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Dona con Amore: il tuo sangue può salvare una vita!

di Angela Cuoco

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“L'infermiere favorisce l’informazione e l’educazione sulla donazione di sangue, tessuti ed organi quale atto di solidarietà e sostiene le persone coinvolte nel donare e nel ricevere“ (Art 40 Codice Deontologico).

SALERNO. “Dona con Amore” è una manifestazione nata e cresciuta a Salerno con lo scopo di promuovere e sensibilizzare l’importante pratica della donazione del sangue.

La manifestazione si è sempre svolta, dal 2013 ad oggi, nella giornata di S. Valentino (14 Febbraio), ed è promossa dall’Associazione Donation Italia in partnership con l’Associazione nazionale ESN Italia (Erasmus Student Network) e dell’Associazione Avis Salerno avvalendosi della collaborazione delle sezioni locali di Esn Salerno e della Rete dei Giovani per Salerno e dei patrocini istituzionali della Regione Campania, del Comune di Salerno e dell’Azienda Ospedaliera OO.RR. S. Giovanni di Dio e Ruggì D'Aragona di Salerno.

Perché proprio il 14 febbraio?

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E tu doni con amore?

Lo stesso nome dell'evento è strettamente connesso alla giornata nella quale si svolge: San Valentino,la festa degli Innamorati, in questo senso, può rappresentare un momento in cui regalare un gesto d'amore al di là della coppia – ma altrettanto, se non più, significativo.

Convegno di presentazione

Ho avuto il privilegio di aver potuto partecipare al convegno di presentazione dell’evento tenutosi ieri in data 12 febbraio presso il “Salone dei Marmi” del Comune di Salerno. Vivo, convinto e partecipe è stato l’intervento delle autorità in sala che hanno non solo apportato il loro contributo tecnico-scientifico nella spiegazione dei meccanismi del sistema donazione-trasfusione ma che con passione hanno diffuso il messaggio intrinseco dell’intera campagna quale la donazione intesa come dono non solo per chi riceve ma anche per chi dona.

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Una foto di gruppo degli organizzatori.

Donare il sangue non significa soltanto donare la propria linfa vitale, regalando a molte persone un'opportunità di cura in più (che già così di per sé è una forte fonte di orgoglio),

il gesto della donazione è un trigger per scatenare un processo di empowerment che vede il donatore come un cittadino che liberamente e spontaneamente si preoccupa per la sua salute e adottando uno stile di vita sano per essere idoneo alla donazione offre il risultato finale di questo processo, ovvero la salute stessa, come dono. Credo che ciò che ci sia dietro la motivazione di chi decida di donare parte di se sia qualcosa di meravigliosamente ispirante prima che utile alla società.

Il donatore è un forte esempio di cittadinanza attiva nel senso più vero del termine.

Un cittadino attivo è colui che osservando la sua realtà ne capisce i limiti e concretamente si muove per cambiare le cose.

Il sistema trasfusionale italiano

In Italia il Sistema Trasfusionale è pubblico e fa parte del Sistema Sanitario Nazionale
eroga prestazioni di diagnosi e cura di medicina trasfusionale e realizza attività di produzione che comprendono oltre agli emocomponenti ad uso trasfusionale anche la raccolta del plasma e il trattamento e la conservazione delle cellule staminali emopoietiche.  

Il modello italiano, una organizzazione in rete in cui il Ministero indica i principi e gli obiettivi fondamentali che le Regioni sono chiamate a perseguire nel rispetto delle autonomie, prevede il coinvolgimento del Servizio Sanitario e delle Associazioni di Volontariato ed è considerato a livello internazionale uno dei migliori possibili

Le autorità sanitarie del Governo e delle Regioni hanno il compito e l’impegno di promuovere una donazione periodica, nonremunerata, responsabile e volontaria.

