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aggressioni in ospedale

Bologna, gilet anti-aggressioni per i sanitari

di Massimo Canorro

Prende il via al policlinico Sant’Orsola e presso l’Azienda Usl di Bologna la sperimentazione, che durerà 90 giorni, del gilet anti-aggressione per i sanitari che lavorano in solitudine. Il gilet, che pesa solo 190 grammi, lancia un potente allarme sonoro, in parallelo all’invio di una telefonata e di un sms con coordinate Gps alla vigilanza interna e alle forze dell’ordine, con accensione di luci led lampeggianti. Il sistema rileva poi se la persona è a terra o immobile per troppo tempo e, in questo caso, invia in automatico la chiamata di emergenza.

Il sistema lancia una segnalazione alle forze dell’ordine

Appena mi alzo da questa barella ti meno. È la minaccia che, non molto tempo fa, si è sentito rivolgere l’infermiere di un Pronto soccorso vicino Roma. Probabile preludio ad un contatto fisico. Perché ormai dalle minacce ai fatti il passo è sempre più breve. È anche per casi come questo che il policlinico Sant’Orsola e l’Ausl di Bologna hanno deciso di sperimentare il gilet anti-aggressione per il personale sanitario, professionisti sempre più al centro di violenze in tutta Italia tanto da dover imparare a difendersi. Il dispositivo, che pesa solo 190 grammi e verrà sperimentato per 90 giorni partendo dal prossimo aprile, è un modello progettato dall’azienda D-Air lab per i runner che si allenano di notte e in luoghi isolati.

Ed è proprio a partire da tale dispositivo che D-Air lab e i professionisti dell’Irccs Policlinico Sant’Orsola e dell'Azienda Usl di Bologna stanno sviluppando il dispositivo Negroli – chiamato così in onore del milanese Filippo Negroli, ritenuto l’armoraro più famoso di sempre – vero e proprio presidio innovativo per la sicurezza dei lavoratori che applica la tecnologia D-One alle specifiche esigenze dell’ambito sanitario.

Come funziona il gilet anti-aggressione per operatori sanitari? Il dispositivo, che si attiva anche in automatico in caso di malore oppure perdita di coscienza, è in grado di lanciare un potente allarme sonoro con accensione di luci led lampeggianti e, al contempo, di inviare telefonate e sms con coordinate Gps alla vigilanza interna e alle forze dell’ordine. Differente l’utilizzo che ne farà il Policlinico e l’Ausl: nel primo caso il gilet anti-aggressione verrà usato dal personale del servizio dialisi, di anatomia patologica, di psichiatria, di anestesia e rianimazione, costretto a spostarsi anche di notte o comunque a lavorare spesso in solitudine tra i padiglioni del Sant’Orsola (che ha dato il là al pronto soccorso psicologico per i sanitari); per quanto attiene all’Azienda unità sanitaria locale di Bologna, il gilet verrà sperimentato dagli operatori del 118, del dipartimento di salute mentale e dipendenze patologico, e con i medici di continuità assistenziale.

Riassumendo: il dispositivo permette due tipi di attivazione: volontaria, premendo un pulsante oppure automatica in caso di un malore con/o senza perdita di coscienza. La sperimentazione di tre mesi mira a valutare l’utilità del presidio, il gradimento da parte degli operatori, la vestibilità nonché il confort. I dati ottenuti dai test mediante la compilazione di un questionario saranno valutati anche con il coinvolgimento degli Rls (Rappresentante lavoratori per la sicurezza) aziendali. Qualora il dispositivo supererà le fasi di sperimentazione allora sarà adottato anche per altre categorie professionali.

Numeri alla mano, in merito all’Ausl di Bologna ci sono state 248 segnalazioni di violenza nel 2021, dato in crescita, in 74 casi riguardavano la violenza fisica. In 48 di questi casi è stato indispensabile ricorrere all’intervento delle forze dell’ordine. Per quanto riguarda il Sant’Orsola, nell’ultimo triennio si verificano almeno tre segnalazioni al mese, e si registra un atteggiamento sempre più violento nei confronti degli operatori – rendono noto le aziende – tanto che, rispetto al 2019, gli episodi di violenza fisica sono passati dall’essere il 5% del totale delle segnalazioni ricevute, a rappresentare il 26% del totale delle segnalazioni nel 2021.

Giornalista

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