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Nuovo Codice deontologico, Cavicchi: È propaganda Fnopi

di Redazione

Come avrebbe risposto la Fnopi alle critiche serrate e circostanziate che ha ricevuto al suo codice deontologico? Con una mossa di propaganda, secondo Ivan Cavicchi, e nell'accezione negativa del termine. Ovvero? Ha strumentalmente pubblicato nello stile “tappiamo la bocca a chi parla”, i commenti di una serie di associazioni dei pazienti. Quando si esagera - sentenzia il sociologo esperto di politiche sanitarie - i conti con i propri abusi prima o poi bisognerà farli. Oggi, il suo codice lo dimostra, la Fnopi sta davvero esagerando.

Cavicchi ancora critico verso la Fnopi: Con il Codice fa solo propaganda

Ivan Cavicchi, sociologo ed esperto in politiche sanitarie

Strumentalizzare i commenti di una serie di associazioni dei pazienti per tappare la bocca a chi parla.

È questo che, secondo Ivan Cavicchi, sociologo ed esperto in politiche sanitarie, avrebbe fatto la Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche (Fnopi). Il tutto nel nome di un corporativismo differenziato, per il quale si è disposti a sacrificare i più importanti valori in gioco.

Continua ad andarci giù pesante Cavicchi, che aveva già scritto di una deontologia infermieristica ormai morta.

Il riferimento è alla pubblicazione delle position statement delle Associazioni di pazienti e cittadini che fanno parte della Consulta permanente, secondo le quali il nuovo codice deontologico degli infermieri è innovativo nel merito e nel metodo e realmente rispondente ai bisogni degli assistiti.

Una definizione molto discutibile agli occhi di Cavicchi, che lo vede invece vecchio di almeno 60 anni e che si limita ad aggiungere o a togliere articoli ad articoli.

Ma non solo: Che un ente sussidiario dello Stato abbia deciso arbitrariamente di:

  • occuparsi di una minoranza di infermieri abbandonando al proprio destino una intera professione
  • dare corpo ad un endemico conflitto interprofessionale contro i medici a scapito della buona funzionalità di servizio
  • bloccare qualsiasi coevoluzione professionale, qualsiasi ridefinizione culturale, qualsiasi tipo di rinnovamento

apre un grosso problema politico che va ben oltre il codice deontologico e che finisce per riguardare l’intero sistema perché alla fine finisce per essere dannoso a molti troppi livelli.

Non si capisce la ragione per la quale oltre 400.000 infermieri dovrebbero finanziare enti che palesemente tradiscono i loro interessi, né perché gli infermieri non hanno diritto come gli altri ad avere una deontologia pertinente ai loro problemi

Se con il primo editoriale ci era andato giù pesante, con questo nuovo intervento Cavicchi non indossa certo il guanto di velluto. La mia sensazione non solo a leggere il codice ma seguendo le sue diverse iniziative - scrive Cavicchi - è che oggi la Fnopi sia un ordine che rappresenta una minoranza di infermieri non tutti gli infermieri.

Il problema vero ora non è quello che credo io - conclude - ma sono gli infermieri, quelle pedine che da oggi e per un bel po’ di anni anche se in prima linea non hanno una seria copertura deontologica ai loro problemi professionali.

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