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Sindacato

Bologna, sanitari in mobilitazione al Maggiore

di Massimo Canorro

Pubblico Impiego

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Cisl Fp area metropolitana bolognese sarà in presidio domani, giovedì 30 giugno, per coinvolgere la cittadinanza nella mobilitazione ed informarla sulle criticità nell’Ausl di Bologna. Lamenta il sindacato: Infermieri incrementati di sole 30 unità, sufficienti a garantire in modo completo appena cinque turni. Risultando irrisorie a fronte delle almeno 100 persone oggi in assenza lunga.

Personale in calo, a Bologna Fp Cisl presidia la Regione

Mobilitazione dei sanitari davanti agli ospedali in Emilia-Romagna. Dopo Carpi, dove Cisl Fp ha manifestato davanti al Pronto soccorso dell’ospedale Ramazzini, sollecitando la Regione ad intervenire in materia di assunzioni, risorse e garanzie per la sanità pubblica – lamentando che ai dipendenti dell’Ausl di Modena non sono state pagate a maggio le quote contrattuali previste per gli straordinari –, a Bologna incalza la mobilitazione dello stesso sindacato per rivendicare il potenziamento del Servizio sanitario regionale con lo sblocco delle assunzioni utili all’implementazione dei servizi, che vedrà l’istituzione di un presidio permanente a cominciare da lunedì prossimo, 4 luglio, sotto la sede della Regione Emilia-Romagna.

Nel frattempo, sul territorio, Cisl Fp Area metropolitana bolognese sarà in presidio domani, giovedì 30 giugno, davanti all’ospedale Maggiore di Bologna, dalle 10.30, mirando a coinvolgere la cittadinanza – dunque, l’utenza finale – in questa mobilitazione ed informarla in merito alle criticità in essere presso l’Ausl di Bologna.

Riporta il sindacato in una nota: Dai dati sul personale in organico forniti dalla medesima Azienda sanitaria di Bologna, a seguito delle nostre pressanti richieste emerge che nel confronto fra il 2021 e il 2022 il numero complessivo di personale in servizio (infermieri, professioni sanitarie, Oss, amministrativi e tecnici) è diminuito di 28 unità, passando dai 7.697 complessivi in organico al 31 maggio 2021ai 7.669 del 31 maggio 2022.

Una tendenza decisamente inaspettata dai sindacati. Per lo meno rispetto al più volte enunciato importante incremento numerico di personale del Ssr, che rende quindi un miraggio i progetti di potenziamento previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, spiega Stefano Franceschelli, segretario generale Cisl Fp Area metropolitana bolognese (chiedendo, in parallelo, di sciogliere qualsivoglia ambiguità fra gli annunci rassicuranti e il vissuto quotidiano del personale sanitario).

Non bisogna dimenticare infatti che la carenza di personale, in particolar modo infermieristico, si sta aggravando sempre di più e sarà collegata (anche) all’urgenza di dotare di idoneo personale le nuove unità di offerta previste dal Pnrr quali Case di comunità, Ospedali di comunità e Centrali operative territoriali, che sono a rilevante gestione infermieristica, prevedendo anche nuovi ruoli come l’infermiere di famiglia/comunità.

Tornando alla difficile situazione denunciata dal sindacato, Franceschelli fa presente che nel quadro generale gli infermieri incrementano di sole 30 unità, sufficienti a garantire in modo completo appena cinque turni, che risultano irrisorie a fronte delle almeno 100 persone attualmente in assenza lunga. Numeri che all’atto pratico si concretizzano in numerose unità assistenziali – precisa Michele Vaira, segretario aziendale Cisl Fp Ausl Bologna – che chiamano gli operatori ai doppi turni e alle “lunghe” per coprire assenze e garantire gli standard assistenziali, in particolare in questo periodo di ferie estive sia sul presidio del Maggiore sia nelle aree territoriali.

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