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Lucca, carenza di infermieri e OSS nelle Rsa

di Massimo Canorro

Siamo sull’orlo della mancanza dei parametri assistenziali di legge. Così Cgil, Cisl, Uil e associazioni datoriali che hanno incontrato il prefetto di Lucca in merito alla carenza di personale nelle strutture socio sanitarie del territorio. Riunione positiva, espressa la volontà di trovare soluzioni in breve tempo.

Rsa Lucca, i sindacati: è allarme carenza di personale

Una situazione gestionale definita gravissima quella in cui si trovano le Rsa, in particolare per la carenza di infermieri – anche in fuga dalle strutture – con situazioni oramai sul baratro della mancanza di parametri assistenziali imposti dalla legge. Parole espresse in una nota da Fp Cgil, Uil Fpl, Fisascat Cisl che – insieme alle organizzazioni datoriali Confcooperative coordinamento gestori Rsa e Federsolidarietà – hanno incontrato il prefetto di Lucca.

Motivo (urgente) del confronto: la carenza di personale dedicato all’interno delle strutture socio sanitarie territoriali, con particolare rimando alle residenze sanitarie assistenziali. Situazione delicata, ma più di una proposta operativa è stata avanzata dalle parti sociali, chiedendo al prefetto di farsene carico nei confronti sia della Regione Toscana sia dell’Azienda Usl Toscana nord ovest (territorio ex Azienda Usl 2 Lucca).

In particolare, è stato chiesto il riconoscimento – da parte della Regione – della figura dell’Oss con formazione complementare in assistenza sanitaria. Un profilo presente sul territorio ma non riconosciuto nella nostra regione, come invece lo è in Veneto. Quindi di sgravare di ogni responsabilità gli operatori socio sanitari che, nell’agire in emergenza, potrebbero trovarsi ad effettuare attività anche oltre le proprie competenze funzionali.

Sindacati e organizzazioni datoriali hanno formulato la richiesta dell’intervento da parte della Asl, con il personale integrativo dipendente del Servizio sanitario regionale che assicuri i livelli di assistenza all’interno delle strutture territoriali e valutando l’opportunità di rimodulare gli orari in via del tutto transitoria anche attraverso deroghe autorizzate, ovviamente, dalle istanze preposte.

E ancora, programmare le assunzioni nel Servizio sanitario regionale coordinandole col fabbisogno delle strutture in gestione oppure private sul territorio, nonché valutare la possibilità di derogare a “quota 100” permettendo il rientro in servizio su base volontaria di personale in quiescenza nell’ultimo periodo. Una serie di proposte ben circoscritte che già da tempo sono monitorate dalla Regione – proseguono i sindacati – ma le risposte non sono mai giunte. Le ragioni a monte? Decenni di mancata programmazione, ma anche carenze strutturali tanto del comparto sanitario quanto delle politiche socio sanitarie a livello territoriale.

Quindi i ringraziamenti. Nei confronti del prefetto di Lucca per la tempestiva convocazione e l’interessamento competente. Soprattutto, Cgil, Cisl, Uil e associazioni datoriali danno una valutazione positiva della riunione, precisando che il prefetto ha garantito la volontà di veicolare le proposte a livello regionale e nazionale, esprimendo la sua precisa volontà di operare per trovare soluzioni sia a breve sia a lungo termine. Gli stessi direttori di zona distretto Asl di Versilia a Garfagnana e Lucca hanno assicurato il loro interessamento, esplicitando però – come è evidente – di non avere modo di attuare soluzioni se non in presenza di decisioni da parte degli enti preposti.

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