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editoriale

Le cure del futuro? Anche complementari

di Pier Raffaele Spena

Le cure complementari sono parte integrante di quel processo di umanizzazione delle cure di cui tanto si discute. In questo contesto l’infermiere riveste un ruolo importate, perché è la figura professionale che maggiormente interagisce con la persona e ne capisce i reali bisogni.

Cure complementari, il futuro è delle cure che vanno oltre la malattia

È spesso opinione comune che le persone affette da malattia o che vivono una condizione, come per esempio la stomia o l’incontinenza, debbano concentrare la propria esistenza a gestire la situazione, limitandosi a sviluppare interesse esclusivamente per la gestione delle complicanze o cose simili.

La realtà, invece, è ben diversa, perché la malattia o una condizione può essere l’occasione per aprirsi a nuove esperienze e acquisire strumenti che impattano sul proprio stato di salute in maniera “dolce” e appagante.

Una di queste sono le cosiddette cure complementari, integrate o non convenzionali; sono cure olistiche e naturali che possono essere tranquillamente associate alle cure tradizionali sia infermieristiche che mediche.

Sono cure che vanno oltre la malattia preferendo un approccio mirato sulla persona, dove la salute è intesa anche come rapporto che la persona ha con sé stessa.

Sono parte delle cure complementari discipline come la riflessologia olistica, il tocco terapeutico, l’aroma terapia, la biodanza, il reiki e molte altre.

Nel 1970 Rogers le definì come “tecniche complementari al fine di aiutare le persone a raggiungere il loro massimo potenziale di salute”.

Potremmo dire, quindi, che le cure complementari sono parte integrante di quel processo di umanizzazione delle cure di cui tanto si discute. In questo contesto l’infermiere riveste un ruolo importate, perché è la figura professionale che maggiormente interagisce con la persona e ne capisce i reali bisogni.

Gli infermieri di tutto il mondo sono consapevoli che la metà della popolazione ricerca approcci sanitari complementari (Oms, 1996)

È questa la base da cui partire se si vogliono sviluppare piani di cura efficaci e condivisi con i pazienti.

Non dimentichiamo che le cure complementari, pur suscitando molto interesse da parte di cittadini e operatori sanitari, non sono ancora adeguatamente regolamentate in Italia da un quadro normativo chiaro che ne delimiti i criteri, le competenze ed i percorsi. Nonostante ciò si moltiplicano a livello regionale iniziative per promuovere questo settore.

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