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Nursing Up: infermieri tra le eccellenze non valorizzate

di Massimo Canorro

In Sicilia si registra il successo dell’alta formazione per il personale tecnico-scientifico nei Cath lab. Non è stupito il presidente nazionale del Nursing Up, De Palma, che però si chiede perché l’Italia, pur continuando a laureare professionisti di livello, non li valorizzi dal punto di vista economico e giuridico.

Infermieri, De Palma: eccellenza italiana senza riconoscimento

Apprendiamo soddisfatti che in questi giorni, in Sicilia, sono stati organizzati per il personale sanitario differenti corsi inerenti le più avanzate tecniche interventistiche legate alle patologie cardiologiche. Nello specifico quelle dei Cath lab, laboratori dove vengono trattate e curate le coronaropatie e valvulopatie. Siamo orgogliosi – ma non sorpresi – di quanto accade nell’ambito della formazione sanitaria.

Parole del presidente nazionale del Nursing Up, Antonio De Palma, in rimando a quanto è avvenuto per la prima volta in Sicilia, dove i corsi di formazione professionale hanno coinvolto centinaia di iscritti, tra i quali gli infermieri. Infatti sono oltre 500 – secondo i dati forniti dalla Società italiana di cardiologia interventistica (GISE) – i tecnici e gli infermieri che ogni giorni supportano i medici interventisti a lavoro nei Cath lab; personale che va formato e aggiornato con periodicità, anche considerando le continue innovazioni tecnologiche e scientifiche.

Proprio qui, però, De Palma si interroga: di fronte a notizie così, sui percorsi di specializzazione sempre più all’avanguardia per la realtà infermieristica, c’è un paese come l’Italia contraddistinto di un patrimonio di professionisti forti di una preparazione del genere. E poi mancano del tutto i dovuti riconoscimenti economici e giuridici. Ragion per cui numerosi operatori sanitari di casa nostra – che sono tra i profili professionali più ricercati – vengono attratti da proposte di altre realtà come la Germania e l’Inghilterra, finanche l’Irlanda, per ricevere maggiori gratificazioni.

L’aggiornamento costante di cui in Italia sono protagonisti gli infermieri rappresenta una realtà al pari, però, del confronto con i colleghi di altri paesi, incalza il Nursing Up, che però non si capacita della mancata corrispondenza in termini di lungimiranza di una classe politica in grado di rispondere, con puntualità, alle nostre istanze economiche e contrattuali e del fatto che si continui a navigare a vista tra gli iceberg della carenza cronica di personale e degli stipendi tra i più bassi d’Europa. E a questo punto De Palma chiama in causa direttamente la Fnopi (che di recente si è espressa sui temi di confronto con Legacoopsociali nell’ambito della valorizzazione della professione).

Come mai la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche sceglie di non tenere un confronto costante allargato a tutte le realtà associative sindacali che esprimono la loro stessa professione? Un interfacciarsi che, invece, il Nursing Up ritiene dovrebbe essere naturale, quando invece al nostro fianco troviamo i medici – ma solo per citare un esempio – che tale dinamica la attuano da tempo, tanto che ordini professionali e sindacati, ciascuno nel rispetto delle proprie prerogative, collaborano attivamente in una sinergia che ha permesso alla categoria di raggiungere i livelli nei quali si trovano tutt’oggi.

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