Il sistema si fonda, in linea con le normative europee, sui seguenti principi:

  •  donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima e non remunerata del sangue e dei suoi componenti, grazie al ruolo assunto dalle associazioni e federazioni di volontariato, istituzionalmente riconosciuto;



  • perseguimento dell’autosufficienza del sangue, emocomponenti e farmaci emoderivati come obiettivo strategico nazionale, non frazionabile e sostenibile con il concorso di tutti gli attori del sistema;



  • efficace tutela della salute dei cittadini (donatori e riceventi) attraverso un’accurata applicazione dei sistemi di controllo sulla  sicurezza del sangue raccolto e trasfuso e della rete di emovigilanza sulle corrette applicazioni delle procedure di somministrazione in ambito ospedaliero e la sorveglianza delle malattie infettive trasmissibili;



  • gratuità del sangue e dei suoi componenti per tutti i cittadini;



  • sviluppo della medicina trasfusionale e dell’ utilizzo clinico appropriato degli emocomponenti e farmaci emoderivati



Dati statistici

In termini statistici, considerando sia la numerosità della popolazione sia i requisiti che il donatore deve possedere, è possibile ritenere che il 50 % degli Italiani (circa 30 milioni) potrebbe donare il sangue; in realtà sono solo circa 1,26 milioni i donatori di sangue, pari a circa il 2% della popolazione generale e al 4% dei potenziali donatori.
La media europea è del 4% della popolazione, in Portogallo dona il 2%, come noi all'ultimo posto in Europa, mentre in Irlanda dona il 7% della popolazione. Si evince facilmente che c'è molta strada da fare per diffondere la cultura della solidarietà e della cittadinanza attiva attraverso la donazione del sangue.

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Cosa succede nel mondo dei donatori di sangue?

L'OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) ha fissato in 40 unità di sangue per mille abitanti la quota media necessaria al fabbisogno. Nel 2002 in Italia sono state raccolte complessivamente 2.149.785 unità di sangue intero (dati ISS 2002) a fronte di un fabbisogno teorico annuo di circa 2.300.000 unità di sangue intero, calcolate in base ai parametri previsti nel Piano Sangue e Plasma (57.000.000 abitanti - dati ISTAT Censimento 1999).

L'autosufficienza di sangue a livello nazionale quindi non viene raggiunta anche se esistono forti squilibri tra regioni eccendentarie e regioni carenti. Solo 12 regioni sono autosufficienti: Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, province autonome di Trento e Bolzano, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Molise; mentre non lo sono: Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna (fonte ISS 2002) ove in media sono raccolte 30 unità di sangue per 1000 abitanti.
Per bilanciare questa situazione il Piano Sangue Nazionale stabilisce che le Regioni debbano programmare e prelevare il quantitativo necessario a raggiungere il parametro fissato dall'OMS per ogni abitante. 

Emergenza sangue

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E' emergenza sangue in tutta Italia.

Quando l’autosufficienza regionale non viene raggiunta si parla di “emergenza sangue”,un fenomeno purtroppo ancora troppo frequente soprattutto al centro sud.

Questi dati statistici non fanno altro che accentuare quanto sia importante donare per sopperire o per prevenire “l’emergenza sangue”.Ma perché è così necessaria la donazione? Il sangue e gli emocomponenti sono prodotti terapeutici indispensabili. Costituiscono infatti la terapia di supporto in moltissime situazioni cliniche mediche e chirurgiche e nelle emergenze.

Le trasfusioni rappresentano una terapia salvavita:

  • in caso di eventi traumatici, come gli incidenti e in molti interventi chirurgici


  • in caso di patologie croniche, per esempio nelle anemie congenite come la talassemia


  • per il superamento di stati critici dovuti a malattie del sangue (leucemia)


  • per il superamento degli effetti dovuti ad alcune terapie anti-cancro. La chemioterapia, infatti, nel distruggere le cellule tumorali, può danneggiare temporaneamente anche le cellule del midollo osseo e perciò è necessario un supporto al paziente, in attesa che il midollo riprenda la sua funzione, attraverso l’infusione di globuli rossi e piastrine.



