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COVID-19

Sanitari da stabilizzare: chi sono, per qualifica e regione

di Massimo Canorro

La mappatura, regione per regione, è il risultato di un’analisi condotta dalla Fiaso con il supporto di Sda Bocconi. In particolare, ci sono 23mila infermieri, 9mila medici e 22mila unità riferite ad altre professioni sanitarie. Il presidente della Fiaso, Migliore: Constatiamo la sensibilità e l’attenzione del governo nei confronti del rafforzamento della sanità pubblica.

Fiaso: stabilizzare i 54mila sanitari assunti durante la pandemia

Fiaso-Bocconi: sono circa 54mila gli operatori sanitari assunti in pandemia da stabilizzare

Sono circa 54mila, di cui 23mila infermieri, i sanitari che sono stati assunti nel corso della pandemia da stabilizzare. Dall’analisi condotta da Fiaso con il supporto di Sda Bocconi emerge che, dal principio dell’emergenza Covid, sono stati reclutati con modalità straordinarie 66mila unità di personale con contratti flessibili.

Professionisti il cui apporto è stato decisivo per replicare, puntualmente, alla crisi sanitaria in attività come l’assistenza ospedaliera, il contact tracing, l’incremento del numero di tamponi, la campagna di vaccinazione. E mentre il presidente della Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere, Giovanni Migliore – che alcuni giorni fa si è detto ottimista in merito ai contenuti della bozza della manovra economica per il 2022 all’esame del Consiglio dei ministri – ricorda che l’inserimento nella Legge di Bilancio di un capitolo dedicato alla stabilizzazione del personale sanitario testimonia la sensibilità e l’attenzione del governo verso il rafforzamento della sanità pubblica, risulta importante – numeri alla mano – comprendere in che modo sono suddivisi (per qualifica e regione per regione, fino a ricostruire la mappatura dell’intero paese) i 54mila sanitari assunti in pandemia in attesa di essere stabilizzati.

Cominciamo con l’evidenziare che la situazione varia di molto da regione a regione. Attraversando lo stivale, ecco i numeri – procedendo in ordine alfabetico – che emergono dallo studio condotto da Fiaso. Mentre in Abruzzo su 1.939 sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono 1.808 (di cui 102 medici, 914 infermieri e 792 altro personale), in Basilicata su 400 sanitari reclutati durante l’emergenza pandemica, i precari sono 363 di cui 20 medici, 207 infermieri e 136 altro personale.

E se in Calabria su 1.474 sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono 1.258 (di cui 206 medici, 717 infermieri e 335 altro personale), in Campania su 7.240 sanitari reclutati durante l’emergenza di Covid-19, i precari toccano quota 5.565, di cui 834 medici, 2.978 infermieri e 1.753 altro personale.

Quindi lo studio Fiaso tocca l’Emilia-Romagna (regione in cui su 10.660 sanitari reclutati durante l’emergenza Covid, i precari sono 5.979 di cui 1.113 medici, 2846 infermieri e 2.020 altro personale), il Friuli Venezia-Giulia (su 1.375 sanitari reclutati nel corso dell’emergenza pandemica, i precari sono 874 di cui 236 medici, 295 infermieri e 343 altro personale) e la Lombardia (su 12.680 sanitari reclutati durante l’emergenza Covid sono 8.955 le unità di personale con contratti precari. Parliamo di 1.785 medici, 3.711 infermieri e 3.459 altro personale).

La stabilizzazione dei sanitari assunti in emergenza Covid è una richiesta che giunge con forza dalla Fnopi. Come Federazione offriremo il nostro supporto, è stata ampliamente dimostrata sul campo l’essenzialità dell’assistenza, ha affermato la presidente Barbara Mangiacavalli. Tornando allo studio condotto da Fiaso con il sostegno di Sda Bocconi, è la volta del Lazio, dove su 6.137 sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono 4.034 di cui 822 medici, 1.486 infermieri e 1.726 altro personale, mentre in Liguria, su 1.845 sanitari reclutati durante l’emergenza Covid sono 1.608 i precari che hanno prestato servizio nel corso della pandemia di cui 210 medici, 590 infermieri e 808 altro personale.

Da qui lo studio di Fiaso approda nelle Marche, dove su 1.411 sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono 1.246 di cui 292 medici, 601 infermieri e 353 altro personale. E in Molise su 279 sanitari reclutati durante l’emergenza pandemica, i precari sono nel complesso 264 di cui 5 medici, 143 infermieri e 116 altro personale.

E ancora, in Piemonte su 6.099 sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid sono 4.783 i precari (346 medici, 1.525 infermieri e 2.912 altro personale). E ancora, la Provincia autonoma di Bolzano e la Provincia autonoma di Trento. Nella prima su 708 sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono 553 di cui 80 medici, 145 infermieri e 328 altro personale. Nella seconda, invece, su 337 sanitari reclutati durante l’emergenza pandemica, i precari sono 252 di cui 58 medici, 76 infermieri e 118 altro personale. Mentre in Puglia su 7.638 sanitari reclutati durante l’emergenza Covid, i precari toccano quota 4.453 di cui 401 medici, 2.436 infermieri e 1.616 altro personale.

Logisticamente parlando si salpa per la Sardegna, dove su 1.565 sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono 937 di cui 89 medici, 552 infermieri e 296 altro personale, mentre nell’isola più grande del Mediterraneo, la Sicilia, su 7.711 sanitari reclutati durante l’emergenza pandemica i precari sono 7.068 (di cui 1.360 medici, 1.993 infermieri e 3.715 altro personale).

Risalendo la penisola si approda in Toscana, dove su 7.468 sanitari reclutati durante l’emergenza Covid, i precari sono in totale 2.541 di cui 755 medici, 732 infermieri e 1.054 altro personale. E da qui nella vicina Umbria, regione dove su 976 sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono 869 (163 medici, 389 infermieri, 317 altro personale). E mentre in Valle D’Aosta su 213 sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid sono 184 i precari di cui 40 medici, 62 infermieri e 82 altro personale, in Veneto su 5.025 sanitari reclutati durante l’emergenza pandemica, i precari sono 1.780 di cui 492 medici, 835 infermieri e 453 altro personale.

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