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Infermieri all'estero

Barcellona, un infermiere: Ho visto morire giovane italiano

di Redazione

Ho passato 30 minuti a cercare di rianimare un giovane italiano di 41 anni, ma non ce l’ho fatta. A parlare è un infermiere spagnolo, Albert Tort, presidente del collegio infermieri di Barcellona, che abita proprio vicino alla Ramblas e racconta quello che ha vissuto ieri.

Attentato Barcellona, il racconto dell’infermiere Albert

barcellona attentato

I soccorsi a Barcellona (foto Bbc Mundo)

Quando Albert è arrivato alla Ramblas si è trovato di fronte una scena horrorosa. Nel raggio di 300 metri circa, ha visto decine e decine di persone ferite e altre morte. Nell’attentato, rivendicato dallo Stato Islamico sono morte almeno 13 persone e un centinaio i feriti, tra cui alcuni gravissimi.

Albert racconta quello che ha vissuto a Bbc Mundo. Ho detto alla polizia che ero un infermiere e mi hanno fatto passare – dice -. Tempo di fare nemmeno 50 metri che incontro un uomo che stava entrando in stato di choc. Le sue condizioni richiedevano l’uso del defibrillatore. Insieme a un paramedico, siamo stati più di 30 minuti cercando di rianimare il ragazzo italiano, che aveva 41 anni, ma non ce l’abbiamo fatta. Potrebbe trattarsi della seconda vittima italiana di cui ha dato conferma la Farnesina. Tra le vittime dell'attentato, infatti, ci sono due italiani: Bruno Gulotta di 35 anni di Legnano e un secondo non ancora identificato. 

Albert racconta di aver incontrati altri corpi lungo la strada. Per loro non c’era nulla da fare dice.

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