Non ci sono metodi alternativi per reperire sangue e non si può comprare

Sono passati quasi due secoli da quando, nel 1818, un medico inglese (tale James Blundell) eseguì con successo la prima trasfusione di sangue, da braccio a braccio.

Nonostante i progressi della medicina, delle scienze e della biochimica, il sangue non è riproducibile artificialmente e l'uomo rimane a tutt'oggi l'unica possibile sorgente di sangue, e pertanto:

  • nessun Ospedale è in grado di assicurare alcuna terapia trasfusionale senza la preventiva disponibilità dei donatori;


  • il sangue in quanto tessuto corporeo non può essere considerato merce di scambio per lo stesso motivo, la disponibilità del "bene sangue" non dipende dal mercato, quindi non ha un prezzo economico;


  • per le ragioni esposte nei punti sopra, le Istituzioni Pubbliche (Stato, Regioni) devono contribuire con campagne di sensibilizzazione verso la popolazione e fornire gli strumenti normativi per garantire la massima sicurezza possibile e l'ottimizzazione del sistema trasfusionale in tutte le sue articolazioni



Il sangue poi, una volta donato non è “eterno” in quanto elemento organico va incontro al normale processo di deperimento e pertanto ha delle scadenze:

5 giorni piastrine

42–49 giorni globuli rossi

2 anni plasma (congelato)

E pertanto una volta scaduto diventa inutilizzabile e deve essere adeguatamente smaltito.


Il sangue

Il sangue è un tessuto allo stato liquido circolante all’interno di arterie, vene, capillari costituisce circa il 6 - 8% del volume di un adulto. Nell'uomo è formato per il 55% da una parte liquida, detta plasma, e per il 45% da una parte corpuscolata, costituita da cellule o frammenti di cellule.

È dunque costituito da una parte liquida, il plasma e da una corpuscolata, i globuli rossi e bianchi e le piastrine.

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Com'è fatto il sangue?

Nello specifico:

PLASMA - Rappresenta la parte liquida del sangue. E' un liquido giallo oro che trasporta globuli rossi, bianchi, piastrine, sostanze nutritive e di rifiuto, immunoglobuline, fattori della coagulazione, ormoni e vitamine; mantenendo costante il volume del sangue in circolazione. Oltre a quelle già indicate, svolge quindi importanti funzioni intervenendo nella coagulazione del sangue, nelle difese immunitarie, nella regolazione del metabolismo.

PIASTRINE - Sono i più piccoli elementi del sangue. In un millimetro cubo se ne trovano 150 - 350.000. La loro durata media è di 3 - 5 giorni. La loro funzione è importante nella coagulazione del sangue.

I gruppi sanguigni invece sono determinati dalla presenza di proteine specifiche sulla superficie dei globuli rossi. La loro comparsa nella formazione del globulo rosso è determinata geneticamente, quindi non può variare nel corso della vita di un individuo. Tali proteine si comportano come degli antigeni stimolando pertanto anche reazioni immunitarie. Ciò significa che se introduciamo in un soggetto dei globuli rossi non appartenenti al suo stesso gruppo, l’organismo che li riceve produce delle sostanze (anticorpi) in grado di combattere tali cellule, quindi una reazione di “rigetto”

Il sistema AB0 suddivide i gruppi sanguigni in 4 gruppi A,B,AB e 0.

Tuttavia però ai 4 gruppi sanguigni (caratterizzati dalla presenza o meno della proteina specifica che caratterizza il gruppo) si aggiunge il fattore Rh. Anche in questo caso si parla di una proteina. Se la proteina è presente si parla di Rh positivo (Rh+), se è assente si parla di Rh negativo (Rh-).

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Tipizzazione del sangue.

