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Sciopero Infermieri

Sciopero infermieri, Nursind: ci tolgono il sangue

di Massimo Canorro

Migliaia di infermieri hanno manifestato oggi nelle principali città italiane – da Roma a Milano, da Torino a Firenze a Napoli – per lo sciopero nazionale indetto dal Nursind. L’astensione dal lavoro contro condizioni occupazionali inaccettabili e per stipendi dignitosi è iniziata alle 7 di stamani e durerà 24 ore. Nella capitale una delegazione del sindacato è stata ricevuta dal Ministero della Funzione Pubblica per sottoporre le richieste e le istanze che hanno indotto ad incrociare le braccia. Il grido d’allarme è unanime: Non ce la facciamo più.

Le ragioni della protesta

Mentre a Roma alcune centinaia di infermieri si sono ritrovati nell’area pedonale vicino Largo di Torre Argentina – a pochi metri dalla sede del Dipartimento della funzione pubblica – a Milano l’appuntamento è stato davanti al Pirellone. Ma manifestazioni e sit-in si sono svolti lungo tutto lo stivale, da nord a sud, in ogni capoluogo di regione. Con un obiettivo comune: incrociare le braccia per 24 ore contro le mancate scelte del Governo. Lo sciopero nazionale è stato proclamato dal NurSind per la mancata erogazione dell’indennità di specificità in manovra, una professione usurante, ma non riconosciuta come tale, una carenza di organico che costringe la categoria a fare i salti mortali, tra turni doppi, riposi saltati e ferie non godute. Di più. Sul sito del sindacato campeggia un manifesto con i 7 motivi alla base di questa iniziativa, non condivisa da tutti gli addetti ai lavori (il segretario generale Fials, Giuseppe Carbone, la ritiene del tutto inutile se non condivisa).

Eccoli, di seguito:

  1. Non c’è nessun segnale di vicinanza dalle istituzioni
  2. Le nostre condizioni di lavoro sono inaccettabili
  3. Per il riconoscimento delle nostre competenze
  4. Il peso della responsabilità è sempre più forte
  5. La nostra professione è sempre più svalutata
  6. Per un rapporto infermieri/pazienti adeguato
  7. Il nostro stipendio è tra i più bassi d’Europa

A maggior ragione considerato il momento attuale, il NurSind ha inteso precisare di non aver voluto creare disagio ai cittadini più di quello che già stanno vivendo. Quindi era stato precisato: Chi di noi può si ferma e sciopera, gli altri garantiranno i servizi essenziali, come sempre abbiamo fatto. Confidiamo che tutti coloro che hanno apprezzato il nostro coraggio e il nostro lavoro durante la prima ondata pandemica possano condividere le ragioni della nostra protesta. Nel corso della mattinata si sono visti slogan – riportati sui cartelli esposti durante i sit-in e presidi in corso – del tipo siamo infermieri, non prigionieri o non eroi ma professionisti. La misura è colma, appunto, e a conclusione della manifestazione una delegazione del NurSind, composta dal segretario nazionale Andrea Bottega e dal segretario romano Stefano Barone, è stata ricevuta dal Ministero della Funzione Pubblica per sottoporre le richieste e le istanze che hanno indotto allo sciopero nazionale di 24 ore (prosegue invece fino alle 7 di domattina l’astensione dal lavoro).

Le proposte avanzate a livello nazionale

Citate le ragioni della protesta messa in campo dal NurSind, vanno segnalate alcune tra le proposte che sono state avanzate a livello nazionale: dall’incremento dei posti di infermieri e ostetriche docenti nelle università al fine di formare più infermieri al riconoscimento di un’area di contrattazione autonoma in corrispondenza dell’Area sanitaria della dirigenza e del carattere usurante della professione infermieristica (su quest’ultimo aspetto si è espresso con forza il presidente nazionale del Nursing Up, Antonio De Palma, invitando il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ad intervenire inserendo le attività infermieristiche, rischiose e sfibranti tra quelle usuranti).

Oggi anche la politica, come nel caso di Silvia Piccinini, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, è scesa in piazza accanto agli infermieri. L’ho fatto per ascoltare le loro richieste – spiega –, e a questi “angeli” o “eroi”, come li hanno chiamati sono stati richiesti sacrifici fuori dal comune e grandi prove di responsabilità per far fronte alle necessità imposte dalla pandemia. Oggi, però, gli infermieri sono stanchi di questa retorica. Convinta della necessità di dare risposte concrete, Piccinini ritiene necessario, ad esempio, sbloccare ed erogare quanto prima i 35 milioni per gli infermieri e 100 milioni per gli Oss previsti dal governo Conte e procedere con il riconoscimento della loro professione come lavoro usurante.

Anche l’On. Stefania Mammì (M5S) si schiera a fianco degli infermieri in protesta nelle piazze. Un giorno questi professionisti chiederanno il conto per aver mancato di preservare e tutelare il loro prezioso lavoro, spiega. Per poi entrare nello specifico: A partire dal riconoscimento dei livelli retributivi in linea con quelli degli altri paesi europei, perché il salario dei nostri infermieri è il più basso d’Europa e trovo oltraggioso i 26 centesimi lordi di aumento di indennità per ogni ora di lavoro notturno. Bisogna trovare soluzioni per contrastare l’annosa carenza di personale ma soprattutto ritengo che il percorso di valorizzazione degli infermieri debba iniziare dall’erogazione delle indennità di specificità, già previste nella Legge di Bilancio 2021, ma non ancora liquidate perché vincolate alla conclusione della contrattazione collettiva del comparto sanità pubblica, i cui tempi per la definizione sono più lunghi rispetto alla scadenza del 2021, anche per via della complessa tornata contrattuale, dettata dalla revisione dell'inquadramento del personale.

Giornalista

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