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Obbligo per i sanitari, l'ok della Cisl: Ma serve più dialogo

di Redazione

La Sanità pubblica ha il dovere di salvaguardare la salute dei propri professionisti, della collettività e di ogni singolo individuo attraverso misure preventive anche di carattere obbligatorio e tanto più in strutture come quelle ospedaliere che per definizione erogano Salute. Così Cisl Emilia Romagna e Cisl Fp ER esprimono parere favorevole sulla questione vaccini obbligatori per gli operatori della salute, ma non senza mettere qualche paletto: Ci vuole gradualità e la Regione doveva convocarci prima, bisogna credere nel confronto.

Obbligo vaccini, Cisl: Opportunità di tutela per sé e per chi si ha in cura

vaccini

Siamo assolutamente contrari e amareggiati dell’uso politico e strumentale che è stato fatto e si continua a fare intorno ad un tema così delicato ed importante come le vaccinazioni.

Il riferimento di Cisl Emilia Romagna e Cisl Fp ER è la decisione della Regione Emilia-Romagna di rendere obbligatorie le vaccinazioni a morbillo, parotite, rosolia e varicella ai circa 4.000 operatori sanitari che lavorano in oncologia, ematologia, neonatologia, ostetricia, pediatria, malattie infettive, nei pronto soccorso e nei centri trapianti della regione, con tutto il polverone che si è sollevato intorno alla questione.

La Cisl riconosce alla Sanità, in particolare a chi è preposto alla tutela della salute dei lavoratori e a chi è preposto alla tutela della salute dei pazienti, il diritto di determinare i requisiti che un operatore sanitario deve possedere per poter operare in determinati reparti. È una grande opportunità per tutelare sé stessi e tutte le persone che si hanno in cura.

Dopo la manifestazione di perplessità da parte della Cgil, che ha sottolineato la modalità coercitiva della scelta della Regione e l’intervento deciso di Roberto Burioni, medico virologo, per il quale invece quella dell’Emilia-Romagna è stata una decisione sacrosanta, arriva la posizione della Cisl, che ricordando le battaglie fatte per il riconoscimento delle malattie professionali contratte in servizio dagli operatori sanitari e tutti gli sforzi fatti per rendere i posti di lavoro sempre più sicuri per i professionisti ed i pazienti, esprime altre preoccupazioni.

L’ultima campagna politica si è appropriata del tema delle vaccinazioni e temiamo – si legge nel comunicato - che l’attuale campagna per le prossime elezioni delle RSU stia fortemente condizionando una discussione che dovrebbe restare nel merito e non inseguire facili consensi: a nessuno piace vaccinarsi, il tema è se serve a prevenire un contagio per sé stessi e per gli altri.

Quel che è certo, scrivono dalla Cisl, è che i pazienti costretti al ricovero in ospedale si aspettano di guarire e di non contrarre qualche altra malattia.

È anche sulla scia di questo che la Cisl non è contraria all'obbligo di vaccinazione per i sanitari che lavorano nei reparti più a rischio degli ospedali emiliano-romagnoli, ma non manca una nota critica nei confronti di Sergio Venturi, assessore regionale alla sanità: Riteniamo che l'assessorato avrebbe dovuto convocare le confederazioni sindacali - chiosa la Cisl - prima di assumere una delibera su un tema così importante e delicato, che coinvolge non solo una fetta consistente di operatori sanitari ma l'intera cittadinanza e l'organizzazione sanitaria della nostra Regione. Nel confronto con le rappresentanze sindacali bisogna crederci fino in fondo e non 'alla bisogna'.

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