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Eventi formativi

Infermiere di Famiglia e di Comunità protagonista nella risposta ai bisogni di salute del cittadino

di Redazione

Apertura convegno IdF

A Torino si è parlato della figura dell'Infermiere di Famiglia e di Comunità durante un convegno ECM organizzato dal coordinamento collegi IPASVI del Piemonte.

TORINO. Si è tenuto ieri, 28 aprile 2016, il convegno accreditato ECM sul tema "La risposta ai bisogni di salute dei cittadini: il contributo dell'Infermiere di Famiglia e di Comunità", organizzato ad opera del coordinamento collegi IPASVI del Piemonte con il patrocinio del Ministero della Salute, della Regione Piemonte, di AIFeC e ait.

Sono state ore dense di contenuti quelle che hanno costituito l'evento formativo tenutosi nella giornata di ieri, presso l'Aula Magna del Centro Congressi Molinette Incontra di Corso Bramante 88.

Il via al convegno del 28 aprile sulla figura dell'Infermiere di Famiglia e di Comunità.

Il via al convegno del 28 aprile sulla figura dell'Infermiere di Famiglia e di Comunità.

Il convegno, i cui responsabili scientifici sono stati Ausilia Pulimeno, Presidente Collegio IPASVI di Roma, Gennaro Rocco, Direttore Scientifico Centro di Eccellenza per la Cultura e la Ricerca Infermieristica e Maria Adele Schirru, Presidente Coordinamento Collegi IPASVI Regione Piemonte, ha evidenziato la necessità del nostro Sistema Sanitario Nazionale di puntare e poter contare su infermieri che siano sempre più in grado di:

- stare sul territorio, nei quartieri, nelle famiglie, nelle scuole, nei luoghi di lavoro;

- progettare interventi assistenziali, erogarli e valutarne con competenza e capacità critica i risultati;

- fare ricerca ed applicare le più recenti conoscenze scientifiche;

- individuare nuove modalità organizzative e di implementarle;

- educare ed informare.

Relatori del dibattito sono stati Costantino Cipolla, professore ordinario del Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia di Bologna, Pasquale Giuliano, coordinatore del Master in Infermieristica di famiglia e di comunità dell'Università di Torino, Silvia Marcadelli, studente dottorale in Scienze Infermieristiche dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Ginetto Menarello, coordinatore del Corso di Laurea in Infermieristica e vice direttore del Master in Infermieristica di famiglia e di comunità dell'UNiversità di Torino sede di Orbassano.

Sono intervenuti, inoltre, i relatori Fulvio Moirano, direttore generale dell'Assessorato Sanità Regione Piemonte, Paola Obbia, dell'Associazione Italiana Infermieri di famiglia e comunità, Ausilia Pulimeno, presidente collegio IPASVI di Roma, Giuseppe Salamina, direttore struttura complessa, Centro Controllo Malattie dell'ASL TO1, Maria Carmela Scaffidi, direttore del Servizio Direzione delle professioni sanitarie dell'ASL CN1, Alessandro Stievano, ricercatore Centro di Eccellenza per la Cultura e la Ricerca Infermieristica e la già citata Maria Adele Schirru, presidente del coordinamento collegi IPASVI della Regione Piemonte.

Alcuni dati presentati durante il dibattito.

Alcuni dati presentati durante il dibattito.

Nel dibattito sono stati presentati e messi a confronto vari esempi regionali di Infermiere di Famiglia e di Comunità; in particolare si sono analizzate le realtà di Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia e Toscana in relazione alla parte normativa, ai punti di forza e alle criticità.

A conclusione dell'esperienza è emerso che per una vera istituzione della figura dell'Infermiere di Famiglia e di Comunità è necessaria l'identificazione di una zona territoriale delimitata che consenta un contatto reale e diretto con la popolazione di riferimento e la creazione di un legame di fiducia tra infermieri ed assistiti, il tutto supportato da un Distretto forte e da un modello organizzativo orizzontale e flessibile. Fondamentale anche l'atteggiamento collaborativo di altri settori istituzionali coinvolti, soprattutto i Medici di Medicina Generale (MMG).

Infine si sono presentate le tesi secondo le quali è necessaria l'identificazione di funzioni distinte per l'infermiere di famiglia e per l'infermiere di comunità, anche in relazione alla specificità dei contesti; necessario, riassumendo, il riconoscimento di un unico ruolo professionale in grado di agire in due profili di competenza diversi: un profilo sulla famiglia e un profilo sulla comunità, sposando il concetto di reciprocità nell'influenza positiva che il singolo ha sulla collettività e della collettività sul singolo.

Alcune delle conclusioni emerse dal dibattito sulla figura dell'Infermiere di Famiglia e di Comunità.

Parte delle conclusioni emerse dalla riflessione sulla figura dell'Infermiere di Famiglia e di Comunità.

Ancora in essere alcune criticità che vanno sciolte affinché si compia appieno l'istituzione della figura dell'infermiere di famiglia:

- il riconoscimento formale di tale figura con forme contrattuali specifiche;

- il superamento della riserva sulla prescrizione di ausili, presidi e dispositivi che costituisce un ambito di valutazione e competenza specifica;

- la determinazione del rapporto infermiere/assistiti che oggi vede un numero carente di infermieri rispetto al livello internazionale.

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