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Editoriale

La salute è in una coppa del mondo

di Monica Vaccaretti

La Coppa del mondo è il più grande premio nel calcio e il più grande premio nella vita è la buona salute e il benessere, ha dichiarato il Direttore Generale dell'Oms, il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, in occasione dell'Universal Health Coverage Day, la Giornata internazionale della copertura sanitaria universale che si è celebrata lo scorso 12 dicembre. L'organizzazione Mondiale della Sanità, presente in Qatar per un progetto di collaborazione con la FIFA, ha coinvolto molti calciatori famosi per sollecitare l'azione dei governi e delle persone in tutto il mondo per raggiungere la salute per tutti.

Tutti dobbiamo fare la nostra parte perché la salute sia obiettivo comune

Per tutta la durata della Coppa del Mondo del Qatar la campagna #BringTheMoves, pensata dalla Fifa insieme all'Oms, vuole incoraggiare i ragazzi a fare esercizio fisico.

I Mondiali, la cui finalissima Francia-Argentina si svolgerà domenica 18 dicembre, sono seguiti da miliardi di persone.

Sono uno scenario inedito per portarci la salute, ma essendo un evento di portata planetaria rappresentano uno straordinario palcoscenico per puntare i riflettori anche sull'Obiettivo 3 di Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite: “Buona salute e benessere”.

La buona salute richiede uno sforzo di squadra, quindi, abbiamo bisogno che i governi si impegnino in politiche che supportino la copertura sanitaria universale e diano a tutti l'accesso a ciò che serve per essere sani. Quando facciamo squadra per la salute per tutti, vinciamo tutti, sono state le parole del giocatore Didier Drogba – uno degli ambasciatori di buona volontà per lo sport e la salute nominati dall'Oms – durante le celebrazioni della Giornata a Doha. Cliniche mal attrezzate, operatori sanitari senza supporto e medicinali e vaccini insufficienti mettono a rischio il benessere delle persone in tutto il mondo.

Lo sport è salute. Lo testimoniano anche i video promossi e divulgati dall'Oms sui social media da alcuni mesi in vista dei Mondiali di calcio. Bambini di ogni Paese invitano nella loro lingua a muoversi e a rimanere attivi ed improvvisano in maniera simpatica un movimento, che siano passi di danza o salti, sulle note della famosa canzone “I like to Move it”.

Be active” è lo slogan semplice ed accattivante della campagna: dobbiamo essere tutti attivi e fare la nostra parte per rendere la salute per tutti un obiettivo comune. Secondo le raccomandazioni dell'Oms è necessario promuovere una cultura dell'active living. Significa vivere in modo attivo. Si tratta di un approccio alla vita che porta salute.

È uno stile dapprima mentale - che può essere adottato da tutti i gruppi di popolazione, di tutte le età e in tutte le condizioni di salute – che si traduce poi naturalmente in una passeggiata, in un giro in bici, in un ballo, in uno sport amatoriale o agonistico.

Ci sono evidenze a sostegno delle politiche e dei programmi di promozione dell'attività fisica. Non fare movimento impatta non soltanto sull'individuo, ma sulle comunità con enormi costi diretti ed indiretti.

Per non avere ricadute negative sulla collettività occorre attuare una sorveglianza attiva della popolazione per orientare le politiche ad identificare ed attuare mirate strategie di prevenzione e promozione di uno stile di vita sano e salutare.

La sedentarietà e la mancanza di esercizio fisico fanno male

Da un recente rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità emerge che in Italia solo il 50% degli adulti raggiunge i livelli raccomandati di attività fisica e che 1 bambino su 4 dedica al massimo un giorno a settimana per almeno un'ora allo svolgimento di giochi di movimento.

Risulta inoltre che tra gli adolescenti meno del 10% raggiunge le raccomandazioni dell'Oms e che i maschi sono più attivi delle femmine. Tra gli ultra 64enni il livello di attività fisica diminuisce con l'avanzare dell'età ed è significativamente più basso tra le donne, tra le persone con svantaggio socio-economico e tra i residenti del meridione.

È un quadro decisamente poco salutare, che fa riflettere e preoccupa e che peggiora di anno in anno considerando che la popolazione italiana è sempre più vecchia (infermieri compresi).