Tipi di donazione

Il sangue si può donare intero oppure scegliendo di donare una o più delle sue componenti e pertanto si avrà la corrispondente donazione di:

sangue intero: dura circa 15 minuti la quale viene utilizzata quasi esclusivamente per la produzione degli emocomponenti (plasma, piastrine, globuli rossi). Si può donare sangue intero ogni 3 mesi per i maschi e le donne non in età fertile,ogni 6 mesi per le donne in età fertile.

Soltanto il plasma (plasmaferesi) :   dura circa 45 minuti. Un separatore cellulare collegato alla cannula ( l’ago che viene inserito in vena),  permette di separa il plasma dalle altre cellule del sangue, che vengono reinfuse nel circolo sanguigno. Vengono prelevati circa 500 ml di plasma. Il tempo di donazione dipende dal flusso di sangue del singolo individuo: tanto più è veloce il flusso di sangue tanto meno dura la donazione. Il recupero del volume ematico è immediato e per recuperare le  sostanze come le proteine che si trovano nel plasma si impiegano pochi giorni. Secondo la legge italiana si può donare il plasma ogni 14 giorni.

Soltanto le piastrine (piastrinoaferesi) : dura all’incirca un’ora e mezza. Il procedimento è simile a quello della plasmaferesi: un’apparecchiatura separa la parte corpuscolata dal plasma ed estrae da questa le piastrine che vengono raccolte in un apposita sacca. Il plasma, i globuli rossi e i globuli bianchi vengono reinfusi al donatore. È possibile effettuare fino a 6 piastrinoaferesi l’anno.

Donazioni multiple di emocomponenti grazie ai separatori cellulari: ad esempio una donazione di plasma e globuli rossi (eritroplasmaferesi), una donazione di globuli rossi e piastrine (eritropiastrinoaferesi), una donazione di piastrine raccolta in due sacche, una donazione di plasma e (plasma piastrinoaferesi).

Qualità e sicurezza prima di tutto

Il decreto 2 novembre 2015 "Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti" nasce dall’esigenza di adeguare le disposizioni normative sulla qualità e la sicurezza del sangue e dei suoi prodotti al progresso in ambito scientifico e tecnologico e si basa sia su linee guida europee sia su linee guida e standard operativi nazionali, trasformandoli in norme cogenti per il sistema trasfusionale.

Nel testo vengono definite le informazioni del donatore, la tutela della riservatezza e i requisiti per l’idoneità alla donazione. Vengono indicati anche gli esami obbligatori ad ogni donazione e controlli periodici e le procedure e modalità per la donazione di sangue intero ed emocomponenti.

Il donatore pertanto dovrà avere le seguenti caratteristiche:

Età: compresa tra 18 anni e i 60 anni (per candidarsi a diventare donatori di sangue intero) , 65 anni (età massima per proseguire l'attività di donazione per i donatori periodici), con deroghe a giudizio del medico

Peso: Più di 50 Kg

Frequenza cardiaca: compresa tra 50-100 battiti/min (anche con frequenza inferiore per chi pratica attività sportive) 

Pressione arteriosa: tra 110 e 180 mm di mercurio (Sistolica o MASSIMA) / tra 60 e 100 mm di mercurio (Diastolica o MINIMA)

Stato di salute: Buono

Stile di vita: Nessun comportamento a rischio

Dovrà inoltre autoescludersi nel caso in cui la sua storia personale riporti:

  • assunzione di droghe


  • alcolismo


  • rapporti sessuali ad alto rischio di trasmissione di malattie infettive (es. occasionali, promiscui, ...)


  • epatite o ittero


  • malattie veneree


  • positività per il test della sifilide (TPHA o VDRL)


  • positività per il test AIDS (anti-HIV 1)


  • positività per il test dell'epatite B (HBsAg)


  • positività per il test dell'epatite C (anti-HCV)


  • rapporti sessuali con persone nelle condizioni incluse nell'elenco



Le cause per le quali una persona può essere valutata non idonea o sospesa sono molteplici e tutte determinate dal principio di salvaguardare la salute sia del donatore sia del ricevente.

