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COVID-19

NurSind: in Piemonte terminati i fondi per vaccinare

di Massimo Canorro

I soldi per pagare le prestazioni aggiuntive agli infermieri che hanno aderito, in modo volontario e fuori dall'orario lavorativo, alla somministrazione dei vaccini, sono finiti. Il sindacato esprime preoccupazione: Si riduce la forza economica per il potenziamento dei professionisti sanitari indispensabili al Piemonte.

Piemonte, finiti i soldi per le prestazioni aggiuntive degli infermieri

Una comunicazione quella che sta giungendo in tutte le Asl piemontesi, rivolta al personale impegnato nelle vaccinazioni, senza margini di interpretazione: Si rende noto che l’attività effettuata per quale è stata prevista una remunerazione di 80 euro per la dirigenza medica e di 50 euro per il personale infermieristico relativa alle prestazioni aggiuntive ha esaurito il finanziamento.

Una vera e propria doccia fredda e nulla c’entra l’inizio della calura. L’amara conferma arriva da Francesco Coppolella, segretario regionale del NurSind: Sono terminati i fondi destinati al pagamento delle prestazioni aggiuntive agli operatori sanitari che hanno aderito, in modo volontario e al di fuori dell’orario lavorativo, alla somministrazione vaccinale.

I conti? Presto fatti. Finiti i fondi, agli infermieri verranno pagati 30 euro anziché 50 l’ora, spiega Coppolella. E per quanto riguarda i medici? Nel loro caso, i fondi scenderanno da 90 a 60 euro l’ora. Sempre a lordo. Una delle prime comunicazioni sarebbe partita dalla direzione generale dell’Asl TO3 (Azienda sanitaria locale di Collegno e Pinerolo), ma la situazione accumunerebbe più aziende. E il sindacalista non cela la sua preoccupazione, poiché proseguire con la campagna vaccinale, pare che saranno intaccati i fondi destinati ai tetti di spesa per il personale, riducendo ancora di più la forza economica utile al potenziamento di professionisti sanitari che occorrono al Piemonte.

A questo proposito, il NurSind regionale – che giorni fa ha guidato la protesta di un centinaio di infermieri nel centro di Torino - per chiedere nuove assunzioni nonché una riforma del sistema delle emergenze e dell’assistenza domiciliare – rammenta che la legge di bilancio aveva messo a disposizione oltre 7 milioni di euro, divisi poi per singola azienda, per retribuire infermieri e medici disponibili a vaccinare al di fuori dell’orario di lavoro. Quindi cosa è accaduto?

Nonostante la Regione non abbia ancora stanziato questi soldi alle aziende, e da più parti le prestazioni erogate non sono ancora state liquidate ai professionisti interessati, i soldi sono già finiti. Non vuole fare la cassandra Coppolella ma lui stesso, a margine della manifestazione sopracitata, aveva espresso la paura che niente muterà. Piuttosto, temo che sarà addirittura peggio perché una situazione che migliora sarà vista come una soluzione e non come occasione per cambiare. Ad oggi, diventa difficile pensare come poter andare avanti durante l’estate per immunizzare tutta la popolazione. Stiamo assistendo nuovamente ad una completa mancanza di regia, di regole e di controllo da parte dell’assessorato alla sanità.

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