Nurse24.it

lazio

Sovraccarico ospedali e PS, si auspica proroga contratti

di Massimo Canorro

La Regione sta lavorando sulla maxi proroga (3.500 contratti degli infermieri e 500 dei medici specialisti). Aumentati i posti letto nei reparti Covid. Chiediamo che venga garantito un numero adeguato di medici e infermieri per fronteggiare la terza ondata, afferma Giulio Maria Ricciuto, presidente Simeu Lazio.

Lazio, Cisl Fp: programmare nuove assunzioni per infermieri e medici

Contratti in scadenza che, se privi di proroga, rischiano di impattare in modo serio sull’attuale situazione, già emergenziale, degli ospedali. Non ultimi quelli del Lazio. Di fatto, i 3.500 contratti degli infermieri e i 500 contratti dei medici specialisti – che un anno fa hanno permesso l’assunzione degli operatori sanitari per fronteggiare l’emergenza Coronavirus – sono tutti in procinto di terminare (e ad assistere i 3460 contagiati al momento ricoverati sono in particolare modo proprio loro, infermieri e medici reclutati dodici mesi fa, quando l’epidemia era appena esplosa).

Ad ogni modo, la deadline per prolungare i contratti è fissata al prossimo 30 aprile, e se entro questa data non arriverà – nel rispetto dei tempi utili – l’attesa proroga, i professionisti non potranno presentarsi in ospedale. Intanto una prima rassicurazione – che ci si auspica diventi concreta – è giunta, nella giornata del 12 aprile, dal Consiglio Regionale.

Allungare i contratti in scadenza fino a dicembre 2021: è quanto previsto dal piano delle risorse e, su tale aspetto, sembra che le bozze stiano già circolando sulle scrivanie delle direzioni generali e sanitarie delle Asl del Lazio. C’è attesa, con l’auspicio che la maxi proroga su cui la Regione sta lavorando sia sufficiente.

Ciononostante la tensione rimane alta, con le strutture sanitarie regionali travolte dalla terza ondata della pandemia – spinta dalle varianti, assai insidiose – e i reparti in difficoltà per l’alto numero dei pazienti ricoverati. A questo proposito Giuseppe Spiga, dirigente regionale dell’area ospedaliera e specialistica, ha richiesto e ottenuto l’aumento dei posti letto all’interno dei reparti Covid.

Una misura straordinaria, che però ha solo fermato temporaneamente, e non in toto, la forte carenza di personale sanitario all’interno degli ospedali. Motivo per cui dall’inizio del 2021 presso i Pronto soccorso si sarebbe reso indispensabile organizzare una serie di turni di guardia con gli specialisti “a chiamata”: 60 euro la tariffa oraria per fornire servizio all’interno dei reparti maggiormente sguarniti. È il caso dei Ps di Civitavecchia (Roma) e Viterbo, i primi ad accusare, in modo importante, la mancanza di specialisti nel reparto.

Già dallo scorso aprile, l’allarme per l’assenza di operatori sanitari ha risuonato più forte. Spiega Giulio Maria Ricciuto, presidente Simeu Lazio e direttore del Dipartimento Emergenza e Accettazione dell’Asl Roma 3: Gli ospedali maggiormente in sofferenza sono quelli periferici. Allo stato attuale, la sola possibilità di assicurare gli adeguati standard di assistenza, è di riconfermare i “reclutati” dello scorso aprile che in questi dodici mesi sono stati formati. Quindi Ricciuto chiama in causa la Regione.

Abbiamo più volte richiesto di trovare una soluzione definitiva e garantire un numero consono di medici e infermieri – le sue parole –, i nostri ospedali sono pieni di pazienti ricoverati in terapia sub intensiva e intensiva con il rischio di non poter loro assicurare l’assistenza necessaria.

Un’emergenza che non accenna a placarsi, a maggior ragione se si considerano anche i 1000 specializzandi che sono entrati tutti nelle scuole di specializzazione e da febbraio stanno abbandonando gli ospedali. Anche su questo abbiamo richiesto l’interventi della Regione ma ad oggi nessuna replica, conclude Ricciuto. Non tralasciando il personale in procinto di andare in pensione.

A questo proposito il segretario generale della Cisl Fp Lazio, Roberto Chierchia ricorda che si tratta di numeri rilevanti, illustrati agli uffici competenti. Senza turnazione né nuove assunzioni a tempo indeterminato, gli ospedali non possono sostenere la pressione. La soluzione? Programmare le nuove assunzioni sia per gli infermieri sia per i medici.

Commento (0)