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Nursing Up: in piazza contro l'indifferenza delle istituzioni

di Redazione

È cominciato un mese di giugno che si annuncia decisamente rovente dal punto di vista delle legittime prese di posizione degli infermieri italiani nei confronti di un Governo che ha dimostrato più volte di aver voltato alle spalle a quella categoria di lavoratori che non si sono mai risparmiati nella lotta contro la pandemia. Lo aveva anticipato in una nota il sindacato Nursing Up e così è stato: nella mattinata di giovedì 4 giugno gli infermieri sono scesi in piazza a Roma, Rimini e Savona.

Infermieri in piazza chiedono rispetto e riconoscimenti

Protesta del sindacato infermieri Nursing Up

Hanno sfidato la pioggia e un “nemico invisibile” ancor più potente contro cui lottare. Forse ancor più difficile da affrontare di qualunque pandemia: l’indifferenza delle istituzioni - scrive il sindacato - Il totale disinteresse da parte della classe politica italiana che li ha dimenticati e messi da parte.

Nel primo giorno degli annunciati flash-mob, gli infermieri delle regioni italiane più colpite dal Covid 19 hanno voluto “raccontare” ai cittadini, mettendoci la faccia e il cuore, il dolore delle battaglie nelle corsie, quelle combattute prima e dopo il Covid-19. Quei segni che restano impressi e indelebili sulla loro pelle. Quelli che non si vedono, che sono nascosti sotto un camice, ma che tutti devono sapere che esistono e che nessuno deve più osare ignorare.

Gli acclamati eroi sono qui - dichiata il Presidente del sindacato Nursing Up Antonio De Palma, hanno richiesto espressamente di manifestare pacificamente, a partire dalle regioni più colpite dall’emergenza sanitaria. E noi come sindacato siamo al loro fianco, come sempre non li lasciamo soli, precisa il leader del Nursing Up.

Questo è solo l’inizio: da domani 5 giugno fino al giorno 9, gli infermieri delle regioni più colpite dal Covid 19 continueranno a scendere in strada in molte altre città. Perché siamo stanchi, ma soprattutto amareggiati e feriti dentro. Perché non possiamo e non vogliamo più aspettare che qualcuno si ricordi di noi. Perché dobbiamo e vogliamo comunicare il nostro malcontento, raccontando ai cittadini, i diretti interessati delle nostre battaglie per la salute, tutto quello che sta succedendo e soprattutto cosa chiediamo legittimamente. Logorati e afflitti, chiosa De Palma, ma ancora più tenaci.

Nursing Up, Sindacato degli Infermieri italiani, ha riassunto in dieci punti le istanze della categoria. Oggi, fino al 9 giugno, attraverso i flash-mob, il personale sanitario delle regioni più colpite racconta all’Italia le sue richieste. Lo fa davanti alle prefetture, che rappresentano il Governo, davanti ai palazzi regionali, a tu per tu con la gente comune, “urlando pacificamente” il proprio dissenso davanti ai palazzi “del potere”.

Combatteremo finché avremo forza e fiato - sbotta De Palma - lo faremo perchè chiedendo di migliorare le nostre realtà contrattuali e lavorative chiediamo di riformare un sistema contrattuale lacunoso che ci ha ingabbiati, che non ci permettere di esprimere la nostra professionalità. I cittadini comprenderanno, che nella nostra legittima richiesta di revisione dell’organizzazione e del sistema delle valorizzazioni rientra non solo il nostro bene e interesse ma anche il loro.

In un ospedale - continua De Palma - il medico individua e cura la malattia, ma l’infermiere si prende cura del paziente durante il percorso di cura. Due personalità distinte, seppur componenti della stessa straordinaria squadra, con differenti professionalità. È uno dei temi chiave delle nostre richieste degli ultimi due anni e che abbiamo riassunto in 10 passaggi fondamentali. La stragrande maggioranza degli stessi è stata armonizzata con i punti enunciati anche dalla Federazione degli Ordini Infermieristici (FNOPI) in occasione di una loro lettera ufficiale al Governo. Non solo parole, non solo cartelloni sotto la pioggia: nulla di tutto questo sia inutile. I cittadini, la stampa, stiano dalla nostra parte, adesso. Per percorrere insieme la lunga e tortuosa strada del cambiamento, conclude De Palma.

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