Esclusione permanente per: malattie autoimmuni, cardiovascolari, del sistema nervoso centrale; neoplasie o malattie maligne; diabete insulino - dipendente; alcuni tipi di malattie infettive (epatite B, C, ad eziologia indeterminata, AIDS, ecc.), alcolismo cronico; assunzione di droghe; comportamenti sessuali ad alto rischio di trasmissione di malattie infettive; tendenza anomala all'emorragia.


Esclusione temporanea per: periodi variabili da settimane ad anni in caso di:tubercolosi, toxoplasmosi, esposizione accidentale al sangue o a strumenti contaminati; trasfusione di sangue o di emocomponenti o di plasmaderivati; endoscopia, trapianto di tessuti o cellule, intervento chirurgico di rilievo; agopuntura, piercing, tatuaggi, rapporti sessuali occasionali a rischio, viaggi, vaccinazioni.

Inoltre per condizioni legate alla visita (per esempio valori di pressione arteriosa troppo alti o bassi) o agli esami effettuati (esempi, valori di emoglobina o ferro bassi,esami del fegato elevati, positività dei marcatori virali, ecc.), ed eventualmente altro a giudizio del medico.

Come avviene la donazione?

Il mattino della donazione è preferibile essere a digiuno o aver fatto una colazione leggera a base di frutta fresca o spremute, thè o caffè poco zuccherati, pane non condito o altri carboidrati. Le donne che hanno in corso una terapia anticoncezionale non devono sospenderne l'assunzione quotidiana.

Prima della donazione deve essere raccolta una accurata storia clinica del donatore. Il medico esegue l’anamnesi (una serie di domande sullo stato generale di salute e sugli stili di vita) e una visita medica comprensiva della misurazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca.Se da questa valutazione preliminare il medico ritiene che il donatore non risponda ai criteri di selezione, ne decide la sospensione temporanea o definitiva dalla donazione sulla base del tipo di condizione clinica o comportamentale che ha rilevato. Ai donatori sospesi vengono sempre fornite tutte le motivazioni che hanno portato al rinvio o all’esclusione. Un medico o un infermiere esegue il prelievo dal donatore che è disteso su di una poltrona-lettino. Dopo accurata disinfezione della cute, viene inserito l’ago in una vena del braccio e il sangue viene fatto defluire in una sacca di raccolta, posizionata più in basso rispetto al donatore, su una bilancia basculante che registra il volume  di sangue raccolto. È una procedura controllata e sicura: i dispositivi utilizzati per il  prelievo sono sterili e vengono utilizzati una sola volta. Non c’è rischio di contrarre alcuna malattia infettiva. L'organismo del donatore rimpiazza il volume di liquido perso nella donazione nell’arco di 24 ore. La donazione di sangue in sé dura solo circa dieci minuti. Per la prima donazione si dovrebbero però calcolare circa 45 minuti che includono la registrazione dei dati personali, il colloquio con personale specializzato, una mezz'oretta di riposo e il successivo spuntino. Il segreto professionale medico ed infermieristico e la legge sulla "Privacy", che individua le "figure" responsabili al trattamento dei dati in questione assicura la massima discrezionalità e segretezza di tutti gli aspetti sanitari e dei risultati delle analisi effettuate.

Quanto è sicura una donazione?

Grazie all'accurata selezione per un adulto sano la donazione di sangue non comporta alcun rischio.
Esistono precise disposizioni che regolano la raccolta del sangue: 
la quantità del sangue che viene prelevata mediamente ad ogni prelievo è minima ed è stabilita per legge in 450 centimetri cubi +/- 10%. 
Tra una donazione di sangue intero e l'altra devono trascorrere almeno 90 giorni.
La frequenza annua delle donazioni non deve essere superiore a 4 nell'uomo e a 2 nelle donne in età fertile.
I controlli e le visite periodiche effettuate a ciascun donatore prima di ogni donazione sono uno strumento di medicina preventiva, a tutela dello stato di salute generale del donatore.

