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Indennità mancato preavviso, tribunale dà ragione all'infermiera

di Redazione

Il giudice del Tribunale del lavoro di Pisa ha dato ragione a un’infermiera che si era vista trattenere dal precedente datore di lavoro una cifra di poco superiore ai 2mila euro, pari all’indennità di mancato preavviso, nonostante l'ordinanza regionale che prescriveva - in piena emergenza Covid - l’esonero dal preavviso nei casi di chiamate in via d'urgenza fatte dalle Asl.

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In piena emergenza Covid l’infermiera si era licenziata dalla cooperativa per la quale lavorava dopo essere stata chiamata dall’Asl in virtù dell’ordinanza regionale che disponeva l’assunzione di personale infermieristico in via d’urgenza per rinforzare l’organico dei reparti degli ospedali.

Tale ordinanza prescriveva, tra l’altro, l’esonero dal preavviso per tale tipo di chiamate da parte delle Aziende sanitarie. Il datore di lavoro, tuttavia, aveva trattenuto l’indennità di mancato preavviso, presentando poi anche ricorso al decreto ingiuntivo del 2011 che già aveva intimato la restituzione della cifra al lavoratore.

Considerando che l'indennità di mancato preavviso va trattenuta qualora la parte che intende interrompere il rapporto di lavoro non rispetti il periodo di preavviso e che quindi per tale motivo è tenuta a corrispondere alla controparte un'indennità sostitutiva dello stesso - equivalente alle retribuzioni che il lavoratore avrebbe percepito se avesse lavorato durante il preavviso – il tribunale ha stabilito che tale norma del contratto del lavoro non può essere applicata nel caso in giudizio in quanto le chiamate in via d'urgenza fatte dalla Asl durante l'emergenza Covid consentivano al personale interessato, secondo quanto chiaramente disposto dalla specifica ordinanza, di non tenere conto del preavviso in caso di volontà di licenziarsi.

Con questa sentenza - spiega il coordinatore regionale del NurSind Giampaolo Giannoni - il Tribunale dà nuovamente ragione in maniera chiara alla nostra iscritta e ha confermato che le chiamate in via d’urgenza fatte dalle Aziende sanitarie durante l’emergenza Covid consentivano al personale interessato di non tener conto del preavviso. Non posso che giudicare vergognoso il fatto che qualcuno si sia permesso di trattenere ingiustamente migliaia di euro di indennità di mancato preavviso per le assunzioni fatte durante il periodo della pandemia.

Siamo fiduciosi - conclude Giannoni - che tale sentenza farà da apripista ad altre vicende simili. Come NurSind abbiamo offerto tutto il supporto necessario alla nostra iscritta e quindi non possiamo che vedere con favore questa vittoria.

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