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Bologna

Indennità negate e Ps in tilt, sindacati in rivolta al Rizzoli

di Redazione

L'Istituto ortopedico Rizzoli taglia le indennità e il riposo agli infermieri esposti a radiazioni, ma senza coinvolgere i sindacati, lamentano i Cobas, che attaccano l'azienda per aver assunto la decisione senza aver prima coinvolto i sindacati né aver fatto una verifica sui lavoratori coinvolti. Ma ci sono altri motivi di disagio da parte dei lavoratori, ad esempio la mancata riapertura del confronto sulle criticità del Pronto soccorso e la carenza di personale. Per questo le funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil, Fials, Nursind e Fsi-Usae avanzano la concreta ipotesi di uno sciopero.

Rizzoli, Cobas: tolta indennità di rischio radiologico a 44 infermieri

Il personale del Rizzoli di Bologna verso lo sciopero

L'Istituto ortopedico Rizzoli "taglia" le indennità e il riposo agli infermieri esposti a radiazioni. Pochi giorni fa la direzione dell'ospedale ha annunciato ai sindacati una revisione delle indennità e del riposo biologico dovuto al personale infermieristico, in particolare a quello impiegato in sala operatoria, fino ad oggi considerato esposto a radiazioni ionizzanti durante l'attività lavorativa.

Il risultato di questa revisione è che 37 infermieri manterranno l'indennità, mentre 44 la perderanno. A renderlo noto sono i Cobas, che attaccano il Rizzoli per aver assunto la decisione senza aver prima coinvolto i sindacati né aver fatto una verifica sui lavoratori coinvolti. Assodato che le leggi e le norme contrattuali ne permettono la revisione - spiega Carmelo Carcasio, coordinatore regionale Cobas pubblico impiego - proprio le leggi e le norme impongono che codesta revisione segua un iter tecnico e contrattuale predefinito, allo scopo di garantire la sicurezza e la salute degli operatori che al rischio di radiazioni possono essere esposti.

In particolare, spiega il sindacato di base, la direzione dell'ospedale avrebbe dovuto comunicare ai rappresentanti dei lavoratori l'elenco delle zone in cui fare gli accertamenti, compilare le schede di radioprotezione, verificare le visite mediche semestrali del personale esposto e presentare un rapporto sulle condizioni di salute e le patologie accertate. Del resto, segnalano i Cobas, la tutela preventiva del rischio radiologico nel settore sanitario è appunto una tutela iniziale, quindi preventiva e quindi non risarcitoria.

Per questo, il sindacato di base chiede al Rizzoli di sospendere la decisione e procedere secondo quanto previsto per legge prima di qualsiasi revisione, evitando che cresca il sospetto che un tale provvedimento non sia altro che l'effetto nefasto del già preannunciato bilancio economico dichiarato in passivo dell'Istituto ortopedico Rizzoli, scaricato sulla salute e sulle spalle degli infermieri, affondano il colpo i Cobas.

Bologna, personale del Rizzoli pronto allo sciopero

L'annuncio arriva dalle funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil, Fials, Nursind e Fsi-Usae. I sindacati dichiarano la propria volontà di indire lo stato di agitazione, compreso blocco dello straordinario ed eventuale iniziative di sciopero, delle lavoratrici e dei lavoratori dell'istituto ortopedico Rizzoli di Bologna.

A scatenare la reazione proprio la decisione della direzione dello Ior, in seguito a nuove valutazioni tecniche, di eliminare l'indennità di rischio radiologico e il corrispondente riposo biologico di 15 giorni annui ad oltre 50 unità infermieristiche di sala operatoria a partire dall'1 gennaio. Per i sindacati è evidente l'obiettivo della direzione di recuperare unità infermieristiche e il disinteresse ad utilizzare quest'istituto contrattuale che ha lo scopo di tutelare preventivamente il personale esposto a rischio radiologico.

Ma ci sono altri motivi di disagio da parte dei lavoratori. A partire dalla mancata riapertura del confronto sulle criticità del Pronto soccorso più volte evidenziate e analizzate ma che non hanno visto nessuna presa in carico rispetto alla creazione di percorsi per gestire pazienti pediatrici o di implementazione del personale per ridurre i tempi di attesa dell'utenza o gli sforamenti oltre l'orario di apertura al pubblico del servizio.

Inoltre c'è carenza di personale in molti servizi sia di area sanitaria, sia di area tecnico amministrativa, a partire dai servizi sopra menzionati. Il turnover è stato decisamente rallentato nel corso del 2022 con conseguenze negative in termini di carichi di lavoro. Si chiede di garantire il turnover in tempi celeri e di assumere laddove siano presenti carenze. Infine i sindacati parlano di poca attenzione a garantire un corretto sistema di relazioni sindacali.

La direzione ha sottoscritto accordi sindacali i cui impegni non sono mantenuti. Ad esempio si segnalano tempi lunghi di applicazione di accordi sottoscritti mesi prima come sulle progressioni economiche orizzontali e la mancata apertura del tavolo di contrattazione in merito alla finalizzazione delle risorse contrattuali previste per i fondi anno 2022 in applicazione del rinnovo del contratto nazionale.

Infine le criticità determinate dai servizi unici amministrativi sulla contrattazione sono sempre più pesanti e inaccettabili". I rappresentanti dei lavoratori chiedono pertanto che si attivi la procedura di raffreddamento e conciliazione tra le parti. Intanto le diverse sigle sindacali proclameranno le iniziative di mobilitazione (con il relativo preavviso previsto dalla legge in caso di sciopero) trascorsi i periodi previsti dalla norma.

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