E io come Infermiere che ruolo ho nella donazione?

Così formulata la domanda potrebbe come sempre rimandare all’annoso problema di chi, relativamente all’ambito sanitario fa cosa, oscillando tra omissione e abuso di professione rispetto al lavoro di altri professionisti.

Ma può limitarsi tutto a questo? A “litigarsi” chi fa cosa? Soprattutto dopo aver parlato del valore etico e morale della donazione? No.

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L'Infermiere garantisce i vari passaggi della donazione di sangue e fa in modo che tutto vada per il meglio e che il paziente stia bene.

Forse la domanda è formulata male, forse sarebbe stato il caso di chiedersi “che ruolo ho nella storia della donazione”?

L’infermiere è una persona che ha completato un programma di base di educazione infermieristica ed è qualificato ed autorizzato nel suo Paese a dare un servizio professionale responsabile e competente per la promozione della salute, la prevenzione della malattia, la cura del malato e la riabilitazione”.

Questo è quanto affermava già nel 1973 l’International Council of Nurses. Tale affermazione mette chiaramente in luce lo stretto legame esistente tra la figura professionale dell’infermiere e l’educazione/formazione. Oggi, possiamo tranquillamente affermare che la funzione educativa dell’infermiere è complementare alla funzione di cura e di assistenza.

L’infermiere non dovrà inoltre dimenticare che con il suo codice deontologico ha stretto un patto con il cittadino che nasce non tanto per tutelare la professione stessa (come più frequentemente accade) ma l’oggetto ultimo delle sue azioni, ovvero il cittadino cliente.

Seguendo il suo mandato professionale e attenendosi all’articolo 40 del codice che detta:

L'infermiere favorisce l’informazione e l’educazione sulla donazione di sangue, tessuti ed organi quale atto di solidarietà e sostiene le persone coinvolte nel donare e nel ricevere “(Art 40).

L’infermiere si fa promotore delle campagne di donazione del sangue favorendo l’associazionismo e la fidelizzazione del donatore come non solo una risorsa per un’accurata programmazione delle donazione da parte delle ASL ai fini di perseguire l’obiettivo dell’autosufficienza ma soprattutto tutelando il donare e ispirandonsi al mandato di un altro articolo del codice deontologico, il 19 che detta:

l’infermiere promuove stili di vita sani, la diffusione del valore della cultura della salute e della tutela ambientale, anche attraverso l’informazione e l'educazione. A tal fine attiva e sostiene la rete di rapporti tra servizi e operatori.” (Art 19)

Promuovere la donazione del sangue significa praticamente fare prevenzione primaria in quanto al donatore sarà garantito  un controllo costante del proprio stato di salute attraverso visite mediche ed accurati esami di laboratorio, eseguiti ad ogni prelievo.

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Il ruolo dell'Infermiere è anche quello di eliminare o di attutire la cosiddetta "paura degli aghi e dei taglienti".

Belonefobia

Tuttavia però la popolazione resta ancora un po’ scettica riguardo l’argomento donazione per paura del dolore ad essa correlata. Scientificamente la paura degli aghi prendi il nome di belenofobia o belenofobia questo non è un fenomeno da sottovalutare poiché i sintomi di questa fobia variano  dalla semplice ipersudorazione sino allo svenimento alla vista di aghi.

Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista The American Journal of Maternal Child Nursing, i bambini belonefobi  riducono i loro livelli di ansia attraverso l’applicazione di freddo e vibrazioni.  Anche l’utilizzo di misure di distrazione per il paziente chiacchierare,l’uso di uno smartphone o di un mp3 per l’ascolto di musica riescono a ridurre lo stress.

Al futuro donatore potrà essere consigliato di:

  • Condividire la sua paura. Parlarne con gli infermieri e i medici che sapranno rassicurarlo rispondendo alle sue domande


  • Cercare di non guardare se ciò può provocare fastidio


  • Ricordarsi di respirare lentamente e profondamente e soprattutto rilassarsi


  • Farsi accompagnare da un amico, magari qualcuno che ha già donato.


