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Mancano infermieri, stato di agitazione al S. Orsola

di Redazione

Col Natale alle porte ecco che si evidenzia l'emergenza organici all'Azienda ospedaliera universitaria Sant’Orsola-Malpighi di Bologna che per gli operatori si tradurrà in doppi turni. Cisl Fp area metropolitana bolognese si è già per questa ragione rivolta, mercoledì 20 dicembre, al prefetto, comunicando la volontà di mobilitazione e sciopero e richiedendo l'attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione tra le parti, determinato dal mancato rispetto degli impegni presi dalla direzione infermieristica, in merito alla gestione ed integrazione del personale in assistenza rispetto a quanto dichiarato.

S. Orsola Bologna, aperto lo stato di agitazione

policlinico sant'orsola bologna

Pronto soccorso del Policlinico Sant'Orsola a Bologna

Nonostante le assunzioni fossero dichiarate – spiega Carmela Lavinia, responsabile comparto sanità pubblica Cisl Fp Area metropolitana Bolognese - il personale in assistenza cala con ripercussioni sul personale in assistenza. Si contano 89 persone in assistenza in meno derivanti dalla mancata assunzione di personale, nonostante le deroghe al piano assunzioni previste ed ottenute dalla Regione per apertura di posti letto e da scelte gestionali che prediligono l'aumento dei posti in direzione. A questo poi si aggiunge la mancata sostituzione del reale turnover nelle unità operative. Si verifica, inoltre, un utilizzo oltre i limiti previsti del contratto integrativo della pronta disponibilità in sala operatoria, nonostante il protrarsi della situazione da due anni e l’impegno preso a fine estate, di implementazione del personale infermieristico tale da poter garantire il rispetto della normativa vigenti.

La situazione secondo la sindacalista è arrivata ormai al limite. Non è stato potenziato il personale infermieristico e operatori socio-sanitari in Pronto soccorso – dice Lavinia -, dove un solo infermiere arriva a gestire 30 pazienti contemporaneamente, con una complessità assistenziale che non richiede solo la mera osservazione, mettendo a rischio la sicurezza degli assistiti e degli operatori stessi, considerando che strutturalmente e logisticamente quest'area ė organizzata per gestire 9 pazienti. Se a questo si aggiunge il dover far fronte all'iperafflusso di utenza in Ps, come previsto dalla recente emanazione delle linee di indirizzo regionali, area in cui la direzione infermieristica intende attivare un piano di pronte disponibilità senza avere ad oggi un progetto organico, che in realtà in base agli accordi sindacali doveva essere presentato a giugno, la situazione ė preoccupante.

Non si può - dice ancora la Cisl Fp - continuare ad improvvisare soluzioni last minute a scapito del personale e dell’assistenza ai pazienti celandosi dietro alla necessità di gestire situazioni emergenziali, quando occorrerebbe pianificare ed organizzare soluzioni strutturate.

S. Orsola, Pronto soccorso nel caos

Considerando i 260 accessi medi stimati giornalieri, con picchi di 360 in alcuni giorni dell’anno – prosegue la Cisl Fp - appare evidente che la presa in carico del problema necessiterebbe una riorganizzazione organica che preveda il deflusso dal Pronto soccorso per diminuire la giacenza media in quell’area e che il potenziamento del personale sarebbe esattamente in questa direzione. Da un anno era stato attivato un gruppo tecnico col coinvolgimento dei professionisti dell’area per studiare soluzioni al problema, emerso e denunciato da tempo, per suggerire modifiche organizzative per migliorare la risposta ai pazienti, ma che non sono state prese in esame.

Il sindacato si dichiara preoccupato per la mancata risoluzione del problema e delle ricadute che ci saranno sul personale già in sofferenza e sulla risposta all’utenza a fronte dei noti picchi di affluenza in Pronto soccorso previsti per questo periodo dell’anno e dell’assenza totale di un piano di gestione.

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