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"Nina" e il ritorno dell'infermiera per vocazione in TV

di Sara Di Santo

Nuovo medical drama incentrato sulla figura romanzata degli infermieri

"Nina", medical drama francese incentrato sulla vita di un'infermiera, è sbarcato ieri in Italia. La trama è ordita dalle vicende ospedaliere di Nina, stagista di scienze infermieristiche, che fronteggia ogni giorno complicati casi clinici cercando di tenere in piedi una vita privata tutt’altro che tranquilla.

Cast Nina

Il cast del medical drama "Nina"

Nina, infatti, sta uscendo da un divorzio difficile col marito e non vede l'ora di costruirsi una nuova vita. Quale luogo migliore del posto di lavoro per fare interessanti conoscenze? L'intrigo, poi, è dietro l'angolo, perché a gestire la struttura sanitaria è proprio l'ex marito e la trentanovenne dovrà provare a ricostruire la propria vita professionale e privata (da Mondo Fox).

In Francia, dove la fiction è giunta alla seconda stagione, pare che Nina abbia conquistato milioni di telespettatori. Già, ma tra quei milioni ben pochi appartengono alla professione infermieristica.

Come si legge su Infirmiers.com, punto di riferimento per i colleghi professionisti d'Oltralpe, gli infermieri francesi sono stufi di vedere la loro vita professionale romanzata in TV. Qualunque siano le ragioni che spingono registi e sceneggiatori a vedere l'infermieristica come una vocazione che arriva da chissà quale empireo e ad immaginare scenari al limite del ridicolo, la comunità di cura francese li invita a provare sulla propria pelle cosa significhi essere realmente un infermiere.

Mentre gli operatori sanitari sono costretti ad esprimere la loro professionalità all'interno di contesti che ne svalutano le competenze, in TV passa un messaggio completamente distorto della realtà, quello di un mondo sanitario quasi tutto "rose e fiori", allontanando - tra le altre cose - l'opinione pubblica dai problemi che torchiano il reale lavoro degli infermieri: mancanza di nuove assunzioni e incremento del numero di pazienti, carichi ingenti di lavoro e tagli agli stipendi, episodi di mobbing in aumento esponenziale da parte di coordinatori e dirigenti, ad esempio. Senza dimenticare l'ondata di suicidi di colleghi francesi che ha caratterizzato l'estate appena conclusa.

Insomma, l'opinione dei professionisti della cura francesi è chiara: non c'è spazio per un'altra caricatura dell'infermiere in un'epoca in cui gli operatori sanitari sono stanchi di mettere a repentaglio la propria vita per il malgoverno delle istituzioni.

Cosa ne penseranno gli infermieri italiani?

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