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“Essere 1 infermiere” organizza flash-mob di protesta

di Massimo Canorro

L’appuntamento è fissato il 15 giugno, dalle ore 10 alle 11, in piazza del Nettuno. L’associazione asindacale e apartitica presieduta da Fabio Pavone chiede alle istituzioni maggiori diritti per gli operatori sanitari. E ai colleghi: Dedicateci un’ora del vostro tempo, è per il futuro di tutti. Agiamo, basta immobilismo.

Il motto: Più diritti per la nostra salute e per i nostri infermieri

Chiediamo il rispetto dei nostri diritti di lavoratori e di valorizzare la professione, ribadendo davanti ai cittadini – semmai ce ne fosse ancora bisogno – che non ci siamo mai tirati indietro di fronte alle sfide che si sono presentate.

E dunque oggi, a maggior ragione, il ruolo dell’infermiere deve essere al centro di investimenti, per rispondere sempre meglio ai bisogni di salute della popolazione.

Questo l’intento dell’associazione “Essere 1 infermiere”, presieduta da Fabio Pavone, che il prossimo 15 giugno, dalle ore 10:00 alle 11:00, ha organizzato un flash mob in piazza del Nettuno a Bologna.

Un evento nella piena legalità – abbiamo ottenuto le autorizzazioni necessarie da parte della questura, fanno sapere gli organizzatori – e che in questa sua seconda edizione emiliana conferma la propria mission: È un appuntamento solo nostro, non collegato ad alcuna sigla sindacale o a partiti, ma non per questo discriminiamo la partecipazione agli iscritti. Piuttosto, chiediamo loro di unirsi. Di più, l’invito a coloro che manifesteranno si esplicita anche nell’abbigliamento (per chi vorrà): Venite numerosi in jeans, maglietta bianca o azzurra e mascherina chirurgica con su scritto “infermiere”.

Ma quali sono, in concreto, le richieste che “Essere 1 infermiere” intende formulare alle istituzioni attraverso l’appuntamento di martedì 15 giugno? Le nostre istanze sono chiare: chiediamo l’uscita dal comparto e la rimozione del vincolo di esclusività, il riconoscimento della professione in base a expertise e formazione specialistica, l’equiparazione del Contatto collettivo nazionale di lavoro a quello europeo (che sia unico tra pubblico e privato), le indennità adeguate al livello di responsabilità e rischio reale. E ancora, l’adeguamento degli organici e standard assistenziali per un giusto rapporto con l’utenza, l’essere più rappresentati dagli enti come Opi, sindacati e all’interno del Parlamento nonché nei tavoli che contano e nella riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale.

Alcuni giorni fa, la stessa associazione – insieme al Movimento Nazionale Infermieri – ha incontrato il comitato centrale Fnopi, con la volontà condivisa di creare ambiti di confronto sempre più puntuali e utili: lavorare per unire e non per dividere, sempre con una critica sana e costruttiva, ma per il bene della professione, come ha espresso la Federazione attraverso una nota.

Oggi, al grido più diritti per la nostra salute e per i nostri infermieri, l’associazione “Essere 1 infermiere” – che sulla propria pagina Instagram tiene a precisare: Siamo un’associazione sindacale e apartitica composta da “soli” infermieri – chiede ai lavoratori del comparto sanitario di divulgare la voce il più possibile, cosicché il flash mob di Bologna diventi un evento importante anche nei numeri espressi. Convincete i vostri colleghi che sono restii, chiedergli di investire un’ora del loro tempo per il futuro di tutti. Basta immobilismo, facciamo sentire la nostra voce di protesta.

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