  • Tenere sempre a mente che non si prova dolore e che la donazione finirà nell’arco di 10-15 minuti.


  • Di fare ciò che gli piace, leggere un libro, parlare a telefono, ascoltare la musica se può farlo rilassare


  • Pensare che sta compiendo una buona azione. La nobile motivazione del gesto può essere un’ottima tempra morale per affrontare la paura



Concludendo vorrei sottolineare quanto sapientemente l’organizzazione dell’evento ha saputo utilizzare tutti i mezzi disponibili per promuovere la campagna adattandola alla popolazione bersaglio lanciando l’hashtag #donaconamore e diffondendo video sui social e spot pubblicitari sulle tv locali. Inoltre la particolarità di questo evento è data dal fatto che giovani studenti stranieri, provenienti da diversi Paesi d’Europa del progetto Erasmus, saranno impegnati in prima persona in questo importante e fondamentale gesto di solidarietà,un importante esempio per i giovani Italiani “fanalino di coda” per quanto riguarda l’argomento donazione.

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Una domenica particolare a Salerno: dona anche tu il tuo sangue!

Pertanto ricordo anch’io gli appuntamenti relativi all’ambito Salernitano

nella giornata di S.Valentino,

Domenica 14 Febbraio 2016, dalle ore 08.00 alle ore 12.00,

è possibile donare il sangue nei seguenti punti:

SALERNO: Unità di raccolta presso il SIT Azienda Ospedaliera Universitaria (Località S.Leonardo)* *CON LA PARTECIPAZIONE DI UNA DELEGAZIONE DEI GIOCATORI DELLA SALERNITANA

SALERNO: Unità di Raccolta Mobile presso la sede Avis di via Pio XI n.1/ Parcheggio per donatori

BARONISSI: Unità di Raccolta Mobile presso Associazione IL PUNTO in Via A. Segni (Località Cariti)

BATTIPAGLIA: Unità di Raccolta presso il CT Ospedale S. Maria della Speranza

CALABRITTO: Unità di Raccolta Mobile in Piazza Giacomo Matteotti

EBOLI: Unità di Raccolta presso Ospedale Maria Ss. Addolorata

MERCATO SAN SEVERINO: Unità di Raccolta presso Ospedale Fucito (Località Curteri, Palazzina Gialla)

ROCCADASPIDE: Unità di Raccolta Sangue Ospedale Civile

SAPRI: Unità di Raccolta Sangue Ospedale Dell'Immacolata

VALLO DELLA LUCANIA: Unità di Raccolta del CT Ospedale San Luca

Come tutti gli anni, l’evento si è allargato coinvolgendo anche altre città d’Italia e della Provincia di Salerno, tra cui: Cagliari, Catania, Messina, Milano, Palermo, Parma, Perugia, Pescara, Trieste, Trento, Verona.

In ultimo vorrei sottolineare che questo articolo nasce non solo come mezzo per sensibilizzare la popolazione tutta al forte tema della donazione ma anche come strumento per me e per i miei colleghi per tenere a mente dei piccoli punti fondamentali relativi alla donazione.

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E tu cosa fai a San Valentino?

Spesso in quanto infermieri e quindi professionisti della salute ci viene chiesta ogni tipo di informazione relativa agli argomenti più disparati della “medicina”, ovviamente non si può sapere tutto e non si finirà mai di imparare, ma sentire proprio il dovere deontologico di educare la popolazione alla salute può essere un ottimo sprono ad ampliare le proprie conoscenze, per rafforzare quelle già assunte e per diffondere validi insegnamenti.

Concludo citando: "Nessun insegnamento vale quanto l'esempio." (Robert Baden-Powell)

E tu? Ci stai ancora pensando? Cosa fai a San Valentino?

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