronto soccorso di Lodi: ennesimo episodio di violenza verso sanitari

A Lodi, un giovane trapper aggredisce il personale sanitario per non farsi curare

Chissà se un giorno diventerà un artista affermato o finirà nel dimenticatoio. Fatto sta che quanto ha combinato al Pronto soccorso dell’ospedale di Lodi è una macchia che difficilmente potrà cancellare. Perché più che far del male con le rime scritte lo ha fatto con i piedi e la bocca. Protagonista dell’assurda vicenda è un 19enne aspirante trapper che, in evidente stato confusionale provocato dall’abuso di sostanze alcoliche, è stato soccorso da un’ambulanza (chiamata dagli amici) all’esterno di un locale di Crema. Una volta giunto in ospedale, però, la futura “star” della trap – genere musicale in voga tra i giovanissimi – ha cominciato a dare in escandescenze. Non intendeva in alcun modo farsi curare e ha minacciato nonché aggredito il personale sanitario presente nel Pronto soccorso.

A quel punto sono arrivati i carabinieri di Lodi che, non senza difficoltà, considerata la rabbia del ragazzo, hanno cercato di ristabilire l’ordine. Ma il 19enne, residente in città, ha iniziato a mordere i militari, reagendo anche con calci e inveendo contro di loro. Una situazione rischiosa, che ha indotto i medici a dover sedare il giovane per riuscire a curarlo. Dopo qualche ora di terapia, il trapper ha abbandonato i locali del Pronto soccorso, ma è stato fermato dalle forze dell’ordine e denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale, resistenza e lesioni.

Dunque, l’ennesimo episodio di violenza nei confronti dei sanitari. Sempre in Lombardia, a fine gennaio, un 53enne ricoverato al Policlinico di Milano per Covid aveva colpito a testate un operatore di 47 anni, ma casi del genere si sono registrati anche all’ospedale San Camillo di Roma e al “Pellegrini” di Napoli, solo per citarne alcuni. Sempre nel capoluogo campano, alcune ore fa è stato indispensabile l’intervento dei carabinieri della stazione di Capodimonte al Pronto soccorso del Cto, dove un 33enne è andato su tutte le furie mentre aspettava di ricevere le cure. L’uomo ha inveito contro la dottoressa medico di turno e, nel momento in cui un infermiere e una guardia giurata sono intervenuti per calmarlo, li ha aggrediti per poi allontanarsi (una volta che sarà fermato, nei suoi confronti scatterà la denuncia per lesioni e interruzione di pubblico servizio). Il professionista sanitario ha riportato, come da referto, un trauma cranico lieve non commotivo, l’infrazione corticale base della falange del 4° dito. Per lui la prognosi è di 30 giorni. Fino a scendere in Puglia, dove al Pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto il famigliare di una paziente ha aggredito con grida, parolacce, offese personali e pesanti minacce un infermiere, colpevole solo di lavorare in un sistema sanitario che non lo tutela a sufficienza. Parole di Giuseppe Lacorte, segretario aggiunto della Funzione Pubblica della Cisl Taranto-Brindisi.

Aggiungendo: Noi vogliamo che gli operatori sanitari non diventino un bersaglio e sollecitiamo la Asl a costituirsi parte civile ogni volta che si verificano episodi di violenza. Nel caso specifico, soltanto l’intervento di una guardia giurata ha permesso di fermare la violenta aggressione verbale, ma l’infermiere ha dovuto ricorrere alle cure dello stesso Pronto soccorso. L’operatore ha ricevuto una prognosi di tre giorni per crisi ipertensiva reattiva, tachicardia e terapia ansiolitica a corredo. È inammissibile che, dopo appelli, denunce, richieste di incontri con il Prefetto e comunicati, siamo ancora alle solite, chiosa Lacorte. Un supporto importante, per la tutela dei sanitari contro le aggressioni, arriva con il Decreto – pubblicato in Gazzetta Ufficiale a firma del Ministro della Salute, Roberto Speranza – che istituisce l’Osservatorio Nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. Un tassello basilare per il contrasto alla violenza sugli operatori di cui gli infermieri sono le prime vittime: l’89% ha subito violenze fisiche e/o verbali nella sua attività quotidiana, spiega Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi.

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