Non ci sono dubbi: non muoversi con costanza può provocare malattie. Le quattro patologie principali associate all'inattività fisica sono il tumore della mammella e del colon retto, il diabete di tipo 2 e la coronaropatia. Secondo i dati del Ministero della Salute i costi diretti sanitari correlati alla gestione di queste patologie insorte per mancato movimento ammontano a 1,6 miliardi. Se la popolazione italiana si muovesse di più il SSN risparmierebbe circa 2 miliardi di euro annui.

Poiché da 75 anni l'Oms collabora con tutte le organizzazioni e le comunità per promuovere salute, Healthy FIFA World Cup Qatar 2022 è un progetto con lo Stato africano che ospita i Mondiali e la Federazione del Calcio così da garantire la realizzazione di un torneo che sia un evento sano e sicuro. Si auspica che la Coppa del Mondo 2022 possa essere un modello di impatto, sostenibile e duraturo, che promuova integrazione di salute, sicurezza e benessere per la creazione di grandi eventi sportivi altrettanto sani e sicuri in futuro.

L'Oms ha elaborato un documento in cui propone alle persone in diverse fasi della vita un programma sportivo e sanitario. In “La tua vita, la tua salute: consigli ed informazioni per la salute e il benessere” si trovano informazioni su come tenersi in buona salute durante la gravidanza e dopo il parto o come essere sani ed attivi nella tarda età adulta.

L'obiettivo è quello di fornire alle persone una risorsa digitale in cui trovare informazioni sanitarie affidabili di facile accesso e comprensione per migliorare la loro vita quotidiana. Ci sono purtroppo ancora milioni di persone nel mondo che aspettano la salute.

Per realizzare lo slogan della campagna “Costruisci il mondo che vogliamo: un futuro sano per tutti” servono investimenti intelligenti per erogare servizi sanitari efficaci e rafforzare i sistemi sanitari per raggiungere il più alto livello raggiungibile di salute e benessere. “Universal Health Coverage Service Package Delivery and Implementation” (UHC SPDI) è un valido strumento, pratico ed innovativo, che l'Oms ha elaborato per supportare i Paesi nella progettazione di una copertura sanitaria universale su servizi di promozione, prevenzione, rianimazione, curativi, riabilitativi e palliativi di cui le persone hanno bisogno.

Secondo la visione dell'Oms la società globale deve essere progettata per dare priorità alla salute con una economia che garantisca un lavoro produttivo ed appagante che non danneggi la salute fisica e mentale.

Copertura sanitaria universale significa avere accesso ad informazioni che permettano a tutti di fare scelte più sane e a servizi per prevenire malattie e ricevere cure adeguate, medicinali e supporto per recuperare la salute, diritto umano fondamentale per avere una buona vita. Per salvare milioni di vite ed aumentare l'aspettativa di vita media è auspicabile che tutti i sistemi sanitari del mondo abbiano un approccio globale, noto come assistenza sanitaria primaria, perché è considerato il modo più efficace ed economico per avvicinare i servizi per la salute e il benessere alle persone.

La tegola Qatargate

È una visione bellissima, ambiziosa ma fattibile. Si scontra paradossalmente con il Qatargate esploso in questi giorni, a Mondiale quasi finito. È grande lo scandalo dei diritti umani e dei lavoratori non rispettati in Qatar, paese mediorientale che ospita la controversa edizione 2022 della Coppa Mondiale.

Sono almeno 6500 gli operai, tutti migranti, morti durante la costruzione degli stadi che stanno ospitando le partite di calcio. Hanno perso la vita a causa delle mancate condizioni di sicurezza sul lavoro.

È un controsenso sommerso che è emerso dall'indagine che coinvolge l'Unione Europea. Secondo la magistratura belga decine di europarlamentari sarebbero stati corrotti per ammorbidire la posizione europea sulla questione dei diritti umani in Qatar, dal riconoscimento delle comunità Lgbtq+ alle intollerabili morti sul lavoro, affinché non ci fossero problemi con la coppa del mondo.

Occorre costruire la salute come diritto di cittadinanza globale e come risorsa di vita. Occorre rafforzare la governance dei governi nazionali ed internazionali e l'empowerment dei singoli individui. Anche gli operatori sanitari devono essere coinvolti nel cambiamento del modo “di fare salute”, innanzitutto imparando l'arte di comunicare per motivare responsabilmente e consapevolmente. La salute è in una Coppa del Mondo. Onestamente d'Oro e levata al cielo da tutti i vincitori.

Infermiere

Commenti (1)

Genny3

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1 commenti

Lavorare in ata

#1

Salve vorrei se fosse possibile avere un contatto con l’infermiera che llavora in Qatar